
Abbiamo tenuto volutamente per qualche giorno la linea della discesa fredda in entrata sul Mediterraneo dalla Valle del Rodano poichè in termini probabilistici questa ipotesi non era ancora da scartare del tutto, sebbene giungessero da alcune corse modellistiche addietro segnali poco incoraggianti in tal senso. Quest’oggi dobbiamo abbandonare questa tendenza “invernale” sul nostro Paese a causa di una colata fredda che risulterà sempre più incisiva sui settori nordoccidentali del Vecchio Continente ed una risposta mite ed umida ad attivarsi di conseguenza sulle nostre Regioni. L’anticiclone subtropicale oceanico non avrebbe dunque alcuna intenzione, come in un primo momento sembrava, di legare stabilmente con la figura altopressoria sulla Groenlandia o almeno non per un periodo di tempo sufficientemente lungo da proiettare le gelide correnti scandinave verso la nostra Penisola. Cosi dopo aver raggiunto l’Inghilterra le correnti di estrazione artica andranno ad alimentare una depressione in formazione sul basso Atlantico, figlia di una corrente a getto mai cosi intensa e meridionale come da più tempo la stiamo osservando. Mentre sui settori settentrionali d’Europa le correnti rimarranno prevalentemente orientate all’antizonalità (AO negativa), alle nostra latitudini si susseguiranno una serie di ondulazione Ovest-Est con risalite anticicloniche ad intervallare perturbazioni miti e dagli accumuli importanti. Il tutto in un quadro climatico totalmente autunnale con la neve che farebbe la sua comparsa solo alle quote medio alte sull’Appennino e oltre i 500-1000m sulle Alpi ma talora anche a quote più alte. Ma quanto dovremo aspettare per avere un blocco duraturo in Atlantico in grado di riportare l’Italia ad un clima più consono alla stagione? Ad oggi possiamo osservare l’evoluzione della Madden Julian Oscillation (MJO) in primis che porta segnali incoraggianti. L’entrata in fase 3 nei prossimi giorni dovrebbe favorire una risalita della NAO a livelli neutri se non debolmente positivi. Se, come sembra l’AO dovesse rimanere fortemente negativa, una sciabolata di aria fredda potrebbe raggiungere i Balcani e probabilmente la nostra Penisola tra una decina di giorni circa. Tale ipotesi tuttavia andrà confermata nei prossimi giorni. Nell’immagine in alto possiamo osservare la presenza di un vortice polare molto diturbato in prossimità del Polo che garantisce correnti Est-Ovest (antizonali) alle alte latitudini; la mancanza di forcing subtropicali alle medie latitudini non permette però alle masse d’aria fredda di scendere alle latitudini temperate.