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    <title>Centro Meteo Italiano</title>
    <description>Astronomia e Spazio - Centro Meteo Italiano</description>
    <link>https://www.centrometeoitaliano.it</link>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/astronomia-spazio/stelle-cadenti-arriva-lo-sciame-meteorico-delle-liridi-a-che-ora-e-previsto-il-picco-e-quando-vederle-179178/</guid>
      <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:13:47 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Stelle cadenti, arriva lo sciame meteorico delle Liridi, a che ora è previsto il picco e quando vederle]]></title>
      <description><![CDATA[Stelle cadenti, arriva lo sciame meteorico delle Liridi: perchè si chiamano così e come vederle]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Stelle cadenti, arrivano le Liridi</h3>
La stagione primaverile introduce uno dei fenomeni astronomici più belli da osservare: le Liridi. Si tratta del primo sciame di meteore di cui si hanno documentazioni nel corso della storia ed è famoso specialmente per le sue straordinarie scie luminose. Questo spettacolo di stelle cadenti si verifica una volta all'anno nel mese di aprile e raggiungerà la sua massima visibilità nella serata di mercoledì 22. E' quanto riportato da <em>tg24.sky.it</em>.
<h3>Cos'è lo sciame delle Liridi</h3>
Lo sciame meteorico delle Liridi è tra i più antichi registrati e avviene quando il nostro pianeta passa attraverso i resti lasciati dalla cometa C/1861 G1 (Thatcher). Queste piccoli detriti entrano nell'atmosfera terrestre con altissima velocità e si accendono, creando le famose scie luminose che chiamiamo meteore.
<h3>Perchè si chiamano Liridi</h3>
Il termine "Liridi" deriva dal fatto che il punto in cui sembrano originarsi, chiamato radiante, si trova nella costellazione della Lyra. Tra le prime registrazioni di questo specificato sciame meteorico si trova quella del 687 aC, quando gli stronomi cinesi osservarono che questa "tempesta di stelle" era così abbondante che le meteore parevano "cadere come pioggia".




<h3>A che ora vedere lo sciame meteorico delle Liridi</h3>
In questo 2026, il periodo di maggiore attività si prevede per mercoledì 22 aprile alle ore 19:40 GMT, le 21:40 in Italia. Ma i momenti migliori per osservare sono quelli che seguono al mezzanotte e poco prima dell'alba, quando il buio del cielo aumenta e il radiante si trova più in alto. In condizioni ideali, lontano dall'illuminazione artificiale, si possono vedere fino a circa 15-20 meteore per ogni 60 minuti, rendendo questo evento un'esperienza incredibile per gli appassionati di osservazione del cielo.



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      <author>redblackforever@yahoo.it (Carmine Orlando)</author>
      <category>Astronomia e Spazio</category>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/astronomia-spazio/missione-artemis-ii-un-rientro-da-incubo-per-gli-astronauti-sembrava-di-cadere-da-un-grattacielo-179174/</guid>
      <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:22:54 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Missione Artemis II, un rientro da incubo per gli astronauti: “Sembrava di cadere da un grattacielo...”]]></title>
      <description><![CDATA[Nonostante le insidie la missione ha dimostrato apertamente che l'uomo è in grado di viaggiare in sicurezza oltre le orbite più vicine alla Terra]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Prima della fase di ammaraggio si sono vissuti momenti di autentica apprensione: le esperienze raccontate dagli astronauti</h3>
La <strong>missione Artemis</strong> è stata davvero un grande successo per la <strong>NASA</strong> e ha centrato tutti gli obiettivi che erano stati prefissati. Questo non vuol dire che non siano mancati gli intoppi o i contrattempi che non erano stati messi in preventivo. Gli stessi astronauti non hanno nascosto lo stato di agitazione che hanno vissuto al momento del rientro nell'atmosfera terrestre. Una fase che ha rappresentato sicuramente il momento più complicato di tutta la missione.
<h3>Le testimonianze degli astronauti</h3>
Gli stessi astronauti che hanno preso parte alla missione, durante la conferenza stampa, non hanno nascosto l'apprensione vissuta all'interno della capsula <strong>Orion</strong> proiettata ad una velocità pari a quasi 40 volte quella del suono verso la Terra. Un rientro estremamente delicato non privo di insidie che ha fatto aumentare negli astronauti il desiderio e la voglia di riabbracciare i propri familiari. Lo stesso pilota <strong>Victor Glover</strong>, nella conferenza stampa che si è svolta presso il<strong> Johnson Space Center</strong>, ha parlato della procedura di rientro come una sorta di caduta nel vuoto da un grattacielo. Una sensazione davvero forte che probabilmente lascerà un segno indelebile sulla psiche degli astronauti.
<h3>I test superati con successo</h3>
Nonostante le tante insidie che hanno dovuto superare gli astronauti, questa missione ha dimostrato apertamente che l'uomo è in grado di viaggiare in sicurezza oltre le orbite più vicine alla Terra, superando senza intoppi le cosiddette<strong> fasce di</strong> <strong>Van Allen</strong>. Dalla Terra la NASA ha monitorato costantemente le reazioni degli astronauti e il comportamento del loro corpo durante la missione. È stato monitorato con attenzione il ritmo sonno-veglia e la risposta allo stress. Attraverso questo monitoraggio sono stati tratti degli spunti fondamentali anche nella prospettiva delle future missioni lunari.




<h3>I successi nei collegamenti a distanza</h3>
Sono stati testati con successo anche i nuovi sistemi di comunicazione tra cui i collegamenti ottici laser in grado di trasmettere dati a velocità supersonica. Sono stati anche raccolti i dati su radiazioni e condizioni dello spazio profondo che saranno preziosi anche per poter progettare in futuro degli habitat che siano in grado di proteggere adeguatamente gli esseri umani che si recheranno sulla luna nelle prossime missioni.

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      <author>marco.tringali@centrometeoitaliano.it (Marco Antonio Tringali)</author>
      <category>Astronomia e Spazio</category>
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