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Aborto, UE condanna l’Italia: non rispetta la legge 194

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Legge 194 non rispettata: troppi medici obiettori, così vengono calpestati in Italia i diritti delle donne. L’UE condanna l’Italia

Aborto, UE condanna l’Italia: non rispetta la legge 194 09/03/2014. In tema di abortoItalia i diritti delle donne vengono sistemicamente calpestati. Abortire, insomma, è una pratica impossibile. E’ quello che sostiene il documento redatto dal Consiglio d’Europa nel quale si condanna la violazione della legge 194.  “A causa dell’elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza – si legge nel documento UE – l’Italia viola i diritti delle donne che alle condizioni prescritte dalla legge 194 del 1978, intendono interrompere la gravidanza”. Per la prima volta nella storia, il Consiglio d’Europa si esprime nettamente sulla situazione della applicazione della legge sull’aborto in Italia.  Il problema è che in molte regioni italiane la percentuale di medici obiettori arriva a toccare l’85 per cento, nel Lazio addirittura il 91,3, in Puglia l’89 per cento. In pratica è impossibile scegliere di effettuare un’interruzione di gravidanza. Nel 2012 si sono registrati circa 106 mila casi, quasi il 5 per cento in meno rispetto al 2011. La circostanza assume i connotati della tragedia quando, per effetto di questo altissimo tasso di medici obiettori, si assiste all’aumento del fenomeno dell’aborto clandestino, quel problema cioè che la legge 194 avrebbe dovuto eliminare, garantendo a tutte le donne in Italia la possibilità di effettuarlo in strutture sanitarie pubbliche. Invece, ventimila sono ogni anno in Italia i casi di aborto di donne italiane, quarantamila le donne straniere che in Italia risiedono.

Aborto, UE condanna l'Italia non rispetta la legge 194Il documento di condanna dell’UE avrà però adesso un effetto importante: consentirà cioè alle donne di denunciare i casi in cui in Italia non sarà possibile effettuare l’aborto in strutture pubbliche in ottemperanza della legge 194 e avviare così in Italia azioni legali contro medici obiettori e strutture ospedaliere. I diritti delle donne potranno essere così difesi e non più calpestati.

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