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La Nebbia: come si forma e che cos’è?

Genesi e evoluzione della Nebbia

La nebbia è un fenomeno piuttosto diffuso nella pianura padana, ma non solo, principalmente nei periodi invernali e primaverili dominati da un campo d’alta pressione piuttosto pronunciato ed da un elevato tasso d’umiditĂ . Ma come si forma tale fenomeno? Innanzitutto iniziamo col dire che in meteorologia è considerata una delle tante idrometeore e si differenzia dalla foschia in base alla visibilitĂ ; ovvero in presenza di visibilitĂ  inferiore ai 1000mt si inizia a parlare di nebbia, tra 1000 e 10000 di foschia.

Nebbia che interessa le vallate; si nota come il sottile strato interessato dal fenomeno non coinvolga le cime collinari

La nebbia si forma per condensazione,  in prossimitĂ  del suolo, del vapor d’acqua risultando pertanto una vera e proprio nube presente in prossimitĂ  del suolo. La sua formazione può avvenire per diversi motivi, ma l’ingrediente principale è l’elevato tasso d’umiditĂ . Andiamo ad analizzare, pertanto, le condizioni ideali e le caratteristiche per la formazione della nebbia:

1) Nebbia da evaporazione: avviene per umidificazione della massa d’aria adiacente al suolo o al di sopra di specchi d’acqua ( laghi o fiumi); tipiche delle zone dei laghi.

2) Nebbia da raffreddamento:  può avvenire per processo isobarico ( temperatura inferiore a quella di rugiada con consensazione) o adiabatico; di questa “famiglia” fanno parte altre due sottosezioni:

2a) Nebbia da irraggiamento: tipiche dei periodi primaverili ed invernali sulla Pianura Padana, avvengono per il raffreddamento notturno del suolo che irraggia calore verso l’atmosfera raffreddando pertanto gli strati prossimi al suolo. Tale fenomeno avviene in condizioni anticicloniche con cieli sereni, ventilazione praticamente assente, masse d’aria prossime alla saturazione ed interessano in genere strati inferiori ai 200/300mt. In genere la nebbia nel corso delle ore piĂą calde tende a diradarsi o sollevarsi parzialmente, per il riscaldamento del suolo apportato dai raggi del sole, ma qualora il regime anticiclonico sia duraturo, con condizioni d’inversione termica estesa anche agli starti superiori, la condizione di nebbia potrebbe persistere anche durante il giorno. La dissolvenza della nebbia è causata dal riscaldamento del suolo e degli strati d’aria adiacenti, a causa del riscaldamento adoperato dal sole; in seguito, con l’attivazione dei moti verticali avviene il rimescolamento degli strati superiori con conseguente rottura dell’inversione.

2b) Nebbia d’avvezione: si forma per scorrimento di masse d’aria calde ed umide al di sopra di superfici piĂą fredde. Un tipico esempio sono le nebbie marittime che interessano i settori costieri principalmente nei periodi invernali, quando correnti umide meridionali scorrono al di sopra di un mare ancora  freddo.

Dai radiosondaggi si può riconoscere tale fenomeno per un aumento, partendo dal suolo, con la quota della temperatura ed un calo della temperatura di rugiada.

La densitĂ  della nebbia dipende dal contenuto di vapor d’acqueo nella massa d’aria, quindi aumenta con maggior umiditĂ . La nebbia è il principale nemico nelle maggiori metropoli, non solo per la scarsa visibilitĂ , ma anche per l’aumento degli inquinanti. Difatti con il persistere di subsidenza, correnti discendenti,  ed aria quindi stagnante nei bassi strati, lo smog e gli inquinanti rimangono intrappolati nei bassi strati causando problemi alle vie respiratorie.

A cura di Davide Gallicchio

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