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Il clima del Veneto

Mappa fisica del Veneto. Fonte:www.italymap.it

Il Veneto è una regione dell’Italia Settentrionale compresa tra la Alpi Orientali ed il Mar Adriatico. Complessivamente il clima del Veneto è classificabile come continentale come tutte le aree della Pianura Padana e dell’Alto Adriatico anche se coesistono a distanza di pochi km, nel Veneto, microclimi condizionati dalla presenza dei rilievi Alpini, da grandi bacini lacustri come il Lago di Garda e dal Mar Adriatico.

  • Le piogge sul Veneto variano in base alla quota ed all’esposizione rispetto ai venti dominanti: i massimi di piovosità si riscontrano sui rilievi Alpini, in particolare sulle Dolomiti Bellunesi dove le precipitazioni possono oltrepassare i 2200 mm annui; viceversa le aree di Pianura ricevono quantità di pioggia decisamente inferiori comprese tra i 600 e gli 800 mm. Particolarmente secca risulta la zona limitrofa al Delta del Po e il suo relativo basso corso dove le piogge stentano a raggiungere i 600 mm annui, risultando la parte più secca dell’intera regione. Le precipitazioni sono carattere nevoso sulle Alpi specialmente sopra ai 1500 m, ma la neve può imbiancare frequentemente anche le aree pianeggianti in corrispondenza di intense irruzioni fredde seguite poi dall’arrivo di una perturbazione. I periodi più piovosi dell’anno sono l’Autunno e la Primavera sul litorale Adriatico e sulla Pianura Padana, mentre sulle Alpi Orientali, le precipitazioni mostrano un massimo estivo ed un minimo invernale, l’opposto quindi di quanto si verifica nelle aree a clima Mediterraneo o Oceanico. Ciò è dovuto all’elevata frequenza dei temporali estivi dovuta al fatto che le Alpi Orientali si trovano in questo periodo dell’anno sulla linea di demarcazione che separa le masse fresche Atlantiche da quelle calde Afro-Mediterranee. Durante l’Inverno frequente è la presenza della nebbia.
  • venti che soffiano più frequentemente in Veneto sono di provenienza occidentale durante l’Estate e le stagioni intermedie. In Inverno frequenti sono anche i venti da Nord-Est (Bora) che accompagnano le irruzioni Artiche continentali. Si tratta di correnti fredde e secche; talvolta l’interazione con masse d’aria più miti ed umide causa brevi precipitazioni nevose che cadono fin sui litorali. Caratteristico delle stagioni intermedie è il vento di Scirocco che si presenta molto umido e mite ed è il principale responsabile degli episodi di maltempo. In tali circostanze le piogeg sono favorite dall’impatto che le correnti meridionali hanno con la catena Alpina. Poiché le configurazioni sinottiche che favoriscono questo tipo di circolazione sull’Alto Adriatico sono più comuni durante l’Autunno e la Primavera ciò spiega perché sulla maggior parte della regione questi sono i periodi più piovosi dell’anno. Comuni sono anche i periodi contrassegnati da calme di vento che accompagnano i regimi anticiclonici che esasperano le condizioni d’afa in pianura nei mesi estivi e le situazioni nebbiose in Inverno.
  • Le temperature sono influenzate dalla continentalità.  Le Estati sono calde con valori che superano diffusamente i 30°C e che in corrispondenza delle ondate di calore spesso raggiungono e superano i 35°C nelle aree pianeggianti. Il caldo risulta comunque mitigato nelle procedendo verso le zone Alpine e Prealpine dove in quota la stagione estiva risulta fresca anche per la notevole frequenza dei temporali pomeridiani. Gli inverni sono molto freddi sulle Alpi con temperature che scendono di molto sotto allo 0°C. Ma anche la fascia pianeggiante non è immune dal gelo; durante le irruzioni fredde continentali la temperatura più scendere su valori inferiori a -10°C e mantenersi inferiore allo 0°C anche nelle ore diurne. Durante le grandi ondate di freddo sulle Alpi Orientali sono stati registrati tra i valori più bassi di temperatura con punte di -35°C.  Oasi climatiche sono invece le aree limitrofe al Lago di Garda che ha un effetto moderatore sulle temperature; qui il clima è quasi Mediterraneo.

Per la natura climatica e territoriale la Pianura Padana è intensamente coltivata: ortaggi, cereali, mais, alberi da frutto sono le colture più diffuse. La vegetazione spontanea nelle aree pianeggianti è costituita da olmi, ontani, robinie,  querce,  pioppi e salici   (quest’ultimi lungo le zone più umide).  Le aree Alpine e Prealpine sono invece ricoperte di boschi di querce, castagni e aceri campestri fino a 700 m; seguono faggi ed aceri di monte fino a 1500 m. Più in alto la flora è quella dell’orizzonte montano: predominano abeti rossi e larici in associazione mista alle betulle sopra i 1800 m, mentre a quote maggiori di 2400 m il clima rigido permette solo la crescita di pascoli montani e di una vegetazione simile a quella della tundra. Un discorso a parte vale per le zone limitrofe al Lago di Garda. Il suo effetto mitigatore consente lo sviluppo di piante tipiche della vegetazione mediterranea come l’oleandro ed il leccio, consentendo tra l’altro la coltivazione della vite e dell’ulivo.

Paesaggio dell Pianura Padana Veneta. Fonte. www.vegal.it

Paesaggio Alpino del Cadore. Fonte: www.itsportmontagna.it


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