<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0">
  <channel>
    <lastBuildDate>Thu, 29 Oct 2026 22:06:26 +0100</lastBuildDate>
    <title>Centro Meteo Italiano</title>
    <description>Salute - Centro Meteo Italiano</description>
    <link>https://www.centrometeoitaliano.it</link>
    <item>
      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/artrite-reumatoide-i-primi-sintomi-per-riconoscerla-spiegati-dalla-dottoressa-marta-riva-184361/</guid>
      <pubDate>Thu, 29 Oct 2026 22:06:24 +0100</pubDate>
      <title><![CDATA[Artrite reumatoide: i primi sintomi per riconoscerla spiegati dalla Dottoressa Marta Riva]]></title>
      <description><![CDATA[L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica da non sottovalutare: la Dottoressa Marta Riva ha illustrato i primi sintomi da riconoscere]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica che non va mai sottovalutata: ecco tutto ciò che c'è da sapere svelato dalla Dottoressa Marta Riva</h3>
L'<span style="color: #ff0000;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="https://www.gavazzeni.it/news/artrite-attenzione-ai-primi-sintomi-la-diagnosi-precoce-aiuta-a-combatterla-con-piu-efficacia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">artrite reumatoide</a></span></strong></span> è la forma più nota e diffusa di artrite: si tratta di una malattia infiammatoria cronica di origine autoimmune in cui il sistema immunitario attacca le articolazioni. Essa non colpisce soltanto gli anziani, in quanto il paziente tipo che si sottopone a una visita reumatologica è un adulto giovane (più spesso una donna). É un disturbo che non va sottovalutato perché, come tutte le malattie reumatologiche, è sistemico e può interessare anche altri organi del corpo. La Dottoressa<strong> Marta Riva</strong>, Responsabile della Reumatologia di Humanitas Gavazzeni di Bergamo, ha spiegato a <em>Gavazzeni.it</em> <strong>quali sono i primi sintomi per riconoscerla</strong>.
<h3>Dolore e rigidità articolare</h3>
Secondo la Dottoressa Riva, <strong>il primo sintomo dell'artrite reumatoide è un dolore articolare che compare anche a riposo, fin dal mattino e a volte durante la notte</strong>. È un dolore di tipo "meccanico" che peggiora con gli sforzi, e con il movimento, e che a volte può essere la conseguenza di un trauma, di un intervento chirurgico o di altre procedure eseguite in precedenza. Al dolore si accompagna una certa <strong>rigidità articolare</strong> che rende difficili i movimenti.
<h3>Altri segnali</h3>
Non sempre i sintomi sono evidenti, per questo che la specialista invita a fare una visita reumatologica se si avverte un <strong>mal di schiena costante</strong> e presente <strong>anche la notte</strong>, oppure un <strong>mal di schiena mattutino associato a rigidità o a una lenta ripresa dei movimenti</strong>. Le malattie reumatologiche infiammatorie si possono accompagnare a <strong>malessere, febbricola e stanchezza</strong>. Nell'articolazione colpita, oltre al dolore, si manifestano <strong>calore e gonfiore</strong> con alterazioni degli esami di laboratorio.




<h3>Cause e rimedi</h3>
Le cause precise dell'artrite reumatoide non sono note: è una malattia autoimmune e, come anticipato, le donne sono più colpite perché il loro sistema immunitario è più reattivo e ha una minor tolleranza antigenica. Tra i fattori di rischio si indicano la <strong>predisposizione genetica</strong> e, tra quelli modificabili, il <strong>fumo</strong> e l'<strong>obesità</strong>. La Dottoressa Riva ha spiegato che <strong>non si può parlare di prevenzione pura: si può solo prestare attenzione ai sintomi fin dall'inizio</strong>. Come rimedi il primo consiglio è <strong>muoversi, con attività mirata e proporzionata alle proprie condizioni</strong>, in quanto sedentarietà e sovrappeso peggiorano il quadro infiammatorio. Le cure comprendono poi i farmaci prescritti dallo specialista: <strong>antinfiammatori non steroidei e corticosteroidi per il dolore, farmaci antireumatici che modificano il decorso della malattia e</strong>, se serve, <strong>farmaci biologici</strong> per rallentarne la progressione.

]]></content:encoded>
      <author>marco.reda@centrometeoitaliano.it (Marco Reda)</author>
      <category>Salute</category>
      <media:content url="https://images.centrometeoitaliano.it/wp-content/uploads/2023/03/01/artrite.jpg?v=1.2" type="image/jpeg" expression="full" width="1600" height="840">
        <media:description type="plain"><![CDATA[]]></media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/dieta-antinfiammatoria-per-ossa-e-articolazioni-i-consigli-del-prof-lanzetta-bertani-alimenti-consigliati-e-quelli-che-peggiorano-i-sintomi-184359/</guid>
      <pubDate>Thu, 29 Oct 2026 16:08:05 +0100</pubDate>
      <title><![CDATA[Dieta antinfiammatoria per ossa e articolazioni: i consigli del Prof. Lanzetta Bertani. Alimenti consigliati e quelli che peggiorano i sintomi]]></title>
      <description><![CDATA[Quali alimenti scegliere e quali evitare per proteggere ossa e articolazioni dall’artrosi? I consigli del Professor Marco Lanzetta Bertani]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Dieta antinfiammatoria per ossa e articolazioni: cosa mangiare e cosa evitare secondo il medico chirurgo Marco Lanzetta Bertani</h3>
Per mantenere in salute ossa e articolazioni nel tempo conviene seguire un'alimentazione specifica, in quanto le articolazioni sono sotto stress ogni giorno, per il peso del corpo e per i movimenti quotidiani, e con gli anni vanno incontro a infiammazione. A spiegare quali cibi proteggono e quali danneggiano è il Professor <strong>Marco Lanzetta Bertani</strong>, medico chirurgo e Direttore del Centro Nazionale Artrosi e dell'Istituto Italiano di Chirurgia della Mano, oltre che autore del libro "<em>La dieta anti artrosi</em>", ai microfoni de <em>LaCucinaItaliana.it</em>. <strong>Ecco quali sono, a dire dell'esperto, gli alimenti consigliati e quelli che rischiano di peggiorare i sintomi</strong>.
<h3>I cibi migliori</h3>
Tra gli alimenti consigliati ci sono <strong>l'avena e i cereali integrali,</strong> ricchi di fibre, vitamine, minerali e proteine di qualità: aiutano a mantenere l'intestino sano e non provocano picchi di zucchero nel sangue. Via libera anche ai legumi come<strong> ceci, lenticchie e fagioli</strong>, in particolare gli <strong>azuki</strong>, buona fonte di proteine vegetali: hanno un basso indice glicemico e sono ricchi di calcio, oltre ad essere utili a chi vuole evitare le proteine animali, il cui consumo eccessivo ha un effetto infiammatorio.
<h3>Altri cibi raccomandati</h3>
Se si scelgono proteine animali, la scelta migliore è il <strong>pesce azzurro</strong> fresco e pescato come <strong>sardine</strong>, <strong>sgombri</strong> e <strong>acciughe</strong>: i suoi omega-3, acidi grassi essenziali, riducono l'infiammazione. Ok anche le verdure biologiche, soprattutto le crucifere come <strong>broccoli e cavolo nero</strong>, ricche di antiossidanti che proteggono le articolazioni, e la frutta di stagione, in particolare i<strong> frutti rossi</strong>, ricchi di sostanze antinfiammatorie. Meglio <strong>limitare i frutti troppo zuccherini o acidi, come gli agrumi</strong>, specialmente se si soffre già di artrosi. In tavola trovano posto anche le <strong>alghe</strong>, con vitamine, minerali e omega-3, e <strong>spezie</strong> come <strong>curcuma</strong> e <strong>zenzero</strong>, antinfiammatori naturali.




<h3>Gli alimenti da evitare</h3>
<strong>Il nemico numero uno è lo zucchero</strong> perché infiamma le articolazioni e favorisce obesità, infiammazione cronica e artrosi: si nasconde con nomi come <strong>fruttosio</strong> e <strong>saccarosio</strong> anche in <strong>legumi in scatola</strong>, <strong>sughi pronti, cereali da colazione, pane confezionato, bevande e yogurt "light", insaccati, surgelati e impanati</strong>. Da limitare anche l'acido arachidonico, un grasso omega-6 presente in <strong>carne, uova, formaggi e alcuni oli vegetali</strong>, che in eccesso favorisce l'infiammazione. Vanno evitati infine i <strong>cibi ultra processati</strong>, ricchi di conservanti, coloranti, additivi, grassi idrogenati e trans, poveri di nutrienti e ricchi di sostanze pro-infiammatorie, dannosi soprattutto per chi soffre di artrosi.

]]></content:encoded>
      <author>marco.reda@centrometeoitaliano.it (Marco Reda)</author>
      <category>Salute</category>
      <media:content url="https://images.centrometeoitaliano.it/wp-content/uploads/2025/10/06/dieta.jpg?v=1.2" type="image/jpeg" expression="full" width="1600" height="1067">
        <media:description type="plain"><![CDATA[]]></media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/perche-il-caffe-ha-un-sapore-diverso-a-seconda-dellorario-la-scienza-spiega-un-piccolo-mistero-quotidiano-184356/</guid>
      <pubDate>Thu, 29 Oct 2026 12:41:32 +0100</pubDate>
      <title><![CDATA[Perchè il caffè ha un sapore diverso a seconda dell'orario? La scienza spiega un piccolo mistero quotidiano]]></title>
      <description><![CDATA[Gli studiosi ritengono che contribuiscano sia fattori fisiologici sia una maggiore attenzione sensoriale dovuta alla riduzione delle distrazioni ambientali]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Questo accade perchè I ritmi circadiani influenzano ormoni, livello di attenzione, sensibilità gustativa e percezione degli aromi</h3>
Molti appassionati di<strong> caffè</strong> lo avranno sicuramente notato almeno una volta nella loro vita. La stessa miscela, preparata nello stesso modo, può sembrare intensa e amara al mattino, equilibrata nel primo pomeriggio e sorprendentemente dolce o aromatica la sera. Si tratta solo di pura suggestione o c'è una reale spiegazione scientifica? La scienza ha scoperto che<strong> il gusto del caffè non dipende esclusivamente dai chicchi o dalla preparazione</strong>, ma anche da chi lo beve, dall'<strong>orologio biologico</strong> e persino dallo <strong>stato fisiologico del momento</strong>.
<h3>Il cervello assaggia insieme alla lingua</h3>
Quando parliamo di gusto tendiamo a pensare alle <strong>papille gustative</strong>, ma il <a href="https://www.centrometeoitaliano.it/salute/caffe-e-bicchiere-dacqua-cosa-bere-prima-secondo-gli-esperti-ecco-la-risposta-che-non-ti-aspetti-183926/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sapore del caffè</a> nasce dall'integrazione di numerosi segnali:<strong> gusto, olfatto, temperatura, sensazioni tattili e attività cerebrale</strong>. Numerosi studi sul flavour dimostrano che la percezione di una bevanda è il risultato dell'elaborazione congiunta di questi elementi. In altre parole, il caffè non cambia ma nell'arco della giornata si modifica il nostro modo di percepirlo. La spiegazione principale risiede nei <strong>ritmi circadiani</strong>, i cicli biologici di circa 24 ore che regolano sonno, vigilanza, temperatura corporea, metabolismo e produzione ormonale. Gli scienziati hanno osservato che anche la sensibilità sensoriale varia nel corso della giornata. Di conseguenza, aromi, acidità, dolcezza e amarezza possono essere percepiti in maniera diversa a seconda dell'ora. E' un fenomeno che coinvolge non soltanto il caffè ma molti alimenti: il nostro sistema nervoso modifica continuamente il modo in cui interpreta gli stimoli provenienti dall'ambiente.
<h3>Il ruolo del cortisolo</h3>
Al risveglio il nostro organismo produce elevate quantità di <a href="https://www.humanitas.it/news/cortisolo-alto-quali-sono-i-sintomi-e-come-abbassarlo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cortisolo</strong></a>, un ormone che favorisce lo stato di allerta. Questo "picco mattutino" aiuta a svegliarci anche senza caffeina. Secondo gli studi sulla cronobiologia, livelli elevati di cortisolo possono influenzare la percezione gustativa, rendendo alcuni aspetti del caffè¨(soprattutto amarezza e acidità) più evidenti, mentre le sfumature più delicate passano inosservate. Ecco perchè una miscela ricca di note floreali o fruttate può sembrare meno complessa alle 7 del mattino rispetto a qualche ora dopo.




<h3>Il momento ideale per percepire gli aromi</h3>
Tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio molti parametri fisiologici tendono a stabilizzarsi. Alcuni esperti del settore ritengono che questa fascia oraria rappresenti il momento migliore per apprezzare le caratteristiche aromatiche più fini del caffè. In queste ore il palato sembra riconoscere più facilmente<strong> le note agrumate, i sentori floreali, la dolcezza naturale</strong> e le sfumature che distinguono un'origine dall'altra.Non a caso le <strong>degustazioni professionali</strong> vengono spesso effettuate durante il giorno, quando l'attenzione sensoriale raggiunge livelli elevati. Quando il sole tramonta, i livelli di cortisolo diminuiscono e il sistema nervoso entra gradualmente in una fase più rilassata. Alcune ricerche suggeriscono che in queste condizioni il cervello presti maggiore attenzione ai dettagli aromatici e alle componenti più morbide del gusto.

Nel corso della giornata cambia anche la temperatura corporea. I ritmi circadiani regolano infatti oscillazioni fisiologiche che influenzano l'attività sensoriale e metabolica. Alcuni ricercatori ipotizzano che tali variazioni possano modificare il modo in cui percepiamo acidità, dolcezza e fragranze aromatiche, contribuendo alle differenze di gusto avvertite tra mattina e sera.
Una ricerca pubblicata su<strong> Science Translational Medicine</strong> ha mostrato che la caffeina assunta nelle ore serali può ritardare il ritmo biologico umano e spostare in avanti la produzione di melatonina, l'ormone del sonno. Questo significa che il caffè non solo viene percepito diversamente a seconda dell'orario, ma può anche influenzare il funzionamento dell'orologio biologico stesso. Il caffè, dunque, non si limita ad essere una bevanda, ma rappresenta anche uno specchio dei ritmi biologici che scandiscono la nostra vita quotidiana.

]]></content:encoded>
      <author>marco.tringali@centrometeoitaliano.it (Marco Antonio Tringali)</author>
      <category>Salute</category>
      <media:content url="https://images.centrometeoitaliano.it/wp-content/uploads/2026/10/29/sapore-del-caffe.jpg?v=1.2" type="image/jpeg" expression="full" width="1200" height="800">
        <media:description type="plain"><![CDATA[]]></media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/alzheimer-quali-sono-i-segnali-che-manda-il-corpo-anni-prima-di-perdere-la-memoria-184334/</guid>
      <pubDate>Wed, 28 Oct 2026 21:27:53 +0100</pubDate>
      <title><![CDATA[Alzheimer, quali sono i segnali che manda il corpo anni prima di perdere la memoria]]></title>
      <description><![CDATA[Camminare più lentamente o perdere forza nelle mani può essere un segnale precoce dell’Alzheimer? Ecco cosa dicono gli studi]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Alzheimer, il corpo può inviare segnali molto prima della perdita di memoria: ecco quali sono</h3>
Il <span style="text-decoration: underline; color: #800080;"><strong><a style="color: #800080; text-decoration: underline;" href="https://www.my-personaltrainer.it/salute/alzheimer-il-segnale-che-il-corpo-invia-anni-prima-della-perdita-di-memoria.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">morbo di Alzheimer</a></strong></span> è la forma più comune di demenza: in Italia, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, i malati di demenza sono circa un milione e di questi circa 600mila hanno l'Alzheimer. Viene associato soprattutto alla perdita di memoria e alla difficoltà di svolgere le attività quotidiane, tuttavia le alterazioni biologiche che lo caratterizzano possono iniziare molti anni prima dei sintomi cognitivi. <strong>Ecco quali segnali non devono essere ignorati</strong>, come riportato da <em>My-Personaltrainer.it.</em>
<h3>Il sintomo precoce</h3>
Tra gli aspetti studiati negli ultimi anni ci sono alcune modificazioni delle capacità motorie, come <strong>camminare più lentamente o avere una minor forza di presa delle mani</strong>. Sono caratteristiche osservate in persone che in seguito hanno sviluppato una forma di demenza. Una ricerca condotta dalla UK Biobank su circa 495.700 partecipanti, seguiti per una media di dodici anni, ha trovato un legame tra <strong>velocità del cammino, forza delle mani e rischio di demenza</strong>: 3.986 persone si sono ammalate e chi aveva un passo medio o sostenuto presentava un rischio inferiore rispetto a chi camminava lentamente. La forza di presa si misura con il dinamometro, ma dipende anche da età, massa muscolare e altre malattie.
<h3>Nervi e muscoli</h3>
Un altro studio dell'Università della Florida Centrale, pubblicato invece ad aprile 2026 sulla rivista Alzheimer's &amp; Dementia, ha riprodotto in laboratorio una giunzione neuromuscolare umana con motoneuroni derivati da cellule staminali e cellule muscolari sane. I motoneuroni portavano mutazioni dei geni PSEN1 e APP, tipiche di rare forme familiari di Alzheimer, e le giunzioni hanno mostrato alterazioni, più marcate con PSEN1 e moderate con APP, anche senza coinvolgere il cervello. I farmaci memantina e galantamina non hanno prodotto miglioramenti significativi. Il risultato non dice però che la malattia nasca dai muscoli né offre un nuovo test diagnostico: il modello è semplificato e riguarda forme rare.




<h3>Le possibili cause</h3>
Nell'Alzheimer si accumulano nel cervello le proteine beta-amiloide e tau, le quali danneggiano progressivamente le connessioni tra i neuroni. Le forme ereditarie, legate a mutazioni come quelle dei geni PSEN1 e APP, sono rare e rappresentano una piccola parte dei casi. Per la maggioranza dei pazienti la malattia non è ereditaria: gli esperti ritengono che <strong>all'origine ci sia una combinazione di genetica, ambiente, familiarità e stile di vita</strong>. Il principale fattore di rischio è <strong>l'età</strong> e pesano anche la variante APOE ε4, <strong>il fumo, l'obesità, la sedentarietà, il diabete e la pressione alta</strong>.

]]></content:encoded>
      <author>marco.reda@centrometeoitaliano.it (Marco Reda)</author>
      <category>Salute</category>
      <media:content url="https://images.centrometeoitaliano.it/wp-content/uploads/2024/01/31/alzheimer.jpg?v=1.2" type="image/jpeg" expression="full" width="1600" height="840">
        <media:description type="plain"><![CDATA[]]></media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/piedi-gonfi-i-sintomi-che-devono-mettere-in-guardia-spiegati-dal-dottor-pierluigi-vandone-184332/</guid>
      <pubDate>Wed, 28 Oct 2026 15:56:17 +0100</pubDate>
      <title><![CDATA[Piedi gonfi: i sintomi che devono mettere in guardia spiegati dal dottor Pierluigi Vandone]]></title>
      <description><![CDATA[Piedi gonfi, i sintomi cui prestare attenzione, le ragioni e quando rivolgersi al medico, come da indicazioni del dottor Pierluigi Vandone]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Piedi gonfi, introduzione</h3>
Come riporta <em>grupposandonato.it.</em>, un rigonfiamento, noto anche come edema, in una zona del corpo rappresenta l'accumulo di liquidi, in particolare acqua, nel tessuto sottocutaneo, ossia nei tessuti situati sotto la pelle. Il gonfiore e l'aumento di volume di caviglie e piedi, sebbene possa apparire come un evento piuttosto frequente, può anche essere indicativo di gravi condizioni mediche. Il sito discute di questo argomento con il Dott. Pierluigi Vandone, esperto in Chirurgia Vascolare presso la Casa di Cura La Madonnina e responsabile del servizio di Chirurgia Vascolare all'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, che ci chiarisce meglio quali possono essere le ragioni dell'edema ai piedi e quando è necessario un approfondimento medico.
<h3>I sintomi</h3>
Discutendo di caviglie e <a href="https://www.grupposandonato.it/news/2022/maggio/piedi-gonfi-quando-preoccuparsi">piedi gonfi</a>, i sintomi legati ai piedi gonfi possono essere vari e includere, per esempio:
<ul>
 	<li>calore;</li>
 	<li>arrossamento;</li>
 	<li>tinta violacea-bluastra della pelle;</li>
 	<li>prurito;</li>
 	<li>dolore.</li>
</ul>
Il dottor Pierluigi Vandone afferma che è fondamentale prestare attenzione ai segnali che il nostro organismo ci invia e agire con ragionevolezza. Prosegue asserendo che se il gonfiore e i sintomi correlati sono marcati e tendono a perdurare, anche in modo intermittente, è consigliabile sottoporsi al più presto a una visita medica per le valutazioni necessarie.

<strong>Sintomi che devono allertare</strong>

In particolare, il gonfiore dovrebbe sollevare preoccupazioni, poiché potrebbe indicare un serio pericolo per la vita, richiedendo un intervento medico immediato quando è accompagnato da:
<ul>
 	<li>febbre elevata;</li>
 	<li>palpitazioni e/o dolore toracico</li>
 	<li>fiato corto, difficoltà a respirare, sensazione di soffocamento;</li>
 	<li>intorpidimento della zona, sensazione di calore e dolore specialmente nella parte del polpaccio;</li>
 	<li>gonfiore del viso, occhi, labbra e bocca.</li>
</ul>
E' importante evidenziare che non ha grande importanza se i sintomi si manifestano in modo unilaterale o bilaterale. Naturalmente, in caso di lesioni, è probabile che solo uno dei due piedi venga colpito, ma il medico sottolinea come, ad esempio, in situazioni di insufficienza venosa o problemi cardiocircolatori, possa accadere che prima si gonfi un piede e successivamente, una volta tornato alla normalità, il gonfiore si manifesti nell'altro.
<h3>Le cause dei piedi gonfi</h3>
Anche le ragioni per cui si può avere il piede gonfio possono essere svariate, alcune delle quali sono di natura parafisiologica o non destano eccessive preoccupazioni.

<strong>Le ragioni più diffuse</strong>

Un minimo gonfiore ai piedi può derivare da vari fattori comuni come:
<ul>
 	<li>uno stile di vita poco attivo e mantenersi in una stessa posizione per troppo tempo;</li>
 	<li>calzature che esercitano una pressione eccessiva, in particolare per le donne le quali, indossando scarpe basse (senza almeno 4/5 cm di altezza del tacco), alla sera possono mostrarsi con un lieve edema ai piedi;</li>
 	<li>calore e alte temperature che causano una naturale dilatazione dei vasi sanguigni;</li>
 	<li>mantenere una posizione eretta per lunghi periodi;</li>
 	<li>assunzione eccessiva di alcol e alimenti salati che portano a ritenzione di liquidi;</li>
 	<li>gravidanza, fase in cui un moderato gonfiore ai piedi è considerato normale: l'utero in crescita esercita pressione sulla vena cava, risultando in edemi a piedi e gambe. Tuttavia, se il gonfiore è significativo, è importante verificare che non ci sia gestosi (preeclampsia), condizioni in cui, oltre all'edema, si osserva un aumento dealla pressione e problematiche renali.</li>
</ul>
<strong>Ulteriori fattori di edema ai piedi</strong>

L'edema ai piedi può essere causato anche da:
<ul>
 	<li>lesioni o fratture che coinvolgono una o più strutture del piede;</li>
 	<li>malattie infiammatorie, come artriti, gotta, borsiti, artrosi, tendiniti, vasculiti, e malattia di Lyme, ecc.;</li>
 	<li>infezioni, sia a livello sistemico (ad esempio streptococco) sia locale (verruche, micosi, piede d'atleta). In questo caso, spesso si possono accompagnare rossore e febbre;</li>
 	<li>reazioni allergiche, come nel caso di punture di insetti oppure assunzione di farmaci, cibi e sostanze che generalmente, a parte l'edema nell'area colpita, possono causare gonfiore a occhi, labbra, viso e persino alla laringe, limitando progressivamente la capacità di parlare e respirare. In tale situazione, è necessario un intervento medico urgente;</li>
 	<li>assunzione di specifici farmaci, come gli anti-ipertensivi (per il controllo della pressione), antinfiammatori non steroidei, estrogeni, corticosteroidi e terapie per il diabete (tiazolidinedioni).</li>
</ul>



<h3>Quando rivolgersi al medico</h3>
E' sempre consigliabile consultare un medico se il gonfiore è notevole, causa disagio ed è costante o intermittente, ma comune, tenendo conto anche della propria storia sanitaria e familiare. In particolare, per quanto riguarda condizioni come il linfedema, che causano l'accumulo di linfa in uno o più arti, se non vengono diagnosticati e curati in modo adeguato, l'edema che inizialmente svanisce con il riposo notturno, può continuare a persistere anche al mattino, portando a un ispessimento della pelle fino a provocare un ingrossamento e una deformazione duratura.

<strong><span style="text-decoration: underline;">Questo articolo non sostituisce il parere di un medico</span></strong>

]]></content:encoded>
      <author>redblackforever@yahoo.it (Carmine Orlando)</author>
      <category>Salute</category>
      <media:content url="https://images.centrometeoitaliano.it/wp-content/uploads/2025/06/11/piedi-gonfi.jpg?v=1.2" type="image/jpeg" expression="full" width="1600" height="840">
        <media:description type="plain"><![CDATA[]]></media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/microonde-attenzione-a-questi-errori-i-gesti-sbagliati-che-possono-compromettere-sicurezza-e-qualita-del-cibo-184317/</guid>
      <pubDate>Wed, 28 Oct 2026 09:59:48 +0100</pubDate>
      <title><![CDATA[Microonde, attenzione a questi errori: i gesti sbagliati che possono compromettere sicurezza e qualità del cibo]]></title>
      <description><![CDATA[Dai falsi miti agli errori più comuni: ecco tutto quello che c'è da sapere sulla cottura a microonde]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Il cibo riscaldato a microonde è sicuro solo se non si commettono errori gravi: ecco quali sono gli sbagli che possono compromettere la qualità del cibo</h3>
Il<strong> forno a microonde</strong> è ormai un alleato indispensabile nelle cucine moderne. Permette di riscaldare pietanze in pochi minuti, riduce gli sprechi e consente di risparmiare energia rispetto ai forni tradizionali. Eppure, proprio per la sua semplicità d'uso, molti commettono errori che possono influire non solo sul gusto degli alimenti, ma anche sulla sicurezza e sulle loro caratteristiche nutrizionali.
<h3>Il falso mito delle radiazioni</h3>
Uno dei timori più diffusi riguarda la presunta pericolosità delle microonde. In realtà, il forno domestico utilizza <strong>radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti</strong>, che non rendono radioattivi gli alimenti e non modificano la struttura chimica del cibo in modo diverso rispetto ad altri metodi di cottura. Le microonde agiscono principalmente sulle molecole d'acqua, facendole vibrare e producendo calore dall'interno. Il vero problema, secondo gli esperti, non è il funzionamento dell'elettrodomestico, ma il modo in cui viene utilizzato.
L'errore più frequente è quello di utilizzare contenitori sbagliati o non progettati per il microonde. <strong>Piatti con decorazioni metalliche, fogli di alluminio o contenitori in metallo possono generare scintille e danneggiare l'apparecchio</strong>. Anche alcune plastiche non certificate potrebbero deformarsi o deteriorarsi a contatto con il calore. Per evitare rischi è sempre consigliabile <strong>utilizzare vetro, ceramica o materiali espressamente indicati</strong> come adatti al forno a microonde.
<h3>Cibo caldo fuori e freddo dentro</h3>
Molti alimenti si riscaldano in modo non uniforme. E' il motivo per cui capita di mangiare una lasagna bollente in superficie ma ancora fredda al centro. Dal punto di vista scientifico, le microonde non penetrano allo stesso modo in tutta la pietanza. Per questo gli esperti consigliano di mescolare il cibo durante il riscaldamento o di interrompere il programma per distribuire meglio il calore. Un piccolo trucco consiste nel disporre gli alimenti a forma di anello, lasciando il centro del piatto più libero. In questo modo l'energia si distribuisce in maniera più uniforme. Pochi sanno che acqua, latte o altre bevande possono raggiungere temperature superiori al punto di ebollizione senza mostrare le classiche bolle. Si tratta del fenomeno della "sovraebollizione". Quando il recipiente viene spostato o si inserisce un cucchiaino, il liquido può improvvisamente eruttare fuori dalla tazza provocando scottature. E' una situazione rara, ma reale, che dimostra come il microonde possa produrre effetti diversi rispetto a una normale pentola.




<h3>Uova, patate e salsicce: perchè possono esplodere</h3>
Gli alimenti che possiedono una buccia o una membrana naturale trattengono il vapore generato dal calore. Se la pressione interna aumenta troppo, il risultato può essere<strong> una vera e propria esplosione.</strong> Le<strong> uova cotte con il guscio</strong> rappresentano l'esempio più noto, ma lo stesso rischio riguarda anche patate intere, castagne, pomodori e alcuni insaccati. Una semplice foratura della superficie permette al vapore di fuoriuscire e riduce notevolmente il problema. Molte persone estraggono il piatto e iniziano subito a mangiare. In realtà dopo lo spegnimento del microonde il calore continua a diffondersi all'interno dell'alimento. Lasciare riposare il cibo per uno o due minuti migliora l'omogeneità della temperatura e riduce il rischio di trovare punti ancora freddi, particolarmente importante nel caso di carni, pesce e avanzi conservati in frigorifero.
<h3>Cosa succede alle vitamine?</h3>
Un aspetto interessante riguarda l'<strong>impatto nutrizionale.</strong> Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il microonde tende a preservare diverse vitamine meglio di alcune cotture tradizionali. Il motivo è semplice: utilizza meno acqua e richiede tempi più brevi, due fattori che limitano la dispersione delle sostanze nutritive sensibili al calore. In altre parole, un uso corretto del microonde non solo è sicuro, ma può contribuire a mantenere intatto il valore nutrizionale di numerosi alimenti.

<strong>I 5 errori da ricordare</strong>
<ul>
 	<li>Utilizzare contenitori non adatti al microonde.</li>
 	<li>Riscaldare alimenti senza mescolarli o girarli.</li>
 	<li>Scaldare liquidi per tempi eccessivi.</li>
 	<li>Cuocere uova e alimenti con buccia senza forarli.</li>
 	<li>Consumare subito il cibo senza lasciarlo riposare.</li>
</ul>
<h3>Conclusione</h3>
Il microonde non è un nemico della salute, anzi. E' uno strumento efficiente e sicuro quando viene utilizzato correttamente. La maggior parte degli inconvenienti nasce da cattive abitudini o da una scarsa conoscenza dei fenomeni fisici che avvengono durante il riscaldamento. Bastano pochi accorgimenti per evitare rischi, migliorare il sapore dei cibi e sfruttare al meglio uno degli elettrodomestici più presenti nelle case degli italiani.

]]></content:encoded>
      <author>marco.tringali@centrometeoitaliano.it (Marco Antonio Tringali)</author>
      <category>Salute</category>
      <media:content url="https://images.centrometeoitaliano.it/wp-content/uploads/2026/10/28/forno-a-microonde.jpg?v=1.2" type="image/jpeg" expression="full" width="1200" height="692">
        <media:description type="plain"><![CDATA[]]></media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/salute/prurito-le-possibili-cause-e-i-rimedi-spiegati-dalla-dottoressa-amelia-locatelli-184308/</guid>
      <pubDate>Tue, 27 Oct 2026 23:27:30 +0100</pubDate>
      <title><![CDATA[Prurito: le possibili cause e i rimedi spiegati dalla dottoressa Amelia Locatelli]]></title>
      <description><![CDATA[La dermatologa Amelia Locatelli indica che cos'è il prurito e come si manifesta, le cause e i trattamenti]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Prurito, sintomo comune</h3>
Come riporta <em>grupposandonato.it.</em>, il <a href="https://www.grupposandonato.it/news/2025/dicembre/prurito-sintomi-cause-rimedi">prurito</a> rappresenta un sintomo comune, ma risulta frequentemente complesso da decifrare, poiché può derivare da varie fonti: dalla semplice pelle secca a condizioni dermatologiche, allergiche o sistemiche più intricate. Comprendere l'origine di questa sensazione irritante è essenziale per individuare il trattamento più adatto e capire quando è opportuno contattare un esperto. In quest'articolo il sito esaminerà che cos'è il prurito, quali sono le cause più comuni e quali soluzioni possono contribuire ad alleviare il problema, con la dottoressa Amelia Locatelli, specialista in dermatologia all'Istituto Clinico Villa Aprica.
<h3>Cos'è il prurito e come si manifesta</h3>
La dottoressa Locatelli afferma che il prurito rappresenta una sensazione complicata che si origina dall'attivazione di particolari fibre nervose presenti nella pelle. Il messaggio viene trattato dal cervello e dal midollo spinale, coinvolgendo vari composti. La sostanza più conosciuta è l'istamina, rilasciata dai mastociti, ma non è l'unica che può provocare tale fenomeno: sostanze derivanti dal metabolismo delle tossine renali, prodotti dalla bile e diversi neuropeptidi possono anche dare origine a prurito, anche senza una significativa liberazione di istamina. Questo spiega il motivo per cui non tutti i casi di prurito reagiscono ai normali farmaci antistaminici.
<h3>Le cause del prurito</h3>
Il prurito è un segnale comune che può essere correlato a varie condizioni, sia cutanee che non. Le origini di questo sintomo possono andare da problemi semplici, come la pelle secca che ha bisogno di più idratazione, a malattie più gravi. Tra le cause dermatologiche più comuni si possono elencare:
<ul>
 	<li>pelle secca (xerosi): provoca un prurito generalizzato, particolarmente frequente negli anziani o dopo l'esposizione a sole e acqua di mare;</li>
 	<li>dermatiti irritative e allergiche: condizioni infiammatorie cutanee che possono provocare un prurito molto intenso;</li>
 	<li>dermatite atopica: malattia di origine allergica, comune nei bambini ma presente a qualsiasi età, caratterizzata da un prurito costante che può disturbare il sonno e la vita quotidiana;</li>
 	<li>scabbia: infezione da parassiti con prurito che tende a essere più forte nelle ore notturne.</li>
</ul>
<strong>Altre cause</strong>

La dermatologa spiega che ci sono forme di prurito associate a condizioni mediche più complesse che necessitano di un'analisi più approfondita:
<ul>
 	<li>prurito uremico: nei pazienti affetti da grave insufficienza renale o in dialisi, le sostanze generate dal catabolismo uremico possono causare un prurito che non risponde agli antistaminici. In queste circostanze, la pelle è spesso molto secca e il trattamento deve essere adattato;</li>
 	<li>malattie ematologiche: il prurito può anche manifestarsi come uno dei primi segni di patologie del sangue, come i linfomi. In queste situazioni, si tratta frequentemente di un prurito intenso e persistente che non reagisce ai trattamenti convenzionali;</li>
 	<li>reazioni a farmaci o cosmetici: alcuni farmaci (sia orali che topici) e prodotti cosmetici possono provocare prurito e un aumento degli eosinofili nel sangue. Generalmente, l'interruzione del prodotto responsabile porta a una risoluzione dei sintomi;</li>
 	<li>patologie cutanee bollose negli anziani: in certe malattie della pelle tipiche delle persone più anziane, è comune riscontrare prurito intenso con un incremento degli eosinofili. Il trattamento con cortisoni specifici contribuisce a ristabilire la condizione normale.</li>
</ul>



<h3>Come alleviare il prurito: i rimedi</h3>
La dottoressa Locatelli afferma che i trattamenti sono sempre condizionati dalla causa del prurito. In situazioni di prurito temporaneo, causato da secchezza o lievi irritazioni, è possibile procedere in autonomia. Tuttavia, se il prurito continua, è fondamentale un'analisi più dettagliata. Tra i rimedi più comuni:
<ul>
 	<li>antistaminici: efficaci se il prurito deriva da una produzione eccessiva di istamina, come avviene in caso di orticaria o dermatiti di origine allergica;</li>
 	<li>creme emollienti e idratanti: cruciali per la pelle secca poiché ripristinano la barriera cutanea e alleviano la sensazione di prurito;</li>
 	<li>cortisonici topici: indicati per le dermatiti infiammatorie. Possono essere combinati con emollienti o idratanti;</li>
 	<li>trattamenti specifici per infezioni: per pruriti di tipo infettivo, come la scabbia, sono necessari rimedi antiparassitari mirati.</li>
</ul>
In ogni situazione, queste terapie devono essere sempre autorizzate dall'esperto.

<strong><span style="text-decoration: underline;">Questo articolo non sostituisce il parere di un medico</span></strong>

]]></content:encoded>
      <author>redblackforever@yahoo.it (Carmine Orlando)</author>
      <category>Salute</category>
      <media:content url="https://images.centrometeoitaliano.it/wp-content/uploads/2025/04/05/medico.jpg?v=1.2" type="image/jpeg" expression="full" width="1600" height="1067">
        <media:description type="plain"><![CDATA[]]></media:description>
      </media:content>
    </item>
  </channel>
</rss>
