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Escursione sul Pizzo Deta 2041 m slm

L’escursione che vi illustriamo riguarda il Pizzo Deta, montagna alta 2041 metri e seconda vetta più elevata della catena dei monti Ernici, la cui cima è situata sullo spartiacque Abruzzo-Lazio. Il Reportage e Documentario è ad opera di Yuri Cirillo.

30/08/2008

“Da Roma si percorre l’A1 fino a Frosinone che si attraversa fino ad arrivare allo svincolo per la superstrada che conduce a Sora. Si esce a Veroli (1° uscita) e da li si seguono le indicazioni per Prato di Campoli senza avere l’obbligo di transitare per la comunque carina Veroli. Sulla strada che conduce al punto di partenza dell’escursione troverete un “posto di blocco” in cui si deve pagare il parcheggio (se non mi ricordo male intorno i 3 euro); si parcheggia la macchina al termine della strada asfaltata in corrispondenza dei vecchi pozzi (1143 m, circa 14 km da Veroli). Si percorre in tutta la sua lunghezza il magnifico Prato in direzione Nord-Est fino ad imboccare il bosco sul suo bordo settentrionale alla sinistra; inizia la salita piuttosto continua anche se non impegnativa se si escludono alcuni strappi. Dopo aver attraversato una radura si mantiene la sinistra orografica salendo in maniera più decisa fino ad uscire temporaneamente dalla splendida faggeta per continuare su piani rocciosi che si interrompono più in alto al Fosso della Faggeta che attraversa verso destra: siamo a 1456 mt.
Il sentiero sale e svolta con un tratto ripido fino ad un piccolo piano (1520 mt) da dove si ha una sensazionale visuale su Prato di Campoli alle spalle, a Ovest Monte Fragara (2005 m) a Nord-Ovest Monte Passeggio (2064 m). Si può decidere poi se seguire il sentiero piegando a sinistra (segnali giallo-rossi e a tratti quelli nuovi bianco-rossi) oppure raggiungere la vetta del Deta fuori sentiero (percorso più breve ma anche più duro) con un’ascesa dalle pendenze impegnative. Federica e io scegliamo la seconda e ci incamminiamo diritto per diritto entrando in un nuovo tratto di faggeta, salendo e cercando sempre di mantenere il Nord / Nord-Est (da considerare che essendo fuori sentiero, non ci sono neanche i segnali). La salita nel bosco non è tra le più difficili della giornata e grazie alla frescura è un piacere affrontarla fino ad uscire definitivamente dalla faggeta (poco sotto i 1700 m). La visione è incredibile non solo per lo splendido panorama circostante ma anche perché ci si trova davanti, a tu per tu con la parete del Deta, di cui ancora non si vede traccia tanta è la pendenza che si ha davanti. Dopo aver ripreso fiato con il sole che picchia forte nel tratto scoperto fino alla vetta e il caldo a rendere ancora più faticosa l’ascesa.
Saliamo sui gradoni di rocce e tra macchie di ginepri, dopo una ventina di minuti si inizia ad intravedere il segnale posto sul Vado di Peschiomacello. Con il sole a batter duro in faccia, il terreno aspro privo di vegetazione (eccezion fatta per qualche macchia di ginepro) la salita pare infinita: sembra che il segnale in legno ogni volta che alziamo la testa si allontani; basta però volgere lo sguardo intorno per vedere quanto la Dea Montagna sia bella. Il parcheggio delle auto a Prato di Campoli è sempre più distante… certo che per chi soffre di vertigini non è che sia proprio il massimo voltarsi indietro. Discretamente stanchi ma contenti arriviamo finalmente sulla sella tra il Monte Pratillo (2007 m) e Pizzo Deta, culmine del profondo canalone su San Vincenzo Valle Roveto. Da ammirare la diversità del paesaggio tra il versante laziale e quello abruzzese: sul primo predominano i pendii rocciosi e poi erbosi sul secondo terribili pareti rocciose e impressionanti canaloni. Ora voltandosi verso destra è possibile vedere l’anticima del Deta indicata con un cumulo di massi con un piccolo palo in ferro messo sopra. Prestando molta attenzione allo strapiombo sulla sinistra si sale ammirando il panorama: la stanchezza sembra sparita. Siamo quasi arrivati, ancora un piccolo sforzo e raggiungiamo la croce con la statua della Madonna e quella più piccola di Padre Pio. Intorno a noi solo silenzio interrotto di tanto in tanto dallo stridere di qualche rapace.
Alla nostra sinistra possiamo ammirare il Pratillo (2007 m), il Passeggio (2064 m) con alla sua destra (sinistra per chi guarda) il Fragara (2005 m). Poco dietro al Passeggio: il Brecciaro (1887 m) e più il Cappello (1981 m) e il Ginepro (2004 m). Sotto a noi la bella Valle Roveto con San Vincenzo e Balsorano e più giù Canistro; in lontananza si riesce a scorgere la Piana del Fucino con il Velino, il Gran Sasso e poi ancora la Majelle e il Marsicano. Peccato che il cielo non sia limpido al 100% altrimenti forse, come letto da qualche parte, sarebbe stato possibile vedere anche l’Adriatico. Alle nostre spalle basso e piccolo si vede Prato di Campoli con l’area parcheggio per le vetture.
Ci rilassiamo un’oretta e mezza e ripartiamo percorrendo questa volta il sentiero. Si procede percorrendo tutta la cresta sia del Deta che del Pratillo fino a giungere al secondo Vado, quello di Rendinara, da dove solo sforzandosi si riesce ad intravedere sulla sinistra il sentiero che ridiscende in modo più dolce. Attraversiamo la faggeta e passiamo tra cespugli di ginepro fino ad arrivare di nuovo a Prato di Campoli.
Senza dubbio una escursione fantastica in luoghi non toccati dall’inciviltà umana e che consiglio vivamente di fare a chi veramente ama la Dea Montagna”.

Prato di Campoli 1143 m slm

Prato di Campoli 1143 m slm

Salita fra i faggi

Salita fra i faggi

Ciclamini

Ciclamini

Eccomi dopo aver passato il Fosso della Faggeta 1456 m slm

Eccomi dopo aver passato il Fosso della Faggeta 1456 m slm

Inizia la salita alla parete del Deta

Inizia la salita alla parete del Deta

Da un piccolo pianoro si ha una splendida visuale sul Monte Passeggio e, alla sinistra di chi guarda la foto, del Monte Fragara

Si ritorna a salire

Si ritorna a salire

Visuale sullanticima del Pizzo Deta

Visuale sull'anticima del Pizzo Deta

Lo splendido ed impressionante Vado di Peschiomacello

Lo splendido ed impressionante Vado di Peschiomacello

Il Pratillo (2007 m) a destra e il Passeggio (2084 m) a sinistra; sullo sfondo il Brecciaro (1887 m)

Il Pratillo (2007 m) a destra e il Passeggio (2084 m) a sinistra; sullo sfondo il Brecciaro (1887 m)

Ancora un piccolo sforzo e la vetta del Deta è nostra!

Ancora un piccolo sforzo e la vetta del Deta è nostra!

Ecco la croce ad indicare larrivo sulla vetta di Pizzo Deta. Visibile anche la Madonnina. Tutto splendido!

Ecco la croce ad indicare l'arrivo sulla vetta di Pizzo Deta. Visibile anche la Madonnina. Tutto splendido!

Larrivo ai 2041 m della vetta

L'arrivo ai 2041 m della vetta

Visuale sulla Valle Roveto

Visuale sulla Valle Roveto

Questa è la mia preferita... si vede un po tutto: Passeggio, Brecciaro e Pratillo

Questa è la mia preferita... si vede un po' tutto: Passeggio, Brecciaro e Pratillo

Vista su Prato di Campoli

Vista su Prato di Campoli

Eccomi sulla cima!

Eccomi sulla cima!

Foto scattata sulla via del ritorno al Vado di Rendinara

Foto scattata sulla via del ritorno al Vado di Rendinara

Infine un esemplare di cardo.

Infine un esemplare di cardo.

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