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Il clima della Valle D’Aosta

Cartina fisica della Valle d'Aosta. Fonte: www.comune.jesi.an.it

La Valle D’Aosta è una Regione dell’Italia dell’estremità Nord-Occidentale dell’Italia completamente racchiusa tra le Alpi Occidentali, cui appartengono  i rilievi più elevati d’Europa. Conseguentemente il clima della Valle D’Aosta è condizionato dalla quota delle località considerate e dall’esposizione rispetto alla circolazione dei venti. E’ bene sottolineare che buona parte del territorio della Valle D’Aosta è schermato rispetto a qualsiasi tipo di circolazione proprio a causa della posizione interna alle Alpi della Valle D’Aosta e alla loro altitudine. Proprio a causa dell’orografia del territorio esistono poi dei microclimi  locali assai differenti anche tra vallate o versanti distanti meno di una decina di Km

  • Le piogge sulla Valle D’Aosta risultano scarse, soprattutto se confrontate con le altre regioni del Nord in particolare del settore Alpino. Le vallate più interne incassate tra  imponenti rilievi risultano essere assai secche con precipitazioni  attestate su livelli da steppa che faticano a raggiungere i 500 mm; le precipitazioni aumentano con la quota superando in genere di poco i 1000 mm anche  sui rilievi più elevati. Tali livelli di piovosità bassi per la catena Alpina sono dovuti proprio all’effetto barriera che i rilievi esercitano nei confronti delle depressioni, in particolare Atlantiche. Sussistono comunque delle differenze. La porzione più Sud-Orientale della Valle D’Aosta, confinante con il Piemonte risulta essere aperta agli influssi meridionali; qui le precipitazioni annue ammontano a 1200-1300 mm, con punte localmente maggiori di 1500 mm sui versanti meridionali confinanti con il Piemonte. Altra fascia piovosa si riscontra al confine con la Francia e la Svizzera a causa dell’esposizione favorevole sia alle correnti da Nord che da quelle occidentali Atlantiche. Su queste zone le piogge raggiungono i 1300-1400mm, annui con punte di oltre 1500mm lungo le creste di confine. Le precipitazioni che assumono carattere nevoso in quota sopra i 2400 m in qualsiasi stagione dell’anno e in Inverno alle quote più basse compresi i fondovalle, tendono ad essere più frequenti nella stagione Autunnale e Primaverile.  Spesso durante tali periodi le piogge cadono in poche settimane in forma di forti rovesci che causano improvvise piene dei corsi d’acqua. L’inverno è la stagione più asciutta, mentre d’Estate sui rilievi si verifica una discreta attività temporalesca. Esistono però delle eccezioni a questo andamento generale: le vallate ed i versanti Alpini  più occidentali aperti ai venti Atlantici o alle irruzioni artiche da Nord ricevono maggiori precipitazioni spesso in forma nevosa nei mesi invernali e presentano un minimo  estivo ( differentemente da quanto si verifica sulle restanti aree alpine del versante Italiano).
  • venti che soffiano più frequentemente in Valle D’Aosta sono di provenienza occidentale e ciò spiega perché gran parte della regione è a clima asciutto in quanto tali correnti scaricano sui versanti Ovest delle Alpi il loro contenuto di umidità. Nelle stagioni intermedie frequenti sono anche le situazioni favorevoli allo scirocco che si rende responsabile delle maggiori precipitazioni sulla maggior parte del territorio regionale, specialmente quando la disposizione barica favorisce la persistenza per più giorni consecutivi di tali venti. In Inverno a predominare è il vento da Nord o da Nord Ovest che causa tempo in genere molto freddo e asciutto. Talvolta l’intensità del vento è tale che la brusca discesa dai pendii Alpini genera rilevanti episodi di Foehn accentuando l’aridità del territorio e causando bruschi riscaldamenti anche durante la stagione fredda forieri di una repentina fusione del manto nevoso e di un marcato rischio di valanghe. Viceversa i versanti occidentali Valdostani in queste circostanze ricevono per effetto Stau, rilevanti precipitazioni nevose che spiegano il massimo invernale di tali aree.
  • Le temperature variano in base alla quota del territorio: in quota le estati sono brevi e fresche e subentrano poi dei lunghi inverni freddi con temperature che scendono anche a -20°C e punte anche inferiori a -30°C durante le irruzioni artiche a quote maggiori di 2000 m. I fondovalle hanno un andamento tipico dei climi  continentali con Inverni freddi ed Estati calde. In inverno le temperature scendono sotto  allo 0°C anche di una decina di gradi, d’Estate viceversa  salgono anche su valori di oltre 30°C con scarsa ventilazione che accentua la sensazione d’afa.

La flora varia in base alla quota ed all’esposizione delle singole vallate. Nei fondovalle più riparati è possibile coltivare la vite  e gli alberi da frutto, mentre lungo i corsi d’acqua crescono pioppi  e salici. I pendii fino a 700 m sono ricoperti da castagneti querceti. Ad altezze maggiori prevalgono gli aceri di monte i faggi, ed i noccioli. Oltrepassati i 1400 m la latifogli cedono il posto ai pini silvestri ed agli abeti rossi. Ancora più in alto intorno ai 2000 m prevalgono le betulle e i larici, mentre intorno ai 2400 m il paesaggio è quello dei pascoli Alpini con caratteristiche ambientali tipiche della tundra d’alta montagna; infine oltrepassati i 2700 m prevalgono rocce e nevi perenni. Le vallate più asciutte che ricevono poche precipitazioni giungono ad avere una vegetazione steppica, mentre per quel che concerne i versanti di confine occidentali più umidi la vegetazione risulta essere rigogliosa a tutte le quote e la particolare abbondanza e varietà di latifoglie crea  in Autunno suggestivi paesaggi colorati.

Paesaggio Alpino Valdostano. Fonte: matrimonio.pourfemme.it


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