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Si può andare in pensione 5 anni prima senza perdere soldi: ecco come fare

Un emendamento importante va a modificare il contratto d'espansione: ecco tutti i dettagli in merito

Si può andare in pensione 5 anni prima senza perdere soldi: ecco come fare
Foto PixaBay
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  • Si può andare in pensione 5 anni prima senza perdere soldi: ecco come fare

    In questi giorni è al vaglio del Parlamento una proposta che consentirà di andare in pensione 5 anni prima della naturale scadenza, senza sanzioni o decurtazione degli importi previsti. La pandemia da Covid-19 ha costretto il Governo a pianificare le azioni che verranno messe in campo quando si concluderà il periodo che ha visto il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione straordinaria. L’emendamento proposto va a modificare il “contratto di espansione” in materia di pensioni: in vigore dal 2019, è uno strumento previsto per le situazioni di crisi in cui è necessario rinnovare il personale e accompagnare alla pensione i lavoratori più anziani. BOLLO AUTO 2021, ECCO I SOGGETTI CHE NON DOVRANNO PIÚ PAGARLO

    Cosa prevede l’emendamento

    Fino ad ora la possibilità di accedere allo “scivolo” per la pensione anticipata riguardava soltanto le aziende con almeno 500 dipendenti, secondo il contratto di espansione. Con questa proposta invece i destinatari si espandono in modo significativo perché potrà essere sfruttata anche da aziende che abbiano almeno 250 lavoratori. In accordo con il datore di lavoro, il dipendente potrà decidere di accedere alla propria pensione con i seguenti requisiti: non dovrà avere più di 5 anni davanti a sé per il raggiungimento della pensione di vecchiaia, dovrà aver diritto alla pensione anticipata oppure aver maturato i contributi necessari.

    Cosa accade in caso di diritto alla pensione anticipata: rapporti fra Stato e azienda

    La procedura che si attiverà in questo caso specifico prevede una collaborazione fra l’azienda e lo Stato. L’azienda si impegnerà a versare, per tutto il periodo che riguarda lo scivolo, un contributo mensile in linea con la pensione maturata dal dipendente alla data di conclusione del rapporto, mentre lo Stato andrà incontro all’esborso economico sostenuto dai datori di lavoro con una specie di Naspi che avrà una durata massima di 24 mesi. Grazie a questa sinergia fra Stato e imprenditori, il dipendente non perderà un solo euro della sua agognata pensione.

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  • Cosa si prevede per le aziende più piccole e altri interventi

    Nel caso in cui non si abbiano 250 dipendenti ma i lavoratori siano più di 50, il Governo prevede di attivare altre 18 settimane di cassa integrazione, con una riduzione del 30% delle ore di lavoro (questa possibilità è sfruttabile anche da coloro che usufruiscono già del contratto di espansione).
    Invece coloro che hanno più di 1000 dipendenti potranno assumere un nuovo lavoratore ogni tre esuberi che lascino il posto: in questo modo lo Stato si impegnerà a garantire un anno in più di Naspi, fornendo all’azienda il proprio sostegno per tre anni, non soltanto due come accadeva precedentemente.

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Marco Antonio Tringali

Chitarrista per hobby, coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per alcuni siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia grande passione innata per il giornalismo. Amo scrivere di politica, economia (adoro i testi di Stigliz e i saggi di Rampini), salute, attualità e sport. Spero di poterne fare un mestiere in grado di darmi stabilità e certezze. L'idea che ho della vita la condenso in una metafora tratta dal volley: se la vita ti pone davanti ad un muro, affrontalo con le mani alzate...

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