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Martedì 15 Ottobre
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La conquista del primo Ottomila – L’Annapurna di Maurice Herzog nel 1950

La conquista del primo ottomila
Il resoconto della conquista del primo ottomila, l'Annapurna - Foto Telegraph
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  • Quasi 70 anni fa la conquista del primo ottomila: in 2 arrivarono in vetta. Il resoconto della spedizione

    La conquista del primo ottomila

    Il resoconto della conquista del primo ottomila, l’Annapurna – Foto Telegraph

    La conquista del primo Ottomila – L’Annapurna di Maurice Herzog nel 1950 – Era il 3 giugno del 1950, ossia ben 68 anni fa, quando venne conquistato il primo ottomila. L’Annapurna, la montagna assassina, quella con più alto indice di mortalità, fu salita per prima da un gruppo di guide francesi di Chamonix senza ossigeno in uno stile che non era d’uso in quei tempi. In vetta arrivarono in 2: Maurice Herzog, capospedizione, e Louis Lachenal. Di seguito il resoconto di quella spedizione vittoriosa tratto dal libro di Herzog “Annapurna. Il primo 8000” (ed. Corbaccio).

    Era da tempo cominciata la corsa alle conquista degli ottomila, dal K2 all’Everest. Le spedizioni nazionali, promosse dal governo di ogni nazione, facevano a gara ad aggiudicarsi i permessi di scalata per ogni montagna. Ogni nazione aveva i suoi atleti di punta: tedeschi, italiani, americani, inglesi, giapponesi, svizzeri ed austriaci.

    La spedizione francese, composta dagli alpinisti Maurice Herzog, Jean Couzy, Marcel Schatz, Louis Lachenal, Gaston Rébuffat e Lionel Terray; il medico Jacques Oudot; il regista cinematografico Marcel Ichac; gli ufficiali di collegamento Francis de Noyelle ed il nepalese Ghan Bikram Rana; inoltre furono assoldati sul posto otto portatori d’alta quota.

    Solo in un secondo momento la spedizione decise di tentare l’Annapurna, Si tentò prima il Dhalaguiri (la montagna Bianca conquistata 10 anni dopo da Kurt Diemberger) ma nelle numerose ricognizioni effettuate non si riuscì a trovare una via di salita praticabili. Verso metà maggio la spedizione riuscì alternandosi nelle ricerche a trovare una possibile via di salita. Molto tardi con i tempi visto l’imminente sopraggiungere dei monsoni ed la scarsità di cibo che doveva essere recuperato nei paesi a 4 giorni di cammino.

    La squadra francese si organizzo in cordate da due e comincio la salita verso la vetta, montando 5 campi con l’aiuto di alcuni sherpa novizi che cominciarono le prime tecniche di alta montagna con uso delle corde e dei ramponi. Il 2 giugno arrivano al campo 5 ad 7400m Herzog e Lachenal non in perfetta forma (si lamentava della durezza della pericolosità del cammino e del freddo). A quei tempi era solito usare molti più campi ed usare le bombole di ossigeno; ad oggi sull’Annapurna, lungo la via normale, vengono montati 4 campi. Ad un campo di distanza c’erano la cordata composta da Terray (forse l’atleta più forte della spedizione) e Rebuffat, poco più dietro Couzy e Shatz. Non c’erano comunicazioni tra le cordate: le radio non funzionavano, si lasciavano messaggi.

    Il 3 giugnol alle prime luci dell’alba, dopo una notte fredda e tempestosa, la cordata Herzog-Lachenal esce dalla tenda e comincia a salire alternandosi nell’aprire la via in un misto di neve dura e polverosa. Non portano la corda, hanno paura dei congelamenti. Lachenal vuole abbandonare per il freddo, non vuole rimanere amputato, ma Herzog lo convince a proseguire. Verso le 14 arrivano in vetta a 8075m “Siamo… sull’Annapurna. Il nostro cuore trabocca di gioia immensa. Ah, gli altri… se sapessero”.

  • La discesa è tragica, Lachenal corre verso il campo V, Herzog nella discesa perde i guanti. Herzog riesce a arrivare al Campo V, dove lo aspettano Rabuffat e Terray. Ma Lachenal “biscante” non si trova. Terray va alla sua ricerca e lo ritrova con sguardo assente senza picozza. senza passamontagna, senza guanti, con un solo rampone e lo riporta alla tenda. Le condizioni dei due conquistatori dell’Annapurna sono tragiche a causa dei congelamenti a mani e piedi subite. Cominciano le prime operazioni mediche per dare vita agli arti congelati. La discesa della montagna è un calvario, con Herzog e Lachenal che camminano a stento. Si perdono, non trovano il campoI V, considerati anche i problemi alla vista per Rabuffat e Terray che non hanno usato gli occhiali da sole; dormono in un crepaccio che verrà ricoperto da una valanga nella notte seppellendo i 4 uomini che riusciranno comunque a salvarsi.

    Ed infine al campo IV il resto della spedizione che riesce a riportarli al campo II dal medico della spedizione e poi al campo base. Vengono dapprima amputati alcune falangi dei piedi. poi a Lachenal anche quelle delle mani. Il trasporto verso il paese avviene con una barella, zattere per i fiumi in piena, con rischi di cancrena dovuti al caldo torrido. Entrambi riusciranno a camminare anni dopo. Terray e Couzy conquisteranno anche il Makalu. Lachennal dopo anni di operazioni riuscì a tornare al lavoro di guida alpina ma morì poco dopo in un canalone sul monte bianco. Herzog divenne uomo politico ministro dello sport e sindaco di Chammonix e morì a 93 anni.

    “ll montagna è stata un’arena naturale dove, giocando alle frontiere della vita e della morte, abbiamo trovato quella libertà che oscuramente ricercavamo e di cui avevamo bisogno come il pane”.

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Biagio Romano

Classe '93, napoletano di nascita, interista di fede. Scrivo sul web da quando avevo 16 anni: prima per hobby, poi per lavoro. Curioso di natura, amo le sfide (soprattutto vincerle). Mi affascina il mondo dell'informazione e quello della comunicazione. Tra gli argomenti che seguo con maggiore interesse: tutto ciò che riguardala tv. Reality show, talent show senza tralasciare gossip e altri programmi vari. Seguo molto anche tutto ciò che riguarda la tecnologia e mi occupo di natura e scienza

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