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Il clima del Piemonte

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Mappa Fisica del Piemonte. Fonte: www.comune.jesi.an.it

Il Piemonte è una Regione dell’Italia Settentrionale racchiusa tra l’Appennino Ligure a Sud e le Alpi ad Ovest e Nord , mentre ad Est si apre nella Valpadana.  Il clima del Piemonte è classificabile come continentale , mentre le zone montuose del Piemonte sopra i 1500 m presentano caratteristiche tipiche del clima Alpino. Esistono comunque notevoli differenze microclimatiche nel Piemonte e sono indotte dall’esposizione dei rilievi e dalla quota rispetto ai venti dominanti anche in località poco distanti tra loro.

  • Le piogge sul Piemonte variano in base alla quota ed all’orientamento dei rilievi, risultando abbondanti sul comparto Alpino e Prealpino, dove le precipitazioni oltrepassano i 2000 mm annui. Come per la Lombardia l’elevata piovosità si spiega con l’efficace effetto Stau che viene a crearsi in corrispondenza di depressioni che attivano intense correnti  sciroccali o meridionali. In tali circostanze quando viene a crearsi una situazione di blocco e le figure bariche stazionano per giorni nelle stesse aree si possono verificare eventi alluvionali come capitato nel 1994 o nel 2000. Sulle aree pianeggianti le piogge sono molto meno abbondanti attestandosi sui 700-800 mm. Particolarmente poco piovose sono le zone ai piedi dell’Appennino Ligure a Sud del Po, dove i rilievi creano frequenti ombre pluviometriche ed in certe annate si stenta a raggiungere i 600 mm annui.  Sulle Alpi il massimo di piovosità si verifica in Estate nel settore a Nord del Lago Maggiore ( Alpi Lepontine, e Pennine), mentre per quel che concerne le Alpi Occidentali poste al confine con la Francia e la Liguria i massimi di piovosità cadono in Autunno ed in Primavera. Le aree pianeggianti , collinari e le Prealpi vedono anch’esse cadere la maggior patte delle precipitazioni durante le stagioni intermedie. Ovunque l’Inverno è la stagione più secca, mentre d’Estate spesso si verificano temporali pomeridiani. La neve cade abbondante sui rilievi, mente d’Inverno spesso episodi nevosi si verificano anche in Pianura per scorrimento di masse d’aria temperate ed umide sopra ad uno strato molto più freddo. In genere la neve persiste più a lungo nel cuneese anche se in genere nevicate abbondanti non sono molto frequenti. Caratteristica principale dell’Inverno è la presenza di nebbia che può insistere per giorni in condizioni di tempo stabile.
  • venti che soffiano più frequentemente in Piemonte sono di provenienza occidentale; frequenti sono anche i venti meridionali ed orientali durante le stagioni intermedie che apportano le principali piogge, impattando contro i rilievi Alpini. Le correnti da Ovest e da Nord sono responsabili di improvvisi episodi di Foehn che causano repentini rialzi termici anche in pieno Inverno, elevando il rischio valanghe e disseccando il terreno. D’Inverno i venti da Est o Nord-Est causano nevicate sul Piemonte Occidentale e nel Cuneese e provocano ondate di freddo (quando le masse d’aria provengono dalla Siberia o dall’Europa Centro-Orientale). Frequenti  sono le situazioni di calma di vento che favoriscono la stagnazione degli inquinanti nei bassi strati, rendendo nebbioso l’Inverno ed afosa l’Estate.
  • Le temperature variano in base all’esposizione e alla quota del territorio. Le Estati sono calde con valori che superano facilmente i 30°C e che in corrispondenza delle invasioni di masse d’aria Africane possono raggiungere o localmente superare i 35°C nelle zone pianeggianti e nelle vallate più chiuse. Naturalmente all’aumentare della quota le temperature risultano progressivamente più fresche, mentre aumenta l’escursione termica sia giornaliera che stagionale. In Inverno le temperature scendono abbondantemente sotto allo 0°C sia in Pianura Padana che sulle Alpi. In presenza di rilevanti ondate di freddo Siberiano (Buran) le temperature possono scendere fino a -30°C  in montagna e fino a valori più bassi di -15°C in pianura. Le temperature sono  un pò più miti nelle aree circostanti il Lago Maggiore. Il Foehn può indurre  rialzi termici anche di una decina di gradi in qualsiasi stagione dell’anno.

La flora varia  in base alla quota. La Pianura Padana è intensamente coltivata . Le condizioni climatiche favoriscono la coltivazione  degli alberi da frutto, del mais, dell’orzo e di una grande varietà di ortaggi e cereali. L’abbondante quantità di acqua resa disponibile dalla ricca idrografia facilita anche la coltivazione del riso. Nelle aree prossime al Lago Maggiore e sulle colline del Monferrato il clima più mite consente  la coltivazione della vite. La vegetazione spontanea è costituita da olmi, aceri campestri, ontani, carpini, robinie e da pioppi e salici nelle aree palustri e lungo i fiumi.   Procedendo verso le Alpi la vegetazione si distribuisce secondo l’altitudine: fino a 700 metri prevalgono querceti e castagneti; seguono aceri di monte e faggi fino a 1300-1500 metri.  Sopra a tale quota inizia l’orizzonte montano alpino e predominano gli abeti rossi e i pini silvestri fino a 2000m. Tra 2000 e  2400 m gli abeti rossi sono affiancati dai larici e dalle betulle.  Ancora più in alto l’ambiente assume le sembianza della tundra crescono solo pascoli d’alta montagna, finchè intorno ai 2700-3000m iniziano a prevalere le nevi perenni.

Paesaggio collinare in provincia di Asti. Fonte:www.osservatoriodelpaesaggio.org

Paesaggio Alpino Piemontese.Fonte: www.linktour.it


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