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Il Geopotenziale: un parametro fondamentale in meteorologia

Molti lettori dopo aver letto i nostri articoli ci chiedono il significato di alcuni termini tecnici contenuti in essi. Il più usato, nonché certamente il più importante da conoscere, è la “altezza geopotenziale”. Partiamo dalla definizione fisica di geopotenziale che non è altro che l’energia che occorrerebbe  spendere contro la forza di gravità per portare una massa d’aria unitaria dal suolo (geopotenziale nullo) fino ad una certa altitudine prefissata. L’altezza geopotenziale è invece data dal rapporto tra il geopotenziale e la forza di gravità media al livello del mare e proprio per questo motivo è possibile con un certo grado di approssimazione considerarla “l’altitudine sul livello del mare” di una certa massa d’aria. In meteorologia si usa definire una pressione standard (1000 hPa, 850 hPa, 700hPa, 500hPa ad esempio) e tracciare le linee  che congiungono i punti di ugual pressione (isoipse)  che si trovano alla stessa altitudine (o meglio che hanno la stessa altezza geopotenziale). Facendo riferimento ad una delle tante mappe utilizzate dai meteorologi (vedi figura in alto) possiamo riconoscere:

1) le linee bianche (isobare) che congiungono i punti di ugual pressione al livello del mare

2) l’altezza geopotenziale a 500 hPa (colori) che mostrano zone depresse (la pressione di 500hPa si trova molto in basso, vedi Regno Unito e Russia settentrionale) e zone sopraelevate, vedi l’Egitto ove la pressione di riferimento (sempre i 500hPa) si trova molto in alto.

A livello pratico le masse d’aria in quota scorreranno in senso orario attorno alle zone sopraelevate ed in senso antiorario attorno a quelle depresse; proprio come in prossimità del suolo l’aria scorre in senso orario attorno alle zone di alta pressione ed in senso antiorario attorno a quelle di bassa.