Dopo il massimo stagionale fatto segnare l’8 Marzo, con 14 milioni 375 mila chilometri quadrati di estensione, il ghiaccio artico aveva cominciato la sua lenta e “fisiologica” ritirata, rispettando pienamente le tempistiche canoniche. Dopo aver perso circa 190 mila unità al 23 Marzo, la ventilazione favorevole, instauratasi sulle aree maggiormente soggetta alla fusione primaverile, non solo ha contrastato l’ulteriore perdita di massa, ma ha portato anche ad una sensibile espansione della banchisa (+220.ooo km^2); ciò ha portato nella giornata di ieri ad un nuovo massimo stagionale: 14 milioni 405 mila chilometri quadrati. Si tratterebbe, qualora i dati dell’IARC (International Artic Research Center) venissero confermati, del massimo stagionale più tardivo dal 2002, circa una settimana più avanti di quello registrato il 21 Marzo 2003. Questo exploit della massa glaciale ha ridotto ulteriormente il deficit di massa, instauratosi, come consuetudine degli ultimi anni, nella stagione estiva e lo ha portato al di sotto delle 100.000 unità.
Dati ed immagini fonte http://www.ijis.iarc.uaf.edu/









