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Gelide prospettive: si apre la porta del Rodano

Ecm1441_24_01Più volte annunciato nei nostri precedenti editoriali, l’ingresso delle correnti fredde dalla Porta del Rodano ha convinto, nelle ultime emissioni, tutti i modelli. Le proiezioni CMI lo vedevano da diversi giorni, seppur permaneva un certo regime di incertezza. L’immagine di fianco è una carta Ecmwf  Wetterzentrale per il giorno di Sabato 30 Gennaio. E’ ben visibile il robusto Hp atlantico disteso lungo i meridiani sino alle altissime latitudini polari. Tutto questo grazie ad una pulsazione rapida che partirà il giorno di Mercoledì 27 Gennaio. Nel contempo la bassa pressione nord africana si sarà posizionata sull’estremo Sud del nostro Paese,  indicando di fatto la strada alle gelide correnti che inizieranno a discendere il bordo orientale dell’alta pressione atlantica. Come spesso accade nelle irruzioni meridiane dalla Porta del Rodano, permane un certo margine di incertezza dovuto alla impossibilità di capire esattamente, con 6 giorni di anticipo, la regione del Mediterraneo in cui irromperà l’aria fredda di matrice artico-marittima. La configurazione di blocco atlantico risulta comunque da manuale.

Ad oggi le nostre proiezioni CMI ed il nostro modello a lungo termine (vi rammentiamo che a breve saranno disponibili online sul sito diversi output del modello) confermano gli scenari dipinti dai modelli più rilevanti a scala europea. L’Italia al momento è la maggior candidata ad accogliere le fredde correnti artiche. Aria artico-marittima caratterizzata da bassi geopotenziali e termiche molto basse ad 500 hp sino sotto i -35° C. La isoterma ad 850 hp  in questo tipo di irruzioni non appare mai troppo fredda, ma ricordiamo ai nostri lettori che geopotenziali bassi comportano la discesa altimetrica della isobarica 850 hp. Per cui l’altitudine standard di circa 1400 m slm approssimativi per il posizionamento altimetrico della isoterma ad 850 hp, con geopotenziali sotto i 520 decametri si riposiziona sin sotto i 1200 m slm. Questo comporta ovviamente l’apparenza di termiche non troppo basse, ma nella realtà dipende molto dalla sopra citata variazione di altitudine di riferimento della isoterma.

Una irruzione fredda di queste caratteristiche porterebbe in una prima fase rovesci di neve sino a quote molto basse soprattutto sull’Italia Centrale e Meridionale. Il Nord Italia rischia di assistere a tempeste di neve sui crinali alpini e venti asciutti di caduta in Valpadana e nelle valli alpine qualora la direttrice di impatto delle correnti sia prevalentemente nord-sud. Ma come quasi sempre accade in questi casi la fase propizia per le regioni settentrionali arriverebbe comunque nei giorni successivi quando, terminati i venti di caduta, l’aria gelida si riversa inevitabilmente nei bassi strati andando a costituire il ben noto cuscino freddo padano, preludio delle nevicate da sovrascorrimento. Questi dettagli sono comunque prematuri, avremo modo nei prossimi giorni di aggiornarvi costantemente sulla evoluzione.