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NASA, fotografato il corpo celeste più distante mai osservato prima

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centro meteo italiano
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  • La sonda Nasa New Horizons sorvola Ultima Thule, corpo astrale distante dalle terra 6,4 miliardi di km: “Siamo un miliardo di miglia più lontani di Plutone

    New Horizons, Nasa

    New Horizons: il corpo celeste più distante mai scoperto. Immagine Twitter NASA

    La sonda Nasa New Horizons ha sorvolato il corpo celeste più distante mai scoperto

    Alle ore 6:33 italiane del 1° gennaio 2019, la sonda NASA New Horizons ha sorvolato Ultima Thule, il corpo celeste più distante che sia mai stato osservato da vicino. Come riferisce la versione online di Ansa, l’astro è collocato a 6,4 miliardi di km dal pianeta Terra. Mai, una missione spaziale si era spinta tanto al di là nello spazio.

    Cos’è Ultima Thule

    Ultima Thule è un corpo celeste completamente ghiacciato, situato nella Fascia di Kuiper, una regione del sistema solare che si estende tra l’orbita di Nettuno e fino a 50 Unità Astronomiche dal Sole (un’unita astronomica corrisponde a circa alla distanza tra la Terra e il Sole, ovvero circa 150 milioni di km – Fonte:Wikipedia.it).

    Sonda a 3.500 km

    La sonda USA New Horizons, nome decisamente appropriato, è riuscita ad avvicinarsi fino a una distanza di 3.550 km dall’astro, utilizzando il proprio potentissimo obiettivo per iniziare l’osservazione da vicino dell’astro.

  • Le immagini

    Sul profilo Twitter della NASA sono state diffuse le prime immagini in bianco e nero, mentre si attendono tra oggi e domani le prime istantanee a colori. Per l’occasione, chitarrista dei Queen, Brian May e in possesso di un dottorato in astrofisica, ha composto una colonna sonora, commentando così l’impresa “Ecco una notte che nessuno di noi dimenticherà mai“. (Fonte: TgCom 24).

    Abbiamo segnato un record

    Alan Stern, il direttore del progetto che fa capo al Southwest Research Institute, ha spiegato al New York Times: “Abbiamo segnato un record: Un veicolo spaziale non ha mai esplorato prima di oggi qualcosa così distante da noi“. E per dare la misura dell’impresa, lo scienziato ha spiegato: “Pensate, siamo un miliardo di miglia (1,6 miliardi di km, ndr) più lontani di Plutone, è 17.000 volte più lontano rispetto al ‘grande passo’ della missione lunare di Apollo“. (Fonte: Ansa.it)

  • Le difficoltà dell’impresa

    Oltre ala distanza siderale, la missione è stata complicata anche dalla scarsa illuminazione del piccolo astro, molto distante dal Sole. La sonda, inoltre, impiega circa sei ore per completare la trasmissione di un segnale al centro di controllo NASA sulla Terra, rendendo impossibile eseguire qualunque tipo di intervento, correzione o rilevazione in tempo reale. Nella giornata dell’1 gennaio, gli scienziati hanno impiegato diverse ore prima di poter ufficializzare il successo della missione.

    Fonte: ilpost.it

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