L’ultima scossa di magnitudo 6.0 della Scala Richter, registrata quest’oggi nel Giappone settentrionale con epicentro con ad Ibaraki, ha ulteriormente turbato soprattutto gli abitanti della Prefetture di Miyagi e Fukushima, decisamente le più devastate dal terremoto e dallo tsunami di Venerdì 11 marzo 2011.
Nel frattempo, cresce la preoccupazione su tutto il Pianeta: in seguito alle esplosioni che hanno interessato i reattori della Centrale Nucleare di Fukushima, assieme alla colonna di fumo, si sono sprigionate delle sostanze radioattive le quali, a causa dei venti in quota, vengono trasportate su gran parte dell’emisfero settentrionale.
Ora cerchiamo di analizzare la possibile evoluzione della Nube Nucleare, soprattutto in base alla disposizione dei venti, sia in sede Nipponica che in quella Europea: attualmente sul Giappone la pressione atmosferica è in calo a causa di una ciclogenesi sui settori centro-occidentali; deboli precipitazioni sono in atto sul versante nord-occidenatle, mentre la ventilazione è, al momento, debole di direzione variabile; situazione questa che non permette, purtroppo, alle sostanze radioattive di essere lontano dalla terraferma.
Nel corso delle prossime ore, invece, il progressivo avvicinamento del minimo depressionario favorirà un’intensificazione dei venti. La notte tra Venerdì 25 e Sabato 26 Marzo, infatti, il vortice perturbato, nel suo movimento da sud-ovest verso nord-est, attiverà proprio sulle prefetture di Fukushima e Miyagi forti venti da NO, allontanando verso l’oceano le sostanze radioattive.
Sull’Europa e sull’Italia la situazione è fortunatamente diversa: la Nube Nucleare è riuscita, comunque, ad attraversare il Pacifico interessando gli Stati Uniti d’America dove, anche se le concertazioni si sono “stemperate” durante il percorso e non minacciano la salute dei cittadini, tracce di sostanze radioattive sono state rilevate sia sulle coste Occidentali che sulla East Coast. Sostanze che, dopo aver attraversato l’Oceano Atlantico, sono giunte anche sul Mediterraneo e di conseguenza anche sulla nostra Penisola anche se, come assicura il Ministero della Salute, non c’è nulla da temere sul fronte della sicurezza e per la salute dei cittadini. La Cofederazione Italiana Agricoltori ha affermato che “non c’è alcun rischio per la salute e tantomeno un ’rischio contaminazione’ per i prodotti della nostra agricoltura. E’ importante ricordarlo, per evitare allarmi ingiustificati che potrebbero arrecare solo danni al settore primario“.
A cura di Angelo Ruggieri













