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Freddo e neve per la terza decade di gennaio? Vediamo le ultime ipotesi meteo

Pubblicato da Francesco Cibelli

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  • Ultima decade di gennaio che potrebbe vedere un cambio di circolazione in Europa. L’inverno farà sul serio anche sull’Italia?

    Ultima decade di gennaio con possibile cambio di circolazione sull'Europa

    Ultima decade di gennaio con possibile cambio di circolazione sull’Europa

    Temporaneo miglioramento per il weekend

    Precipitazioni in esaurimento entro la giornata di domani, Sabato 12 gennaio, grazie all’allontanamento verso la Grecia del minimo di bassa pressione. Farà ancora freddo, in particolare sulle nostre regioni meridionali, con temperature sotto le medie del periodo. Per Domenica 13 gennaio ci attendiamo condizioni meteo in prevalenza asciutte con l’Italia che si troverà sotto le correnti nord-occidentali. Locali e deboli piogge potrebbero comunque interessare le regioni del medio-basso Tirreno e le Isole Maggiori. Neve invece sulle Alpi di confine generalmente oltre gli 800-1200 metri con accumuli anche abbondanti sui settori esteri. Le previsioni meteo del weekend nel dettaglio con l’editoriale della meteorologa Martina Rampoldi. A seguire il vasto anticiclone sull’Atlantico si abbasserà un po’ di latitudine rubando però un po’ di spazio verso il Mediterraneo. Il flusso nord Atlantico scorrerà così dall’Islanda verso l’Europa centrale e poi sul Mediterraneo orientale lasciando l’Italia sul bordo. Anche la prima parte della prossima settimana dovrebbe vedere un’evoluzione meteo piuttosto simile con correnti settentrionali o nord-occidentali sull’Italia che porteranno qualche fenomeno solo al Sud con freddo tutto sommato nella norma come possiamo vedere anche dalle mappe del nostro modello GFS nella sezione dedicata.

    Primi segnali di sblocco tra il 17 e il 20 gennaio

    Come visto e approfondito anche nei giorni scorsi, la situazione meteo a livello europeo è al momento ancora bloccata a causa di un vasto e robusto anticiclone piuttosto invadente tra Atlantico ed Europa occidentale. Le fredde correnti settentrionali hanno invece portato ripetute ondate di gelo sull’Europa orientale con abbondantissime nevicate su alcuni stati, come mostrato anche dalla meteorologa Martina Rampoldi nel precedente editoriale. I primi segnali di sblocco compaiono ormai da diversi giorni nelle corse dei principali modelli come GFS ed ECMWF sul finire della seconda decade di gennaio. Tra Giovedì 17 e Venerdì 18 gennaio il modello americano mostra finalmente correnti più umide dai quadranti occidentali sulla nostra Penisola. Un peggioramento meteo potrebbe dunque portare piogge al Centro-Nord questa volta soprattutto sui versanti tirrenici. Le temperature sarebbero meno fredde delle attuali ma la neve cadrebbe comunque su Alpi e Appennino centro-settentrionale fino a quote medio-basse. Evoluzione meteo piuttosto simile per la prossima settimana anche nell’ultima corsa del modello europeo.

  • Netto cambio di circolazione per fine gennaio?

    Il vortice polare va verso un temporaneo e fisiologico ricompattamento ma i segnali della stratosfera ci indicano un nuovo possibile indebolimento durante la terza decade di gennaio. Un nuovo riscaldamento è previsto nel corso dei prossimi giorni, sarà un evento molto più circoscritto dello stratwarming di Natale tuttavia dovrebbe essere in grado di destabilizzare nuovamente il vortice polare. Ci sono inoltre segnali circa la propagazione del disturbo tra stratosfera e troposfera durante la prossima settimana. Previsto un nuovo calo dunque dell’indice AO e questa volta anche della NAO. La discesa in territorio negativo dell’indice NAO dovrebbe portare ad anticicloni meno ingombranti sull’Europa occidentale che quindi questa volta potrebbe essere coinvolta più direttamente dalle colate fredde settentrionali. Anche se siamo ancora nel campo delle pure ipotesi, il modello GFS mostra da diversi giorni una discesa di aria fredda di origine polare-marittima o artico-marittima verso l’Europa centro-occidentale e il Mediterraneo con target 22-25 gennaio. Non è escluso dunque maltempo di stampo invernale sull’Italia con neve anche a quota basse. Per adesso è sicuramente troppo presto parlarne nel dettaglio ma l’evoluzione meteo tra gennaio e febbraio resta da monitorare con attenzione e dunque vi invitiamo come sempre a seguire tutti i prossimi aggiornamenti e ad iscrivervi al nostro canale youtube.

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Francesco Cibelli

Sono appassionato di meteorologia da sempre, mi sono laureato in Fisica dell'Atmosfera e meteorologia all'università di Roma Tor Vergata entrando a far parte del team di CentroMeteoItaliano.it nel 2014 come meteorologo. Oltre che elaborare giornalmente previsioni meteo e bollettini mi occupo anche della gestione dei modelli di calcolo per l'atmosfera e per il mare. Sono un amante del freddo, della neve e in generale dei fenomeni più estremi.