Modena è una provincia della regione Emilia Romagna. La sua denominazione prende origine dall’antico termine latino Mutina, derivante dall’etrusco mutna/mutana ovvero tomba, a sua volta legato alla base mediterranea mut o mot che significa “collina, rialzo di terreno”.
La città ha una popolazione di circa 184 mila abitanti.
Santo Patrono di Modena è San Geminiano, celebrato il 31 gennaio.
Gli abitanti della città di Modena sono i modenesi o geminiani.
Lo stemma di Modena è costituito da uno scudo sannitico di color oro con una croce azzurra dietro cui vi sono due trivelle incrociate: in basso campeggia il motto AVIA PERVIA, mentre in alto una corona ducale.
I luoghi da visitare sono: la Piazza Grande, che si apre innanzi alla Cattedrale, che rappresenta il principale monumento della città e un gioiello di architettura romanica; la Ghirlandina, torre campanaria e simbolo della città; la chiesa rinascimentale di S. Pietro; il Palazzo dei Musei; la Biblioteca Estense, che comprende codici miniati italiani e stranieri di grande valore; i Musei Civici all’interno dei quali si trovano il Museo civico di Storia e Arte medievale e moderna e la Galleria Campori; la Galleria Estense, tra le collezioni d’arte di maggior valore in Europa; la chiesa di S. Agostino; la chiesa di S. Maria Pomposa; il Palazzo Ducale, antica reggia degli Estensi.
Tra i modenesi celebri ricordiamo: Luciano Pavarotti, Tommaso da Modena, Girolamo Tiraboschi, Valerio Massimo Manfredi, Domenico Vandelli, Edmondo Berselli, Arrigo Levi, Gabriele Amorth, Carlo Mattioli, Enzo Ferrari, Giuseppe Panini, Giuseppe Bianchi, Nek, Francesco Guccini, Pierangelo Bertoli, Vasco Rossi, Caterina Caselli, Maurizio Vandelli.
Specialità gastronomiche tipiche di Modena sono: il prosciutto, i salami, la coppa di testa, i ciccioli, lo zampone, simbolo della tradizione gastronomica modenese, il cotechino, lo strutto , la crescentina, detta anche tigella, il tortellino, il borlengo ovvero la schiacciatina fritta, il pesto, il bollito misto modenese, i bocconcini alla modenese, la bomba di riso a base di piccione in umido e funghi.
Un altro prodotto tipico è l’aceto balsamico, ottenuto con le uve locali dell’area collinare di Spilamberto: due sono i tipi di aceto balsamico, l’Aceto balsamico tradizionale di Modena e l’Aceto balsamico di Modena, il primo invecchiato anche per un periodo superiore ai 25 anni, il secondo prodotto industrialmente e più economico.
Tra i dolci tipici vanno ricordati: il bensone, una sorta di pane dolce cotto al forno e decorato con grani di zucchero; gli amaretti di S. Geminiano, prodotti nelle principali pasticcerie della città, dolcetto a base di mandorle e zucchero; la torta Barozzi, dolce inventato alla fine del XIX secolo dal pasticcere Eugenio Gollini in onore di Jacopo Barozzi, detto il Vignola, la colomba di Pavullo, a base di pasta farcita di marmellata di pere, mele, uva passa e pinoli.
Tra i vini tipici spicca il Lambrusco, vino rosso frizzante, simbolo di Modena e dell’intera regione: ne esistono diverse varietà come il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, il Lambrusco Salamini di Santa Croce.
Tra i liquori tipici si segnalano il Sassolino e il Nocino, entrambi caratteristici per i loro effetti digestivi.
Tra le più significative manifestazioni di Modena spicca il Carnevale, dominato dalla maschera modenese di Sandroun (Sandrone), che rappresenta la saggezza del mondo contadino, insieme alla sua famiglia Pavironica: la maschera sfila dalla stazione fino a Piazza Grande dove i modenesi accorrono per assistere ai discorsi di “Sandrone” e della sua famiglia costituita dalla moglie Pulonia e dal figlio Sgorghiguelo.
Nei dintorni di Modena meritano una visita: Sassuolo (km 19): da visitare la mostra permanente della ceramica italiana e lo splendido palazzo degli Estensi; l’abbazia di Nonantola (km 10), che tra l’XI e il XIV secolo rappresentò uno dei più importanti complessi monastici d’Italia; Spilamberto (km 21), nota per la rocca e per la mostra permanente “Archeologia nel Panaro”; San Cesario sul Panaro (km 17).