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Tunisia, studentessa ipotizza terra piatta e sole in movimento: è polemica!

  • La tesi di dottorato di una studentessa in Tunisia diventa motivo di discussione: terra immobile e sole che le gira intorno. E Copernico?

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    La tesi di dottorato di una studentessa in Tunisia diventa motivo di discussione: terra immobile e sole che le gira intorno. E Copernico?

    Tunisia, studentessa ipotizza terra piatta e sole in movimento: è polemica!

    Che fine hanno fatto le teorie di Copernico e Galileo con tutti i loro principi più o meno solidi? In Tunisia, una studentessa che ha lavorato per ben 5 anni alla sua tesi di dottorato, li ha totalmente rivoluzionati, facendo assurgere al complotto ed a tutte le altre “storie” creazioniste, che animano i dibattiti di mezzo mondo. Lo scritto della giovane nordafricana, infatti, è destinato a “rovesciare le leggi di Newton, Keplero e Einstein, vista la debolezza dei loro fondamenti e a proporre una nuova visione della cinematica degli oggetti conforme ai versetti del Corano”. Cioè? Terra ferma e Sole in movimento!

  • Nello specifico, secondo la studentessa iscritta alla facoltà di ingegneria di Sfax in Tunisia, la terra è piatta e non si muove di un millimetro: è il sole a girarle attorno. Non appena pubblicata, anche online, questa tesi, in tutto il Paese è montata la polemica. Sono addirittura intervenuti massimi esponenti della fisica nazionale, nonchè il Ministro dell’Istruzione ha dovuto calmare le acque in qualche modo con una dichiarazione pubblica con il conseguente niet per lo scritto incriminato riconoscendo in esso “le gravi mancanze di ordine scientifico e etico”.

  • Insomma, dibattito tra diverse scuole di pensiero sul moto di tutto il sistema che riguarda terra e sole, messo in crisi dalla tesi di una studentessa di ingegneria in Tunisia. E pensare che all’origine, il testo era stato molto apprezzato dai suoi relatori che l’avevano spinta a continuare con questo percorso. Addirittura, si vocifera che questo studio fosse stato “incitato” anche da alcuni ricercatori americani che le avevano inviato delle pubblicazioni della Nasa.

    A cura di Angelo Maria Castaldo