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Il Mediterraneo alla base dell’incertezza sul fine settimana

gens-22-1-72Gli aggiornamenti modellistici della mattina non sono riusciti a dissolvere la nube di incertezza che aleggia da un paio di giorni sul prossimo futuro ed in particolare sulle cruciali giornate del 9 e 10 Gennaio. Ad oggi non risultano chiarite le modalità e l’esatta direzione di provenienza delle masse d’aria fredda sulla nostra Penisola, informazioni di interesse fondamentale per misurare l’intensità dell’ondata di freddo che ci sta per coinvolgere. Analizzando il modello ENSAMBLE che mostra l’evoluzione di 20 corse modellistiche parallele a partire da dati iniziali solo leggermente differenti, siamo in grado di affermare che l’artefice di questa estenuante incertezza è, come spesso accade, il bacino del Mediterraneo ed in particolare gli scambi di calore aria-acqua che lo riguardano. Nella notte tra Giovedì su Venerdì 8 Gennaio aria particolarmente fredda farà il suo ingresso sullo stretto specchio d’acqua del Mar di Alboran, dando vita ad un minimo di pressione la cui traiettoria, modalità di approfondimento e tempistiche di spostamento verso Est dipenderanno dall’energia fornitagli dal ”Mare Nostrum”.

In tal senso:  Ipotesi 1 (probabilità al 75%): se il minimo di bassa pressione divenisse in poco tempo profondo e  quindi lento, dato il maggior contributo di aria calda richiamata sul suo bordo orientale, sarebbe sintomatico di un maggiore carico di energia sottratta allo specchio marino; in questo frangente gran parte dell’aria fredda in arrivo giungerebbe con prepotenza sulle coste settentrionali dell’Africa, pima di spingersi fin verso le nostre Regioni occidentali ormai “stemperata”. Questa evoluzione porterebbe all’isolamento di una goccia fredda in quota sul Golfo del Leone, troppo lontana per agire direttamente sull’Italia.

Ipotesi 2 (probabilità al 25%): il vortice depressionario in formazione acqusirebbe energia dallo specchio d’acqua marino in maniera più graduale, approfondendosi solo in un secondo momento e mantenendo una più elevata velocità di spostamento verso Levante. Ciò consentirebbe l’arrivo diretto delle masse d’aria fredda sulle nostre Regioni senza che queste perdano il loro “temperamento nordico”. Questa seconda evoluzione contemplerebbe la formazione di una goccia fredda sulle Alpi occidentali.

gens-22-1-84Nell’immagine 1 (72 ore) mostriamo gli scarti dalla media ENSAMBLE relativa ai 20 run a disposizione che mette in risalto la zona in cui si origina l’incertezza modellistica successiva, e individualbile tra Baleari e coste meridionali spagnole. Nella immagine a fianco (84 ore)  ne carpiamo le ripercussioni, con incertezza previsonale riguardo la goccia fredda sulla Francia meridionale. Di minor impatto, ma comunque da tenere in considerazione, risulta la velocità di rotazione dell’asse anticiclonico, che aprirà o chiuderà a seconda dei tempi il “rubinetto” di aria fredda in ingresso dalla Valle del Rodano. Vi terremo aggiornati nel pomeriggio, con un breve resoconto.

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