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Decreto Ristori, ecco come si calcola il contributo a fondo perduto

Decreto Ristori, ecco il criterio per calcolare il contributo a fondo perduto che percepiranno i soggetti appartenenti alle categorie colpite da misure restrittive

Decreto Ristori, ecco come si calcola il contributo a fondo perduto
Decreto Ristori, ecco come si calcola il beneficio
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  • Decreto Ristori 2020, ecco come calcolare l’entità del beneficio per tutte le categorie

    Con il nuovo Decreto Ristori approvato nel mese di Ottobre, il governo consentirà ai ristoratori, tassisti, proprietari di palestre e piscine e tutti coloro che sono stati colpiti duramente dall’avanzata dei contagi da coronavirus l’accesso a dei contribuiti a fondo perduto. Durante la conferenza stampa del 24 Ottobre, il Presidente Conte insieme ai Ministri Gaultieri e Patuanelli ha illustrato il funzionamento del nuovo contributo a fondo perduto creato ad hoc per limitare i danni causati dalla pandemia agli operatori commerciali costretti a ridurre gli orari di apertura o a chiudere le proprie attività. Si parla di una manovra da 5 miliardi di euro che dovrebbe essere sufficiente a salvare quanto possibile le imprese. Per poter accedere a questi contribuiti sono stati definite le caratteristiche e le condizioni per poter accedervi.

    Contributi a fondo perduto

    Innanzitutto, possono accedere ai nuovi contributi a fondo perduto coloro che alla data del 25 ottobre 2020 sono titolari di partita iva che posseggono dunque un codice ateco che consenta loro di poter accedere, secondo lo schema indicato dal governo, ai finanziamenti. Inoltre, possono accedere ia contributi due diverse tipologie di soggetti, i primi sono coloro che hanno un introito non superiore ai 5 milioni di euro e i secondi, quelli che invece superano tale soglia limite.

    Chi ha ricevuto il contributo a maggio lo riceverà automaticamente

    Proprio per questi soggetti c’è stato un ampliamento del contributo a fondo perduto, non vi potevano infatti accedere in precedenza. Inoltre, per i primi, è bene distinguere tra coloro che hanno già accesso al contributo del decreto precedente e coloro che invece il maggio scorso non hanno richiesto l’accesso al prestito. Chi a maggio scorso ha avuto già accesso al contributo riceverà lo stesso direttamente sul proprio conto corrente. Al contrario, i nuovi soggetti dovranno effettuare un’istanza telematica con la richiesta dimostrando un calo del fatturato dei due terzi, condizione indispensabile per poter accedere ai contributi messi a disposizione dal governo.

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  • Come ricevere il contributo

    Il calcolo del contributo a cui è possibile accedere deve essere effettuato secondo una specifica tabella messa a disposizione dal governo. Questo calcolo viene fatto mettendo a confronto i ricavi della società con l’effettivo fatturato. Inoltre, bisogna evidenziare che le nuove istanze non potranno essere presentate fino a quando non verrà pubblicato il decreto apposito. In ogni caso, il contributo non potrà essere inferiore ai 2000 euro per le persone fisiche o il doppio per quelle giuridiche. Si va dal 205 dei ricavi netti fino al 20%, questo dovrebbe poter consentire alle imprese chiuse di poter respirare.

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Marco Antonio Tringali

Chitarrista per hobby, coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per alcuni siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia grande passione innata per il giornalismo. Amo scrivere di politica, economia (adoro i testi di Stigliz e i saggi di Rampini), salute, attualità e sport. Spero di poterne fare un mestiere in grado di darmi stabilità e certezze. L'idea che ho della vita la condenso in una metafora tratta dal volley: se la vita ti pone davanti ad un muro, affrontalo con le mani alzate...

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