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Il clima temperato fresco

Clima temperato fresco: localizzazione geografica e caratteristiche generali:

Il clima temperato fresco interessa vaste aree della Terra comprese tra 40 e 60° di latitudine. In Europa gran parte del continente è caratterizzato da questo clima con l’esclusione della fascia Mediterranea, della Scandinavia Orientale e della Russia Settentrionale. Nel mondo caratteristiche climatiche classificabili in questa categoria si riscontrano nella costa Pacifica Nord Americana dalla California Settentrionale verso Nord,  negli States Centro-Orientali,  parte dell’ Asia Orientale,  in Nuova Zelanda e nel Cile Meridionale.  E’  un clima in cui le 4 stagioni sono ben definite e presentano ciascuna caratteristiche specifiche ben delineate. A seconda dell’escursione termica e del regime pluviometrico il clima temperato fresco si divide in 2 categorie: il clima temperato fresco Oceanico e Continentale. La classificazione è condizionata dall’influenza che i  mari e gli oceani causano sulle regioni limitrofe.

Un tipico bosco di latifoglie. Fonte: www.naturamediterraneo.com

Clima Temperato Fresco Oceanico:

Il clima temperato fresco oceanico si riscontra sui lati occidentali dei continenti, dove è sensibile l’influenza degli oceani anche a grande distanza dalle coste grazie alla presenza di prevalenti venti Occidentali. Le escursioni termiche stagionali e giornaliere sono mitigate dall’influenza marina, mentre per contro il tempo è spesso umido e nuvoloso con precipitazioni che sono superiori ai 1000mm annui. Nel caso in cui in prossimità delle coste siano presenti dei rilievi le piogge diventano abbondantissime; le coste Occidentali della Nuova Zelanda e del Cile  ed il tratto di Costa Pacifica che va dal Nord della California fino all’ Alaska ricevono anche più di 2000 mm annui con punte anche molto maggiori localmente. Le precipitazioni risultano distribuite in modo abbastanza omogeneo con un massimo invernale ed un minimo estivo anche se non si verificano lunghi periodi secchi. La temperatura d’Inverno raramente scende sotto lo zero ed i periodi di grande freddo sono rari e nel caso molto brevi. Di conseguenza anche la neve e le gelate sono un fatto non frequente e di breve durata anche se le precipitazioni nevose si fanno abbondantissime nel caso sia presente una catena montuosa. Analogamente d’Estate i periodi molto caldi sono rari ed in genere le temperature si posizionano tra 20 e 25 °C. Temporanee espansioni delle Alte pressioni subtropicali possono interrompere il mite flusso Oceanico, causando ondate di caldo che però spesso hanno durata effimera e si risolvono in pochi giorni. La vegetazione è rigogliosa e costituita prevalentemente da latifoglie a foglia caduca  (come aceri, tigli, frassini, ecc) che seguono le variazioni di insolazione e temperatura stagionali, creando paesaggi autunnali molto suggestivi. Nelle aree più calde dal clima oceanico crescono anche le essenze Mediterranee come i lecci e gli allori, che però grazie alle maggiori precipitazioni,  assumono le dimensioni di alberi in associazione mista con le latifoglie caduche.

la pianura Padana presenta un tipico clima continentale di transizione: Fonte:lombardia.italiaguida.it

Clima Temperato Fresco Continentale:

Allontanandosi dalle coste l’effetto mitigatore degli oceani si attenua e si passa ad un clima continentale. Non esiste un confine ben definito tra i due tipi di clima temperato ma allontanandosi dall’oceano e proseguendo verso l’interno i caratteri di continentalità si accentuano, mentre  le correnti oceaniche hanno sempre più un effetto limitato. Si passa così da un clima suboceanico ad uno continentale moderato o di transizione fino a giungere ad un clima marcatamente continentale.  Il clima continentale presenta 4 stagioni ben definite, ma le caratteristiche termiche dell’ Estate e dell’Inverno si accentuano, mentre le stagioni intermedie si accorciano a brevi periodi transitori tra una situazione invernale ed una estiva. La ridotta influenza del mare accentua le escursioni termiche. Le Estati sono calde ed afose con massime che per lunghi periodi raggiungono e superano la soglia dei 30°C, mentre d’Inverno le temperature vanno sovente sotto zero con lunghi periodi di gelo e situazioni nebbiose, dovuti alla minore ventilazione.  In presenza di passaggi perturbati può nevicare e grazie alle basse temperature il manto nevoso può persistere per giorni. Rispetto alla varietà oceanica, quella continentale presenta meno precipitazioni che sono in genere attestate sui 600-800 mm annui o anche considerevolmente meno a seconda della presenza e disposizione di eventuali ostacoli orografici. La stagioni a clima continentale di transizione, quindi con moderati indici di continentalità, vedono cadere le piogge prevalentemente in Autunno ed in Primavera; climi invece con marcate caratteristiche continentali presentano massimi precipitativi in Primavera ed  Estate con piogge quasi esclusivamente termoconvettive.  L’Inverno è la stagione più secca. Il bioma corrispondente è sempre quello della foresta a foglie caduche anche se alternata a praterie per via della minore quantità di piogge. Nel caso di enormi estensioni continentali, la continentalità può divenire così estrema da creare i presupposti per un clima da steppa o da deserto freddo che verrà approfondito in un successivo articolo.

A Cura di Emiliano Sassolini

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