Come ampiamente anticipato nei nostri editoriali a partire dalla giornata odierna ed ancor più da quella di domani la configurazione sinottica a scala europea risulterà sempre più favorevole alla discesa di aria artica marittima sul bacino del Mediterraneo. Per almeno una settimana dunque l’inverno farà sul serio portando un sensibile abbassamento delle temperature ma anche il transito di alcune perturbazioni accompagnate da piogge, nevicate e forti venti. Il CMI ha individuato nel prossimo peggioramento tre distinte fasi.
Prima fase (30 Gennaio – 2 Febbraio): L’approfondimento di un lobo del Vortice Polare sulla Scandinavia porterà alla formazione di due centri di bassa pressione sul Mediterraneo, il primo in transito nella giornata di Sabato, il secondo tra Domenica e Lunedì. In questa fase le precipitazioni interesseranno maggiormente i versanti tirrenici, più esposti alle correnti oscillanti tra il Libeccio ed il Maestrale. L’Appennino ed il Nordest potranno ancora vedere la neve, il primo a quote medio-basse ed il secondo anche in pianura. Incerta ancora la traiettoria della seconda depressione la quale potrebbe portare, qualora transitasse piu a Sud, come alcune corse modellistiche lasciano intendere, la neve a quote molto basse sulle interne del Centro nella notte tra Domenica e Lunedì.
Seconda fase (2 Febbraio – 5 Febbraio): Transitata verso Levante la seconda delle due depressioni di cui sopra, assisteremo ad un temporaneo aumento della pressione sul Mediterraneo occidentale ed all’isolamento del vortice tra basso Adriatico e Balcani. Ciò permetterà l’ingresso di aria fredda dall’Europa orientale attraverso la Porta della Bora, ad interessare direttamente i nostri settori orientali. In questa fase le precipitazioni più importanti penalizzeranno il Sud ed il versante adriatico con nevicate fino in pianura su medio e basso Adriatico ed a quote di bassa collina su Sicilia e Calabria. Le temperature, complici i forti venti di Grecale e Tramontana, subiranno un tracollo con valori notturni sotto lo zero su gran parte del Centronord.
Terza fase: L’evoluzione successiva risulta ad oggi ancora abbastanza incerta, specie riguardo ai tempi ed alle modalità ma è abbastanza chiaro che durante il fine settimana tra il 5 e l’8 Febbraio la pressione tenderà ad aumentare fortemente alle alte latitudini dando vita ad un vasto anticiclone Russo-Scandinavo. Un nocciolo di aria molto fredda a tutte le quote troverebbe spazio per muovere da Est verso Ovest pilotando aria continentale gelida sul nostro Paese ed al contempo instabilizzando nuovamente il Mediterraneo. Se ciò dovesse acceadere l’Italia si troverebbe a fare i conti con una ondata di freddo e neve di portata storica, con tempi di ritorno probabilmente superiori ai 20/25 anni. Vi aggiorneremo nei prossimi editoriali.








