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    <lastBuildDate>Fri, 01 May 2026 23:49:26 +0200</lastBuildDate>
    <title>Centro Meteo Italiano</title>
    <description>Salute - Centro Meteo Italiano</description>
    <link>https://www.centrometeoitaliano.it</link>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/melanoma-ecco-come-prevenirlo-in-tre-mosse-secondo-il-dermatologo-pellacani-la-crema-solare-179453/</guid>
      <pubDate>Fri, 01 May 2026 23:49:23 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Melanoma, ecco come prevenirlo in tre mosse secondo il dermatologo Pellacani: ''La crema solare...'']]></title>
      <description><![CDATA[Come prevenire il melanoma? Il dermatologo Giovanni Pellacane spiega le tre mosse per prevenirlo]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Cos'è il melanoma e perché rappresenta uno dei tumori della pelle più pericolosi: i suggerimenti del dermatologo Giovanni Pellacani</h3>
Il <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="https://www.adnkronos.com/cronaca/melanoma-crema-solare-tre-mosse_73DmbsB2QJAdAK3X6jLxGQ" target="_blank" rel="noopener noreferrer">melanoma</a></span></strong></span> è una delle forme più aggressive di tumore della pelle e si sviluppa a partire dai melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina. Nonostante sia meno frequente rispetto ad altri tumori cutanei, è quello con il maggior potenziale di diffusione se non diagnosticato in tempo. Proprio per questo non deve mai essere sottovalutato, soprattutto con l'arrivo della bella stagione, quando aumenta l'esposizione al sole. Il dermatologo <strong>Giovanni Pellacani</strong>, presidente della SIDeMaST, ha spiegato ad <em>Adnkronos</em> <strong>come prevenirlo in tre semplici mosse</strong>.
<h3>Le tre regole</h3>
La prima "strategia" riguarda l'abbigliamento: <strong>coprirsi adeguatamente è uno dei metodi più efficaci per limitare i danni causati dai raggi ultravioletti</strong>. Indossare <strong>capi leggeri ma coprenti</strong>, come <strong>camicie a maniche lunghe, pantaloni freschi, cappelli a falda larga e occhiali da sole</strong>, consente di ridurre l'esposizione diretta della pelle. É una precauzione valida sia al mare che in città o in qualsiasi posto dove il sole può comunque avere effetti dannosi nel lungo periodo. La seconda mossa consiste nell'<strong>utilizzo corretto della crema solare</strong>, che deve essere applicata con costanza sulle zone più esposte come viso, mani e décolleté (anche quando non si è in spiaggia). Questo aiuta a prevenire i tumori cutanei ma anche a contrastare l'invecchiamento precoce della pelle. Infine, è fondamentale <strong>gestire con attenzione il tempo trascorso al sole</strong>, evitando esposizioni prolungate e adattando la permanenza in base al proprio tipo di pelle.
<h3>Protezione quotidiana</h3>
<strong>Limitare il tempo sotto il sole</strong> è poi un aspetto spesso sottovalutato ma estremamente importante nella prevenzione del melanoma. La crema solare, infatti, non rappresenta una barriera totale contro i raggi UV e non consente esposizioni prolungate senza rischi. In condizioni di forte irraggiamento, come al mare o in barca, è consigliabile ridurre al minimo le ore di esposizione, privilegiando le fasce orarie meno intense come <strong>la mattina presto e il tardo pomeriggio</strong>. Le persone con pelle chiara dovrebbero prestare ancora più attenzione, poiché sono più vulnerabili ai danni causati dal sole. Anche chi ha una carnagione più scura, tuttavia, non è esente da rischi e deve comunque evitare lunghe permanenze sotto i raggi diretti.




<h3>Cause, diagnosi e prevenzione</h3>
Il principale fattore di rischio per il melanoma è appunto <strong>l'esposizione ai raggi ultravioletti</strong>, sia naturali che artificiali, soprattutto quando intensa e intermittente. Le scottature, in particolare durante l'infanzia e l'adolescenza, aumentano significativamente la probabilità di sviluppare la malattia nel corso della vita. Secondo i dati riportati da AIOM e AIRTUM, <strong>nel 2024 sono state stimate quasi 13 mila nuove diagnosi in Italia</strong>, con una sopravvivenza a cinque anni molto elevata se la malattia viene individuata precocemente. Oggi, grazie ai progressi della medicina, le possibilità di cura sono molto migliorate ma resta fondamentale intervenire il prima possibile.

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      <author>marco.reda@centrometeoitaliano.it (Marco Reda)</author>
      <category>Salute</category>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/pancreatite-acuta-il-dottor-francesco-auriemma-spiega-quasi-sono-i-sintomi-che-non-vanno-ignorati-179429/</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 18:05:10 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Pancreatite acuta, il dottor Francesco Auriemma spiega quasi sono i sintomi che non vanno ignorati]]></title>
      <description><![CDATA[Pancreatite acuta, cos'è e quali sono le cause; il dottor Francesco Auriemma indica i sintomi e l'importanza di una dieta adeguata]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Che cos'è la pancreatite acuta</h3>
Come riportato da <em>humanitas.it</em>, la pancreatite acuta è un'infiammazione che colpisce il pancreas e che si presenta all'improvviso. La situazione clinica è molto diversificata e può includere casi di pancreatite più leggeri, che si risolvono in pochi giorni, e casi più severi, che possono portare addirittura alla morte.
<h3><b>Pancreatite acuta: le cause</b></h3>
La pancreatite si manifesta frequentemente a causa di calcoli biliari, una condizione che colpisce principalmente le donne. Inoltre, l'abuso di alcol, che interessa soprattutto gli uomini, rappresenta un fattore di rischio che può facilitarne l'insorgenza. Anche malformazioni anatomiche del pancreas, neoplasie, elevati livelli di trigliceridi nel sangue o l'uso di specifici medicinali possono portare allo sviluppo della patologia. La pancreatite acuta può inoltre derivare da complicazioni legate a procedure endoscopiche eseguite sul pancreas. Come riporta <em>insalutenews.it</em>, il dott. Francesco Auriemma, gastroenterologo in Humanitas Mater Domini e negli Humanitas Medical Care, spiega quali sono i sintomi di questa malattia e la corretta alimentazione che gioca un ruolo significativo nella sua prevenzione e gestione.
<h3><strong>I principali sintomi cui prestare attenzione</strong></h3>
La pancreatite acuta rappresenta un'infiammazione del pancreas che si verifica molte volte a causa della formazione di calcoli nella colecisti, l'organo che accumula la bile, o a causa dell'eccessivo consumo di alcol. I sintomi principali comprendono:

- intensa sofferenza nell'addome: situata nella parte alta dell'addome, frequentemente descritta come un dolore a cintura che si estende verso la schiena;

- febbre;

- sensazione di nausea ed episodi di vomito;

- setticemia (una grave infezione che può interessare l'intero organismo).

La presenza di tali segni clinici richiede un'accurata analisi che solitamente si effettua tramite un ricovero in Pronto Soccorso. In seguito, durante un ricovero o dopo la dimissione, è fondamentale che un gastroenterologo valuti la gravità della situazione, identifichi le cause della pancreatite e scelga il trattamento più indicato.




<h3>L'importanza di una dieta adeguata</h3>
La pancreatite acuta ha un legame con l'alimentazione. Un regime alimentare scarso in fibre e ricco di carboidrati raffinati può contribuire alla formazione di calcoli nella cistifellea e quindi favorire lo sviluppo della pancreatite acuta. L'obesità o un'importante perdita di peso, possono anch'esse contribuire alla creazione di calcoli. Ridurre o eliminare l'assunzione di alcol e fumo riesce a migliorare l'infiammazione e a prevenire eventuali recidive in forma cronica. Dopo un episodio di pancreatite acuta, è essenziale adottare un'alimentazione povera di grassi e ricca di proteine, includendo alimenti come pesce, pollo, tofu, legumi come fagioli e lenticchie. Gli antiossidanti provenienti da frutta e verdura sono anche di grande aiuto. Bisogna evitare cibi grassi, fritti o piccanti e abbandonare del tutto le bevande alcoliche. Anche succhi di frutta, bevande zuccherate e gassate, salumi, carni rosse e cibi ad alto contenuto di sale e poveri di acqua dovrebbero essere esclusi, in quanto possono aggravare l'infiammazione.

<strong>Questo articolo non sostituisce il parere di un medico</strong>.

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      <author>redblackforever@yahoo.it (Carmine Orlando)</author>
      <category>Salute</category>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/lesercizio-fisico-non-compensa-i-danni-causati-dallo-stare-seduti-tutto-il-giorno-avverte-un-esperto-179427/</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:08:32 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[L'esercizio fisico non compensa i danni causati dalla sedentarietà in ufficio: il risultato di uno studio]]></title>
      <description><![CDATA[Recenti studi hanno dimostrato come il fatto di stare seduti troppe ore al giorno non può essere compensato dall'esercizio fisico]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Il lavoro sedentario può essere alla base di un maggior rischio di gravi eventi cardiovascolari: cosa fare</h3>
Sono tante le abitudini e i vizi che incidono negativamente sulla nostra salute. Alcuni sono evitabili come l'alcol e il fumo, altre abitudini sono connesse al nostro lavoro e difficilmente sono modificabili. Sappiamo tutti quanto sia nocivo per la salute stare seduti per periodi prolungati. Non sono poche le persone che per lavoro stanno <strong>seduti fino a dieci ore al giorno</strong> davanti alla scrivania, in riunione o davanti a uno schermo. Si tratta di un'abitudine costante connessa ad un maggior rischio di <strong>malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e morte prematura</strong>.
<h3>L'esercizio fisico non basta</h3>
Recenti studi hanno dimostrato come il fatto di stare seduti troppe ore al giorno non può essere compensato dall'esercizio fisico e dall'alimentazione. Anche questi rimedi non limitano il rischio di incorrere in maggiori rischi per la salute. Le linee guida di salute pubblica raccomandano <strong>almeno 150 minuti di attività moderata a settimana</strong>, come camminare a passo svelto o andare in bicicletta, oppure 75 minuti di attività intensa, come la corsa. Gli effetti prolungati dello stare seduti sulla scrivania possono essere attenuati da attività fisiche intense, ma non eliminati del tutto.
<h3>Le conseguenze</h3>
Il fatto di stare seduti per lunghi periodi riduce l'attività muscolare scheletrica. Pertanto l'organismo fa più fatica ad assorbire il glucosio dal sangue. Si sviluppano così meccanismi di insulino-resistenza che sono alla base del diabete di tipo 2. Anche il flusso sanguigno diventa meno efficiente causando anche un ridotto apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti. Si tratta di problematiche che incidono negativamente sulla funzione vascolare e, nel tempo aumentando la pressione sanguigna.




<h3>I possibili rimedi</h3>
Alla base della sedentarietà vi sono condizioni che possono diventare particolarmente nocive come <strong>iperglicemia, livelli di colesterolo elevati e accumulo di grasso addominale</strong>. Senza contare che la postura scorretta e la limitata mobilità affaticano collo, spalle e parte bassa della schiena. In un contesto così complesso è normale che possano sorgere anche disturbi dell'umore come apatia e depressione. Ecco perchè occorrerebbe ridurre il tempo trascorso seduti facendo piccole e regolari interruzioni della posizione seduta.

Si tratta di abitudini che sono molto più importanti di una seduta in palestra. Anche muoversi per soli cinque minuti ogni ora che si trascorre seduti, aiuta a rendere più efficiente il metabolismo del glucosio. Studi recenti hanno dimostrato come i dipendenti che hanno beneficiato di miglioramenti in termini di energia, concentrazione e benessere muscolo-scheletrico, hanno seguito questi pochi e semplici consigli. Evitiamo, dunque, di pensare che la palestra possa diventare la panacea di tutti i mali. Occorre una revisione totale del modo in cui trascorriamo l'intera giornata lavorativa. Il contenuto di questo articolo non sostituisce il parere di uno specialista.

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      <author>marco.tringali@centrometeoitaliano.it (Marco Antonio Tringali)</author>
      <category>Salute</category>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/caffe-questi-sogno-gli-orari-sbagliati-in-cui-berlo-puo-sconvolgere-lorganismo-179426/</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 15:09:46 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Caffè, questi sono gli orari sbagliati in cui berlo: può sconvolgere l'organismo]]></title>
      <description><![CDATA[Bere caffè nei momenti sbagliati può incidere negativamente sul riposo notturno: ecco il limite di orario da non superare]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Ecco quali sono i momenti migliori per bere il caffè e quando non va assunta la caffeina</h3>
Bere <strong>caffè</strong> la mattina è ormai diventato un rito essenziale per milioni di italiani per iniziare la giornata con il piede giusto. Si tratta di una abitudine ormai entrata nella routine quotidiana di tutti alla quale è quasi impossibile rinunciare. Secondo i nutrizionisti, però, il caffè non andrebbe bevuto in ogni momento della giornata. Esistono momenti specifici in cui questa bevanda può diventare nociva sconvolgendo il nostro organismo e mettendo a rischio le ore di riposo essenziali per recuperare le necessarie energie psicofisiche.
<h3>Il parere degli esperti</h3>
In linea di principio va sempre ricordato di non eccedere mai nel numero di tazze di caffè che si bevono ogni giorno. La nutrizionista e tecnologa alimentare,<strong> Clara Llorens Guillem</strong>, in una intervista riportata sul sito “<strong>Men's Health</strong>” ha spiegato nel dettaglio quali sono i momenti migliori della giornata in cui dovremmo bere una tazza di caffè. L'esperta ha spiegato che "la caffeina impiega 45 minuti circa per produrre l'effetto desiderato e i suoi effetti durano in genere circa sei ore nell'organismo". Ecco perchè non può essere assunto come un semplice spuntino pomeridiano o dopo cena, per non incidere negativamente sul nostro riposo.
<h3>Gli orari da rispettare</h3>
Secondo la dottoressa Guillem l'assunzione di caffè dovrebbe essere<strong> limitata alle ore 16</strong> per non produrre effetti negativi sul riposo. Non è consigliabile prolungare l'assunzione di caffeina oltre questo orario al fine di evitare bruschi risvegli, difficoltà oggettive a prendere sonno o una pessima qualità del sonno notturno. Oltre a rispettare i tempi, è opportuno anche rispettare i dosaggi.




<h3>Le dosi consigliate</h3>
E' vero che l'assunzione di caffè ormai fa parte della routine di ciascuno di noi, ma nei momenti in cui si attraversano fasi di insonnia o di cattivo riposo, è di fondamentale importanza ridurne le quantità rispettando ossequiosamente la corretta dose giornaliera totale che va calibrata a seconda del peso. La dose consigliata per ognuno resta di <strong>3-6 mg/kg di peso corporeo</strong>. In pratica non bisogna mai superare il range di due-cinque tazze al giorno.

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      <author>marco.tringali@centrometeoitaliano.it (Marco Antonio Tringali)</author>
      <category>Salute</category>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/palpebra-che-trema-ecco-quali-sono-i-rimedi-e-le-cause-di-questa-condizione-molto-fastidiosa-179421/</guid>
      <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:01:10 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Palpebra che trema? Ecco quali sono i rimedi e le cause di questa condizione molto fastidiosa]]></title>
      <description><![CDATA[Le cause principali, i rimedi efficaci per alleviare il fastidio e i casi in cui è opportuno consultare un medico]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Ecco cosa fare quando il tremore diventa invalidante: rimedi e consigli</h3>
Quella che tecnicamente viene definita “<strong>miochimia palpebrale</strong>” è un fenomeno molto diffuso che può diventare invalidante quando si manifesta con frequenza. Si tratta del classico disturbo della <strong>palpebra tremante</strong>, che in alcuni soggetti può essere ricorrente e che non sempre è facile da gestire se non si adottano le adeguate contromisure. Va comunque chiarito che si tratta di una <strong>condizione benigna e transitoria</strong> che nella stragrande parte dei casi si risolve spontaneamente.
<h3>Cos'è la miochimia palpebrale</h3>
La miochimia palpebrale è in sostanza una<strong> anomala contrazione involontaria del muscolo orbicolare</strong> dell’occhio che si concentra prevalentemente sulla palpebra inferiore. Questo fenomeno può limitarsi solo ad alcuni minuti, ma in determinati casi può proseguire anche per giorni e giorni. Individuarne la causa è di fondamentale importanza per eliminare alla radice il disturbo ed evitare che possa ripresentarsi.
<h3>Le cause</h3>
Questa condizione è determinata da un’<strong>eccitabilità eccessiva delle fibre nervose</strong> che controllano i muscoli oculari. Alla base del fenomeno vi è frequentemente uno <strong>stress cronico,</strong> che altera il sistema nervoso e provoca spasmi muscolari involontari. Tutto lo stress accumulato può generare risposte neuromuscolari che determinano contrazioni rapide della palpebra. Quando lo stress visivo è accentuato (ad esempio se ci sottoponiamo a lunghe e frequenti sedute davanti al pc o ad un libro) il nostro sistema nervoso tende a diventare più sensibile, manifestando tale condizione con tremore palpebrale continuo. Anche un cattivo riposo può, di fatto, alterare l’equilibrio elettrolitico muscolare.




<h3>I rimedi e le contromisure</h3>
Quando si verifica questa condizione, occorre da subito <strong>ridurre il consumo di caffeina, alcol e nicotina</strong>. Una delle contromisure più efficaci può essere quella di <strong>integrare il magnesio</strong>, un minerale che regola la contrazione muscolare. Occorre integrare bene anche i liquidi per agevolare il lavoro della circolazione e facilitare quei complessi meccanismi chimici che sono alla base delle contrazioni muscolari.

Un<strong> impacco caldo sulla palpebra</strong> può anche aiutarci ad alleviare questa condizione quando diventa particolarmente frequente e invalidante. Nel caso in cui tutti questi rimedi dovessero rivelarsi inutili, allora è doveroso sottoporsi ad una attenta valutazione neurologica soprattutto se al tremore dovesse accompagnarsi anche un dolore intenso all'occhio, un arrossamento sospetto o un netto calo visivo. In ogni caso è sempre da consigliare una riduzione dell'utilizzo di pc e cellulari, per non sottoporre i nostri occhi ad un ulteriore stress visivo.<strong> Il contenuto di questo articolo non sostituisce il parere o il consulto con uno specialista. </strong>

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      <author>marco.tringali@centrometeoitaliano.it (Marco Antonio Tringali)</author>
      <category>Salute</category>
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