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    <lastBuildDate>Fri, 26 Jun 2026 19:27:39 +0200</lastBuildDate>
    <title>Centro Meteo Italiano</title>
    <description>Terremoti e geofisica - Centro Meteo Italiano</description>
    <link>https://www.centrometeoitaliano.it</link>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-oggi-in-calabria-scossa-avvertita-in-provincia-di-catanzaro-epicentro-e-dati-ingv-181012/</guid>
      <pubDate>Fri, 26 Jun 2026 19:27:36 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Terremoto oggi in Calabria, scossa avvertita in provincia di Catanzaro: epicentro e dati Ingv]]></title>
      <description><![CDATA[Una scossa di terremoto è stata avvertita in Calabria, in provincia di Catanzaro oggi, venerdì 26 giugno 2026: tutti i dettagli dell'INGV]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Scossa di terremoto oggi 26 giugno 2026 avvertita in Calabria, nel catanzarese</h3>
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle ore 11:03 a Petronà, comune calabro in provincia di Catanzaro. Il sisma che ha avuto ipocentro a 32 chilometri di profondità è stato avvertito dalla popolazione nei pressi dell'epicentro. Il terremoto è stato localizzato a 19 km da Catanzaro, a 34 km da Lamezia Terme, a 37 km da Crotone, a 46 km da Cosenza.
<h3>Comuni più vicini all'epicentro</h3>
L'evento simico di magnitudo 3.2 con ipocentro a 32 chilometri, registrato dall'INGV questa mattina in Calabria, in provincia di Catanzaro, è stato individuato entro 10 km dai seguenti comuni: Petronà a 5 km, Sersale e Cerva a 6 km, Zagarise a 7 km, Andali e Magisano a 8 km, Mesoraca (KR) e Belcastro a 9 km, Albi e Petilia Policastro (KR) a 10 km.
<h3>Le altre scosse in Italia</h3>
Solo un'altra scossa di terremoto pari o superiore a magnitudo 2.0 è stata registrata oggi 26 giugno 2026 in Italia: un sisma di magnitudo 3.2 è stato localizzato dall'INGV nel Mar Tirreno Meridionale alle ore 11:34. La scossa non è stata avvertita in quanto molto lontana dalle coste.




<h3>Scosse all'estero</h3>
All'estero, alle 13:34 ora italiana di oggi, venerdì 26 giugno 2026 è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 6.3 con ipocentro profondo 55 chilometri, nelle Filippine, con epicentro in mare.

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      <author>redblackforever@yahoo.it (Carmine Orlando)</author>
      <category>Terremoti e geofisica</category>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-campi-flegrei-nuova-scossa-nel-cuore-della-notte-tiene-svegli-i-napoletani-riunione-in-prefettura-180968/</guid>
      <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:58:38 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Terremoto Campi Flegrei, nuova scossa nel cuore della notte tiene svegli i napoletani: riunione in Prefettura]]></title>
      <description><![CDATA[Prosegue lo sciame sismico in corso nei Campi Flegrei: la scossa di stanotte è avvenuta alle ore 04:17]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>La scossa è stata preceduta da un forte boato: il Prefetto ha convocato una riunione del Centro Coordinamento dei soccorsi</h3>
Una nuova scossa di <strong>terremoto</strong> avvenuta in piena notte nell'area dei<strong> Campi Flegrei</strong> ha turbato il sonno di molti napoletani. Si è trattato di un sisma di <strong>magnitudo 3.6</strong> registrato alle ore 4:17 con ipocentro localizzato a 3 km di profondità. La scossa è stata avvertita distintamente anche nei comuni di <strong>Pozzuoli e Bacoli</strong>, oltre che in altre aree dei quartieri occidentali di Napoli.
<h3>La riunione in prefettura dopo il sisma</h3>
Secondo i primi dati che sono stati diffusi dall'<strong>Osservatorio Vesuviano</strong>, l'epicentro del sisma sarebbe stato localizzato ad<strong> Arco Felice a Pozzuoli</strong> nei pressi del Monte Nuovo. Secondo quanto riferisce la Protezione Civile, la scossa non ha causato danni rilevanti a persone o strutture anche se il Prefetto di Napoli ha convocato in mattinata una riunione del Centro Coordinamento dei soccorsi alla quale  hanno preso parte i sindaci dei comuni interessati dalla scossa oltre che la sala operativa della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le ASL di Napoli, l'Ufficio Scolastico Regionale e la Rete Ferroviaria italiana.
<h3>In corso le verifiche su strutture e infrastrutture</h3>
Il sisma che è stato avvertito in maniera distinta anche per via della superficialità dell'ipocentro e ha indotto la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco ad effettuare delle verifiche approfondite sull'integrità degli edifici scolastici. Anche la Capitaneria di Porto sta effettuando in queste ore delle verifiche sulla tenuta dei costoni nell'area interessata dalla scossa. Dopo una breve verifica che ha dato esito negativo, anche Rete Ferroviaria italiana ha riattivato la linea <strong>Cumana</strong> e <strong>Circumflegrea</strong>.




<h3>Il sisma preceduto da un forte boato</h3>
La scossa di stanotte è l'ultima di una lunga serie di scosse che sono state registrate negli ultimi giorni nell'area dei <strong>Campi Flegrei</strong>. Un sisma che ha destato e alimentato nuova preoccupazione da parte dei residenti, molti dei quali hanno deciso di passare la notte all'addiaccio dopo la paura provata per la scossa che ha fatto tremare letti, muri e oggetti. Il sisma è stato accompagnato da un forte boato avvertito distintamente nelle aree in prossimità della zona epicentrale.

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      <author>marco.tringali@centrometeoitaliano.it (Marco Antonio Tringali)</author>
      <category>Terremoti e geofisica</category>
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      <guid isPermaLink="true">https://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-in-venezuela-ecco-la-causa-del-forte-sisma-e-i-precedenti-drammatici-180967/</guid>
      <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:01:42 +0200</pubDate>
      <title><![CDATA[Terremoto in Venezuela, ecco la causa del forte sisma e i precedenti drammatici]]></title>
      <description><![CDATA[La causa è da ricercate nello spostsamento della placca caraibica che si muove 2 centimetri l'anno]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[
<h3>Decine e decine di edifici crollati, panico negli aeroporti e nelle strade: ecco le faglie che hanno causato il devastante sisma</h3>
Potrebbe diventare ancora più drammatico nelle prossime ore il bilancio delle vittime delle fortissime scosse che hanno devastato il <strong>Venezuela</strong> nella notte di oggi (fra le 00:04 e le 00:30 italiane). La conta dei danni è stata da subito molto elevata. Tantissimi gli edifici crollati non soltanto nella capitale <strong>Caracas</strong>, ma anche in altre province del Venezuela. La scossa è stata avvertita distintamente anche in Colombia. Ma cosa ha causato un evento così devastante?
<h3>Le cause del devastante sisma</h3>
Le forti scosse sono state determinate dal rilascio di energia accumulata dalle rocce della crosta terrestre che si trova lungo il margine di contatto tra la<strong> Caribbean Plate e la South American Plate</strong>. Lo spostamento della placca caraibica verso est rispetto alla placca sudamericana alla velocità di circa due centimetri all'anno, ha comportato un forte stress per le rocce che si trovano in profondità. Una volta superata la soglia di resistenza delle faglie, il rilascio di energia è avvenuto in maniera rapidissima generando onde sismiche di elevata intensità capaci di radere al suolo soprattutto gli edifici costruiti senza criteri antisismici.
<h3>L'incubo del Big One</h3>
Si tratta della stessa dinamica che a breve potrebbe colpire anche la faglia di<strong> Sant'Andreas in California</strong> e che potrebbe generare il temutissimi <strong>Big One</strong> del quale si è parlato di recente in uno studio pubblicato sul <strong>Journal of Geophysical Research: Solid Earth</strong>. Anche la crosta terrestre del Venezuela, come le coste della California, è caratterizzata da una placca oceanica sprofondata sotto una placca continentale. Una dinamica che frequentemente genera sismi di elevata magnitudo che possono causare anche<strong> tsunami.</strong> Sono diverse le faglie che attraversano il paese venezuelano fra le quali la Faglia di Boconó, lunga oltre 500 chilometri, la Faglia di El Pilar sita nella parte nord-orientale del Paese e la Faglia di San Sebastián che si trova sulla fascia costiera centrale.




<h3>I precedenti</h3>
L'ultimo grande sisma tra i più catastrofici mai registrati nel sud-America si è verificato il <strong>26 marzo 1812</strong> e colpì Caracas e altre città vicine causando una carneficina. Si contarono, infatti, tra le 15.000 e le 20.000 vittime. Il 29 ottobre 1900 si verificò un altro terremoto di magnitudo stimata intorno a 7 colpì la regione centrale del Paese, anche in questo caso le vittime furono tantissime. L'ultimo grande sisma che ha interessato la stessa area si è verificato il 21 agosto 2018 di magnitudo 7,3 al largo della costa orientale venezuelana, vicino allo stato di Sucre. In quella circostanza il numero delle vittime fu molto più ridotto rispetto agli eventi precedenti.

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      <author>marco.tringali@centrometeoitaliano.it (Marco Antonio Tringali)</author>
      <category>Terremoti e geofisica</category>
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