Durante le prossime ore l’ondata di freddo che ha colpito la nostra Penisola si esaurirà, grazie all’arrivo di più umide correnti meridionali attivate dall’approfondimento di un poderoso vortice sul Mediterraneo occidentale. I precedenti due eventi di portata storica, datati Gennaio 1985 e Dicembre 1996 si erano conclusi alla stessa maniera; è infatti fisiologico che quando una massa d’aria cosi fredda giunge a latitudini meridionali attivi di conseguenza la risposta del getto subtropicale favorendo la risalita di umide e miti correnti nordafricane. Ma di quello che sarà parleremo altrove, qui vogliamo riportare ciò che gli almanacchi meteorologici hanno ormai sancito. Intorno al 15 Dicembre 2009 il Vortice Polare ha subito il colpo del KO per opera dei disturbi anticiclonici sul Pacifico e sull’Atlantico. Cosi, spezzandosi in due lobi distinti e lasciando centrato sul Polo un esteso anticiclone aria fredda polare è scesa su Siberia e Canada. Successivamente le correnti gelide hanno guadagnato le latitudini più temperate raggiungendo gli States meridionali e l’Europa centrale. Tempeste di neve e gelo hanno penalizzato giorno dopo giorno un territorio sempre più vasto raggiungendo l’Europa occidentale tra il 16 ed il 17 di Dicembre. Valori tra -30°C e -45°C hanno interessato per più notti consecutive le sterminate steppe russe mentre i -20/-30°C sono stati toccati a ripetizione su Scandinavia, Polonia, Ucraina e Bielorussia. Un pò meno intenso il freddo su Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Stati balcanici ed alpini grazie all’interferenza con più umide correnti meridionali le quali se da una parte hanno mantenuto le colonnine di mercurio su valori più elevati (picchi estremi comunque tra -5 e -15°C) dall’altra hanno dato luogo a nevicate estese e persistenti. Nevicate a Londra, Parigi e Madrid ma anche nella calda Bretagna hanno imbiancato a più riprese il paesaggio. Il giorno 18 Dicembre la nostra Penisola è diventata territorio di scontro tra l’aria fredda continentale e quella più umida mediterranea grazie alla formazione di una depressione tra Golfo del Leone e Alto Tirreno. Cosi importanti nevicate sono andate a colpire tutta la Valpadana ma anche Toscana, Umbria, Marche e Liguria fino in pianura e persino lungo le coste. Degno di nota il manto su molte località di mare come La Spezia, Pisa e Livorno ma anche su Genova, Imperia, Savona e sull’Adriatico Rimini, Ancona, Venezia e Trieste. 30 centimetri a Bologna mentre su Milano, Torino, Cuneo ed in genere sulla Pianura Padana centro-occidentale gli accumuli sono stati più contenuti anche se è stato il freddo a farla da padrona. Segnaliamo infatti questa mattina l’abbattimento di alcuni record storici dicembrini come quello di Torino (-12°C), Venezia (-11°C) e Verona (-14°C). La posizione del minimo depressionario transitato sulla bassa Toscana non ha permesso l’arrivo della neve in pianura anche più a Sud. Dall’immagine satellitare che ritrae parte della nostra Penisola severamente imbiancata dalla neve, possiamo osservare la linea di demarcazione tra bassa Toscana, Umbria meridionale e basse Marche. Poco più a sud di questa linea immaginare l’aria fredda è arrivata in ritardo all’appuntamento e la pioggia ha prevalso sulla neve al di sotto dei 200/300 metri di quota. L’apice del freddo, probabilmente raggiunto tra questa mattina è stato caratterizzato da queste temperature: Dobbiaco -18°C, Tarvisio -16°C, Verona -14°C, Arezzo -12°C, Torino -12°C, Venezia, Ferrana e Treviso -11°C, Bergamo e Bolzano -9°C, Bologna, Piacenza e Brescia -8°C, Firenze e Rimini -7°C, Pisa -5°C, Viterbo -4°C,Roma -2°C.
Nella immagine sottostante i valori minimi di questa mattina Domenica 20 Dicembre 2009









