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Artic Oscillation (AO): forti anomalie in sede polare

aoNel corso delle ultime settimane siamo stati testimoni di qualcosa che non accadeva ormai da molto tempo e che ha portato alla genesi delle intense ondate di gelo sul Comparto nordamericano prima ed europeo in seconda battuta: il profondo vortice che durante il primo mese dell’inverno boreale dovrebbe essere centrato sul Polo e determinare forti venti zonali alle medie latitudini nordemisferiche, disturbato nei mesi di Ottobre e Novembre da continue pulsazioni di aria calda in arrivo dalle latitudini meridionali, è ceduto di schianto spezzandosi in più pezzi. Al suo posto si è fatta spazio per qualche giorno un’anomala circolazione anticiclonica che ha favorito la discesa di aria molto fredda verso le medie latitudini. Tali vicissitudini sono ben fotografate dall’andamento dell’indice AO (Artic Oscillation, Oscillazione Artica) che misura le differenze di pressione tra Polo e latitudini inferiori.  A valori in media durante i primi giorni di Dicembre ne sono succeduti altri sempre più anomali in cui la pressione sul Polo è risultata più alta del normale mentre una cinta di basse pressioni e freddo si spostava verso i paralleli inferiori. Ma a fare scalpore sono i valori particolarmente bassi di tale indice e la durata di tale fase negativa conferma l’eccezionalità dell’evento in atto. In questi giorni si ripetono in serie valori fino a -4 unità portando la media mensile a -1,9 valore che se fosse confermato a fine mese risulterebbe il 4° più basso di sempre (dal 1948) per il mese di Dicembre. Le proiezioni dei più importanti modelli matematici confermano che durante la prossima settimana l’anomalia circolatoria continuerà  indisturbata contribuendo probabilmente a mantenere molto basso il valore medio mensile. Nell’immagine in alto l’evoluzione degli ultimi mesi dell’importante indice teleconnettivo; qui in basso invece la propagazione della forte anomalia a tutte le quote atmosferiche.

time_pres_HGT_ANOM_OND_NH_2009