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Crisi Ucraina, arriva l’importante annuncio dell’Italia: “Siamo pronti a…”. Le parole del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Mentre in Ucraina le truppe russe stanno concentrando i loro attacchi sul Donbass e sulle città meridionali, nelle scorse ore è arrivato un importante annuncio del Ministro degli Esteri Di Maio.

Crisi Ucraina, arriva l’importante annuncio dell’Italia: “Siamo pronti a…”. Le parole del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio
Il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio durante la conferenza sull'Afghanistan presso l'Unita' di Crisi della Farnesina, Roma, 31 marzo 2022. ANSA/ANGELO CARCONI. Fonte foto: ansa.it

Crisi Ucraina, Odessa sotto attacco. Zelensky attacca Orban

Da alcuni giorni siamo entrati in una nuova fase della guerra che si sta combattendo in Ucraina, con le truppe russe che hanno allentano la pressione sulla Capitale, concentrando le forze sul Donbass e sulle città al sud dell’Ucraina, tra le quali vi è anche Odessa: proprio quest’ultima quest’oggi si è svegliata sotto attacco. A confermarlo è stato Anton Herashchenko, consigliere degli Interni ucraino, che sul suo canale Telegram ha dato conto dell’attacco dal cielo sferrato dai russi su Odessa. Alcuni missili sono stati neutralizzati dalla difesa ucraina, ma si registrano degli incendi in alcune zone della città. Nel frattempo, nel corso della nottata il Presidente Zelensky ha diffuso il consueto videomessaggio nel quale si è soffermato sulle intenzioni russe dichiarando che Mosca sarebbe intenzionate a prendersi il Donbass ed il sud dell’Ucraina. Il numero uno di Kiev, inoltre, ha riservato un nuovo duro attacco al Primo Ministro ungherese Victor Orban, evidenziando come si tratti dell’unico in Europa a sostenere apertamente Vladimir Putin. Crisi Ucraina, arriva lo stop della Russia all’Italia? Ecco cosa accadrebbe se Mosca dovesse chiudere i rubinetti del gas

Crisi Ucraina, arriva l’importante annuncio dell’Italia: “Siamo pronti a…”. Le parole di Luigi Di Maio

Mentre in Ucraina si continua a combattere, prosegue parallelamente l’opera diplomatica finalizzata ad arrivare nel più breve tempo possibile ad una soluzione del conflitto e al cessate il fuoco. In tal senso, anche l’Italia sta mostrando un certo attivismo ed ha dato la propria disponibilità a farsi garante per la neutralità dell’Ucraina. A tal proposito, quest’oggi sono arrivate delle importanti dichiarazioni da parte del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il quale – come riportato da “Fanpage.it” – in visita a Yerevan, in Armenia, ha dichiarato: “Ho ribadito la condanna dell’Italia per l’inaccettabile invasione russa dell’Ucraina e la piena solidarietà a Kievi. Il governo italiano è disponibile a contribuire al processo di pace. Come dichiarato dal Primo Ministro Draghi, siamo pronti a fare da garante della neutralità ucraina”.

Crisi Ucraina, molti soldati russi rifiutano di combattere: ecco tutti i dettagli

Quando ha deciso di invadere l’Ucraina, Vladimir Putin immaginava una sorta di guerra lampo al termine della quale la Russia avrebbe preso il controllo del Paese guidato da Zelensky, procedendo con un cambio di guida al governo. I piani di Mosca, però, sono falliti di fronte alla strenua e per certi versi inaspettata resistenza ucraina e con il trascorrere dei giorni Putin ha dovuto fare i conti anche con un’altra pessima notizia: stando a quanto si legge su “Repubblica.it”, infatti, qualcosa ha cominciato ad incrinarsi anche nel fronte interno russo, con molti soldati che hanno rifiutato di combattere o, se arrivati in Ucraina, hanno deciso di tornarsene a casa. Un esempio di quel che sta accadendo ci arriva dal caso dei 12 ufficiali della Guardia Nazionale di Krasnodar che erano impegnati nelle esercitazioni in Crimea e lo scorso 25 febbraio hanno ricevuto l’ordine di partire per l’Ucraina: di fronte a quell’ordine, però, hanno deciso di rimanere in Crimea. Qualche giorno più tardi, precisamente il 1° marzo, sono stati licenziati e per questo si sono rivolti all’avvocato Mikhail Benjash. Quest’ultimo nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista dissidente online Meduza ha spiegato la linea difensiva, chiarendo che nel caso in cui fosse in corso una guerra o venisse applicata la legge marziale, allora sarebbe stato possibile modificare i termini contrattuali senza che vi fosse il consenso da parte degli interessati (per 6 mesi). Nel caso in questione, però, sulla base di ciò che è stato dichiarato dal Presidente Vladimir Putin, vi è stata una “operazione militare speciale” e a tal proposito la legge non prevede alcun obbligo. In sintesi, dunque, un ufficiale può andare in Ucraina solo se è d’accordo.

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Nunzio Corrasco

Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, fin dai primi anni di liceo ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Mi sono sempre occupato di scrivere notizie relative a tutto ciò che riguarda l'attualità. Esperto nel settore relativo alla salute e in quello scientifico-tecnologico, appassionato di cronaca meteo, geofisica e terremoti.

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