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Ghiacci Artici in lenta ripresa

L’andamento della banchisa Artica dopo aver raggiunto un minimo storico nel mese di Giugno, addirittura inferiore a quello del 2006 con 510 mila chilometri quadrati (197 mila miglia quadrate) al di sotto dello stesso periodo del 2006 in questi giorni ha registrato una lenta ripresa; secondo uno studio  Americano sta calando con un ritmo che per i mesi di giugno  è del 3,5% per decennio. Nelle ultime settimane le rilevazioni testimoniamo una lenta ripresa dei ghiacci Artici, portandosi su livelli di estensione più elevati rispetto all’anno critico.  Ma se fino al mese di Maggio l’estensione si era mantenuta su valori attorno alla media, quali sono le cause del seguente repentino calo? il tutto è da assegnare al ritorno del DA, ovvero Dipolo Artico che ha come caratteristica un’anomala cella di alta pressione sulla parte Settentrionale del mare di Beaufort e la pressione insolitamente bassa centrata sul Mar di Kara, lungo la costa eurasiatico;  tale  situazione barica provoca una ventilazione Meridionale  lungo la costa Siberiana, accellerando cosi il processo di fusione del ghiaccio.  Una situazione di DA può inoltre favorire lo spostamento di acque oceaniche calde dal Pacifico verso Nord , contribuendo maggiormente alla diminuzione della banchisa Artica. Quest’anno la situazione barica è leggermente differente rispetto agli anni preceduti da una DA, con i venti che lungo il settore costiero della Siberia stanno soffiando da quadranti più Orientali, determinando quindi una frenata della fusione rispetto agli anni 2006 e 2007, come mostra il grafico ( fonte http://nsidc.org/ ) per il mese di Luglio. Gli effetti della fusione dei ghiacci negli ultimi anni inoltre ha causato un cambiamento di circolazione atmosferica nell’Emisfero Boreale che ha condizionato sia la stagione invernale che autunnale; infatti ricordiamo che il ghiaccio riflette fino all’85% i raggi solari e una sua diminuzione comporterebbe un maggior riscaldamento delle Terre e degli Oceani in loco. Le masse d’aria più calde del solito determinano l’aumento del livello della Troposfera con conseguente diminuzione del gradiente di pressione tra il Polo Nord e le Medie Latitudini, andando ad indebolire la corrente a Getto. Per verificare gli effetti del DA sui ghiacci Artici nell’anno 2010 bisognerà probabilmente aspettare fino a Settembre, quando il periodo di maggior fusione sia definitivamente passato.

A cura di Davide Gallicchio