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Giovedì 17 Ottobre
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Il clima dell’ Emilia Romagna

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L‘Emilia Romagna è una regione dell’Italia Settentrionale. La Regione Emilia Romagna bagnata dal Mar Adriatico e presenta caratteristiche climatiche tipiche dei climi continentali. Infatti il Mar Adriatico, soprattutto nella porzione Settentrionale  dell’Emilia Romagna è poco esteso e profondo ed  i suoi influssi sul clima risultano limitati; ad accrescere ulteriormente il carattere continentale del clima dell’Emilia Romagna è anche la disposizione dei rilievi; l’Appennino Tosco Emiliano ostacola le correnti da Sud e da Ovest e lascia esposta la regione alle correnti da Est o da Nord.

  • Le piogge sull’Emilia Romagna  in non sono abbondanti, ma sussistono  grandi differenze tra la piovosità nelle zone pianeggianti e litoranee da un lato e quelle Appenniniche dall’altro. La Pianura Padana presenta precipitazioni annue che oscillano tra i 600 e gli 800 mm; la porzione più asciutta della Pianura Romagnola è quella prossima al Delta del Po. Qui la piovosità annua fatica a raggiungere i 600 mm annui. Per contro le piogge aumentano salendo di quota sui rilievi Appenninici dove le precipitazioni superano i 1000 mm annui. In particolare la porzione più occidentale dell’Emilia Romagna, dove i rilievi Appenninici sono esposti alle correnti  umide che risalgono dal Tirreno o dal Mar Ligure ricevono fino a 2000 mm annui. Durante il periodo invernale le precipitazioni assumono carattere nevoso anche alle quote pianeggianti, anche se mediamente la persistenza e lo spessore del manto nevoso aumentano spostandosi dalla costa verso l’interno e all’aumentare della quota. Sull’Appennino la neve persiste da Novembre fino a metà Aprile in quota. Ovunque le precipitazioni presentano un massimo in Primavera ed in Autunno ed un minimo in Estate anche se non sono infrequenti intensi temporali che interrompono la stabilità estiva. Durante l’Inverno le zone pianeggianti sono spesso interessate da lunghi periodi nebbiosi.
  • venti che soffiano più frequentemente provengono in prevalenza dai quadranti occidentali e meridionali e sono attivati principalmente dal passaggio delle depressioni Atlantiche in transito sul Mar ligure o sull’Alto Adriatico. In Estate in corrispondenza di intense avvezioni di aria calda, correnti meridionali nell’attraversare la dorsale Appenninica inducono bruschi rialzi termici apportando picchi di calore notevoli. Tale fenomeno è conosciuto come Garbino e caratterizza tutte le Regioni Adriatiche. Talvolta tale vento può soffiare anche nelle altre stagioni mitigando i rigori invernali. Nel semestre freddo frequenti sono anche le correnti da Nord o da Est che accompagnano  le irruzioni Artiche continentali responsabili di ondate d freddo, talvolta accompagnate da nevicate a bassa quota.
  • Le temperature sono soggette a forti escursioni stagionali e giornaliere a causa della scarsa influenza del mare. In Estate le temperature oltrepassano diffusamente la soglia dei 30°C, superando in corrispondenza delle ondate di calore anche i 35°C. Spesso le elevate temperature estive si accompagnano ad alti tassi di umidità e calme di vento che rendono la stagione calda molto afosa. L’Inverno è invece molto freddo con temperature minime che spesso scendono sotto allo 0°C con diffuse gelate e massime che faticano a raggiungere la soglia dei 10°C. In corrispondenza degli episodi di freddo le temperature scendono vistosamente anche di molto fino a-10 °C sulle aree di pianura e fino a valori più bassi di -20°C sui rilievi Appenninici. Le stagioni intermedie sono caratterizzate da una notevole variabilità termica; prevalgono i periodi gradevoli ma possono verificarsi bruschi abbassamenti o rialzi delle temperature in relazione alla direzione del vento; non sono infrequenti episodi di freddo precoci in Autunno o tardivo all’inizio della Primavera così come precoci ondate di caldo.

La flora risente del clima ed è tipica delle aree continentali; diventano più rare le piante mediterranee, mentre prevalgono le latifoglie decidue come  querce, castagni, aceri campestri, ontani, ed olmi. Lungo i corsi d’acqua e le zone umide crescono rigogliosi pioppi e salici. Sui rilievi più elevati prevalgono i faggi, gli aceri di monte e gli abeti bianchi. Le aree pianeggianti sono ampiamente coltivate. Il clima favorisce la coltivazione degli alberi da frutto, del mais, dei cereali e di una grande quantità di ortaggi. Meno diffusa è invece la coltura dell’ ulivo per la presenza di numerosi giorni di gelo.

Alture preappenniniche in Emilia Romagna. Fonte:www.regione.emilia-romagna.it


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