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Arriva il calabrone killer, la “vespa aliena” che uccide con la sua puntura

Il calabrone killer minaccia milioni di italiani: ecco cos'è, da dove viene e come si combatte

calabrone killer
Arriva il calabrone killer, la sua puntura può uccidere - Foto PixaBay
  • Arriva il calabrone killer, la sua puntura può uccidere

    Una “nuova” minaccia può rovinare l’estate di milioni di italiani e non solo, che tra spiagge, campeggi e uscite all’aria aperte (specialmente di giorno e nei posti più alberati) dovranno guardarsi da un problema molto serio. Si tratta della vespa velutina, come riporta Wikipedia nota anche come “calabrone killer” o “vespa aliena“, un insetto di dimensioni notevoli il cui veleno può portare a conseguenze davvero pericolose.

    Che cos’è il calabrone killer

    Il calabrone killer, o calabrone dalle zampe gialle, proviene dall’emisfero sud-est asiatico (India, Cina e Indocina), è lungo 3 centimetri, uno in meno del calabrone europeo, è di colore nero- arancione ed ha un comportamento molto aggressivo nei confronti dell’uomo. Si tratta del più grande esemplare della sua specie, gli imenotteri della famiglia Vespidae, e il suo “pizzico” è pericoloso al punto da causare shock anafilattico o morte nei casi più gravi. Ogni anno si registrano in Italia circa 10 decessi per puntura da calabrone killer, una specie vivente che gli esperti (come riportato da IlMessaggero.it) hanno definito “priva di nemici naturali” e che dunque esula dalla classica catena alimentare animale.

    Di cosa si nutre e come combatterlo

    Il calabrone killer si nutre prevalentemente di api, altra specie animale la cui puntura è molto pericolosa per l’uomo. In Europa le api sono solite contrastare il calabrone killer attaccandolo in massa, mentre nei paesi asiatici (in cui questa vespa è più diffusa) le api si sono evolute a tal punto da escogitare un infallibile metodo di difesa: incollarsi in massa sul suo corpo e surriscaldarsi uccidendolo per shock termico. E cosa può fare l’uomo contro il calabrone killer? Nulla se non cercare di allontanarlo o allontanarsi da esso.

  • Dove si è diffuso in Italia e in Europa

    Il calabrone killer ha iniziato a popolare l’Europa nel 2005, dunque sono addirittura 14 anni che quest’insetto è presente nel nostro continente. Il primo paese in cui è stato avvistato è la Francia, in cui il calabrone killer è stato “introdotto accidentalmente” (come spiega Wikipedia). Dopodiché si è diffuso anche in Spagna, Portogallo, Belgio e (purtroppo) in Italia; il primo avvistamento nel nostro paese, riporta Divulgamus.it, risale al 2012 in Liguria, dopodiché il calabrone killer si è stabilizzato nell’area nord-occidentale della penisola per poi raggiungere anche le altre regioni.

    Chi è più soggetto alle punture da calabrone killer

    Chi rischia maggiormente di entrare in contatto con il calabrone killer sono gli apicoltori, che hanno a che fare tutti i giorni con il “piatto preferito” della vespa velutina. Ma rischiano molto anche gli anziani che, nel caso in cui venissero a contatto con il veleno del calabrone killer e magari fossero anche allergici, potrebbero andare in shock anafilattico o perdere addirittura la vita.

  • La più grande minaccia del calabrone killer

    Come si ferma il calabrone killer? Il sito Tuttoggi.it, fa presente che un modo per fermare quest’insetto c’è. Si tratta del coleottero sudafricano Aethina Tumida, un parassita che uccide progressivamente la vespa vetulina (e anche le api) nutrendosi di sangue, nutrimenti e di tutto ciò che c’è al suo interno.

  • La campagna “Punto nel Vivo” di Federasma

    L’associazione Federasma ha lanciato la campagna speciale “Punto nel vivo” per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prevenire (e curare) le punture da insetti pericolosi: giunta alla seconda edizione e realizzata con il contributo incondizionato di ALK-Abellò, l’iniziativa proseguirà fino a ottobre inoltrato attraverso vari canali. La pagina Facebook (www.facebook.com/puntonelvivo) offre consigli sull’uso dell’immunoterapia specifica come prevenzione e dell’adrenalina autoiniettabile come trattamento d’emergenza. In più ci sono oltre 80 centri di allergologia che aderiscono all’iniziativa, pronti a dare tutte le informazioni necessarie. La coordinatrice della campagna è la dottoressa Maria Beatrice Bilò, allergologa degli “Ospedali Riuniti” di Ancona.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca, salute e alpinismo. Musicista semi professionista, batterista e cantante dall'infanzia. Tifoso e appassionato della AS Roma ma anche di serie tv e cinema.

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