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13-17 Dicembre 2010: il Centro-Nord sotto la neve!

Ad un anno di distanza ripercorriamo l’ondata di maltempo invernale che portò a Roma la neve per la seconda volta nel 2010.

Con la giornata odierna, portatrice di cieli azzurri e limpidi con nubi ovattate di passaggio e qualche breve rovescio residuo sul Centro Italia, è giunto il momento delle stime sulla ondata di gelo che ha colpito l’Italia nei giorni passati. Molte città del Centro-Nord italiano si sono ritrovate ammantate dalla neve. In alcuni casi con spessori record per il mese di Dicembre. Vanno menzionati su tutti i quasi 30 cm di Firenze ed i 40 cm di Cattolica e Riccione. Nonostante le tre città anche nel recente passato avessero vissuto episodi confrontabili, va ricordato il temporale nevoso dicembrino di Firenze quattro anni addietro con anche in quell’occasione accumuli ben superiori ai 20 cm, si è trattato comunque di un evento con tempi di riotrno molto alti.

Nevicate ampliamente previste dal Centro Meteo Italiano con largo anticipo, e senza ritrattamenti, come testimoniano i nostri articoli consultabili nel nostro Meteo Magazine. Ci teniamo a puntualizzarlo non per eccesso di bravura, ben consapevoli che nella Meteorologia l’errore è dietro l’angolo, o autocelebrazione, bensì per soddisfazione e gratificazione dell’intero Staf previsionale che ha saputo interpretare al meglio l’intera complessa dinamica di questa avvezione polare indimenticabile per molti italiani.

Quali sono state le cause di questa intensa ondata di Gelo e Neve? Cerchiamo di riviverle con l’editoriale odierno. Ripercorriamo i momenti palpitanti e frenetici di una irruzione che ha fatto battere i denti a tutto lo stivale.

Il giorno 7 annunciavamo l’arrivo di una intensa irruzione fredda per la seconda decade di Dicembre, ”L’Italia nella morsa del Gelo dal 10 Dicembre al 20 Dicembre“. I nostri modelli vedevano il consolidamento dell’Anticiclone in sede atlantica, capace quindi di compiere una vigorosa erezione meridiana sino ai paralleli polari con valori pressori superiori ai 1060 hPa in sede groenlandese. Geopotenziali di tutto rispetto erano il preludio di un blocco atlantico in grado non solo di reggere la spinta zonale atlantica ma, complice il sistema depressionario scandinavo, di far confluire sull’Europa Centrale e sulla nostra Penisola freddissime correnti dapprima polari e successivamente continentali. L’Italia si stava apprestando a vivere una irruzione fredda da iscrivere negli annali climatologici.

Il 9 Dicembre gli aggiornamenti modellistici convincono i nostri previsori a confermare l’irruzione fredda, ”Prossima Settimana: Gelo e Neve” e avventurarsi quindi nel dettaglio previsionale, per poi annunciare l’arrivo della neve sulle Regioni Adriatiche per la giornata di Lunedì 13 Dicembre, ”Neve e Gelo sulle Regioni Adriatiche“. L’Anticiclone aveva fatto il suo dovere, masse d’aria gelide erano in cammino verso lo stivale senza possibilità di ritorno. Il Lunedì irrompe quindi la bora ed aria fredda prova a tracimare dalla Valle del Rodano, ma in modo poco efficace. Questo primo peggioramento era divenuto “affare adriatico”, le Regioni Occidentali dovevano rimanere a guardare. Ed era un bel vedere. Dalla Romagna sino alla Puglia tutte le città costiere sono capitolate sotto l’impulso continentale e la neve ha ammantato gran parte dei litorali adriatici. Le prime nevicate si sono avute in Abruzzo sino alle coste. Il giorno successivo è stata la volta di Ancona e del Conero con 10 cm di neve sotto forma di tormenta. Il Clou però sarebbe arrivato il giorno successivo, Mercoled’ 15 Dicembre, una intensa nevicata si è abbattuta sulla Riviera Romagnola con accumuli sino ai 40 cm. Le coste abruzzesi non sono rimaste di certo a guardare, e con loro il litorale marchigiano. Spessori di 10 cm a Pescara ed altri 5 cm ad Ancona. Sino a 30 cm nel chietino con punte di 40 cm a Lanciano. Neve anche a Bari e Foggia. Temperature polari su tutto il Centro Nord italiano. Ma stava giungendo il momento dei versanti Occidentali della Penisola.

L’ennesimo colpo di reni dell’Hp atlantico ha comportato il collasso della struttura depressionaria presente sul Mare del Nord. Quel che appariva una probabilità, annunciata una settimana prima dal CMI, si tramutava per i nostri meteorologi in una quasi certezza. Stava arrivando la neve in pianura sulle centrali tirreniche ed al Nord Italia. Così titolavamo nella giornata di Mercoledì 15 Dicembre,”Venerdì 17 Dicembre 2010: Neve in Pianura Padana!e ancor più forte nella giornata di Giovedì 16 Dicembre, ”E’ l’ora del Centro-Nord: Neve in Pianura“.

E puntualmente sono giunte le nevicate in pianura da Milano sino a Trieste. Come da previsione il Veneto ed il Friuli le Regioni maggiormente colpite. Nelle giornata di Venerdì 17 Dicembre accumuli di 10 cm su Milano, Bergamo e Verona. Qualcosa di più sul Polesine, Laguna Veneta e Golfo triestino. Ma la grande neve aveva deciso di far visita alla Toscana. Neve anche forte dal mattino su tutte le città. E mentre nel pomeriggio sui litorali centro meridionali della Regione la neve lasciava spazio alla pioggia, copiosa proseguiva nelle città dell’interno, ad eccezione di Siena con la pioggia congelantesi del tardo pomeriggio. Accumuli considerevoli nell’ordine dei 15 cm su Arezzo e Siena. Sul pistoiese, pisano, lucchese e fiorentino punte di 30 cm, come nel caso di Prato e Firenze. Anche Pisa abbondantemente innevata. Più riparata l’Umbria ,con Perugia imbiancata da una coltre di 5 cm. In ombra la piana di Foligno, anche a causa dei venti di caduta. Nel sud della Regione, Terni, la più calda delle due province, è stata fortemente colpita con una coltre di 15 cm, mentre ben 10 cm ad Orte ed Orvieto.

Per quanto attiene il Lazio, tempistiche sfavorevoli per il viterbese che ha visto solo pochi fiocchi al mattino prima che uno strato caldo alla quota di 925 hPa rovinasse la colonna d’aria. Neve forte sul reatino con accumuli di 15 cm. Anche Roma ha fatto i conti con la neve che è iniziata a cadere attorno alle 12, per poi intensificarsi dalle 13 e tramutarsi in pioggia alle 15. Tetti imbiancati ed 1 cm nelle periferie. Nell’agro romano accumuli di 5 cm, qualcosa di più nelle colline a nord della Capitale solitamente più sfortunate del vicino comparto dei Monti Cimini. Accumuli di 5 cm a Sacrofano, sino a 7 cm a Morlupo ai piedi del Monte Soratte. In Ciociaria la neve si è fatta attendere sino all’ora di pranzo quando una intensa nevicata si è abbattuta sulla Provincia di Frosinone con accumuli nel centro storico di 15 cm. Neve anche su l’agro pontino e su Latina con paesaggi imbiancati. Neve nella Valle dell’Aniene, più riparate Mandela e Castel Madama.

In Abruzzo è stata la volta delle città “tirreniche”, o meglio più esposte alle correnti da ovest. Fino a 50 cm ad Avezzano, l’Aquila e Sulmona paralizzate. Difficoltà per i trasporti. In ombra pluviometrica con accenni di garbino per le province “adriatiche” di Pescara e Chieti. Neve abbondante anche su Carseolano e nella Marsica. Sino a mezzo metro a Tagliacozzo e Cappadocia.

Adesso ritornano le correnti zonali atlantiche, ma cosa ha lasciato dietro di se questa irruzione gelida?

Molti record abbattuti per il mese di Dicembre, basti pensare che Roma ieri ha segnato diversi record di Temperatura con quartieri piombati sino ai -6°C. Nevicate Record per il settore adriatico e tirrenico. Neve a Ponza ed a Capri. Ma come nei nostri editoriali più volte ribadito, prima di gridare al record si deve attendere una attenta ricerca negli annali. Non mancheremo di darvene l’esito.

E adesso lasciamo spazio alle foto di questo episodio di neve e gelo. La natura si racconta meglio con le immagini che con le parole. ”

Sirolo vista Conero 16 12 2010

Pescara 16 12 2010

Firenze 17 12 2010

Pisa 17 12 2010

Siena 17 12 2010

Frosinone 17 12 2010

Neve Capri 16 12 2010

Riccione 16 12 2010

Cattolica 16 12 2010

Rimini 16 12 2010

Roma Testacio 17 12 2010

Roma Morlupo 17 12 2010

Frosinone 17 12 2010

Roma Monterotondo 17 12 2010

Roma Valle Murricana 17 12 2010

Roma Nuovo Salario Lago ghiacciato 17 12 2010

Chiudiamo questo editoriale annunciandone l’inserimento nella sezione del Meteo Magazine “Eventi Storici” e fermamente convinti, dall’analisi degli indici convettivi e delle dinamiche stratosferiche, che altri editoriali come questo riempiranno le pagine dell’entrante inverno 2010-2011.

a cura di Niccolò Saraca