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Fame nel Mondo, Fao: sprecata ogni anno oltre la metà di frutta e ortaggi

Pubblicato da Danilo De Luca

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  • Dal Rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura l’appello a un consumo più consapevole

    Fame nel Mondo

    Fame nel Mondo, FAO, sprecata la metà di frutta e ortaggi

    Circa il 20% delle morti sul pianeta è dovuto alla fame, eppure sprechiamo più del 50% delle risorse di frutta e ortaggi

    Secondo la FAO, oltre la metà della frutta e degli ortaggi disponibili sul nostro pianeta, ogni anno, viene sprecata. Un dato scioccante, alla luce soprattutto delle rilevanze sulla mortalità che vedono l’inedia responsabile di circa il 20% delle morti mondiali.

    Il rapporto della FAO

    Frutta e ortaggi sono alimenti preziosissimi per l’organismo, cibi ricchi di proteine e in grado di fornire tutte le energie necessarie per il sostentamento di un uomo adulto. Ciò nonostante, più del 50% delle risorse mondiali viene gettato via senza essere consumato. A rivelarlo è il rapporto ‘Prevenire la perdita e lo spreco di nutrienti attraverso il sistema alimentare: azioni politiche per diete di alta qualità’, realizzato dalla Fao in collaborazione con Global Panel on Agriculture and Food Systems for Nutrition. Una delle principali cause dello spreco sarebbe, secondo lo studio, l’alta velocità con la quale tali alimenti vanno incontro a deperimento.

    Un paradosso sociale

    Il rapporto pone l’accento sulle mille contraddizioni che rivela la ricerca: la metà del mondo ha problemi con obesità e regimi alimentari insalubri, che causano malattie al sistema digerente, gastrico e cardio-circolatorio, le quali a loro volta uccidono più del morbillo e della tubercolosi; l’altra metà muore a causa della fame, mente un terzo delle risorse alimentari non viene consumata.

    Migliorare l’accesso agli alimenti

    A parlare della questione è José Graziano da Silva, direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e referente di spicco del Global Panel, il quale spiega come la principale causa dello spreco sia la difficoltà di accesso a risorse che tendono verso il disfacimento e, di conseguenza, indica nel miglioramento dei sistemi alimentari di sfruttamento delle risorse come la risoluzione più efficace.

  • Le soluzioni concrete

    Prima di tutto, suggerisce il rapporto congiunto delle due organizzazioni, occorre una mappatura delle risorse tendenti al rapido deterioramento, da cui partire verso la definizione di strategie concrete atte a ridurre gli sprechi. Imprescindibile in tal caso risulta un processo di educazione dei popoli, sia quelli affetti da obesità e sia quelli che, di contro, patiscono la fame. Il miglioramento delle infrastrutture, pubbliche e private, è indicato come un altro metodo di risoluzione di un problema che coinvolge tutto il mondo, supportati anche da investimenti mirati nello sviluppo di tecnologie adatte allo scopo.

    Le due facce della medaglia

    Il report sottolinea come, nel Sud del mondo, le criticità riguardino in particolare l’inefficienza dei sistemi di raccolta, stoccaggio e trasporto, a causa anche dell’arretratezza tecnologica dei Paesi in questione. Nei Paesi ricchi, i problemi interessano invece il consumo al dettaglio, in quanto l’offerta supera abbondantemente la domanda, rendendo impossibile smaltire tutta la frutta e tutti gli ortaggi prodotti. Lo spreco è stimato dalla Fao in un miliardo di miliardi di dollari, una cifra che si fa a fatica persino a scrivere.

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