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La grande onda di calore del Luglio 1983

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L'invasione Africana del Luglio 1983: temperature ad 850 hPa il 23 Luglio 1983, apice dell'evento. Fonte: www.wetterzentrale.de

Premessa:

L’Estate del 1983 detiene numerosi record di caldo dell’Italia Centro-Meridionale ed Insulare, causati da una storica onda di calore che nell’ultima decina di giorni di Luglio di quell’anno interessò l’Italia sotto la forte spinta dell’alta pressione Africana. Sia negli anni precedenti che in quelli successivi, pur essendosi verificati altri episodi di caldo intenso, nessun episodio è stata in grado di spodestare i record dei quell’anno almeno al Centro Sud e sulle Isole. Per esempio la più recente e rovente estate 2003 è stata ricordata per l’estensione e la durata delle onde di calore ma in nessun caso sono stati raggiunti i picchi di calore estremo del 1983 per la Nostra Penisola.

L’evento:

L’esordio dell’Estate 1983 non fu diverso dalle altre; anzi in Giugno e nella prima parte di Luglio si osservò l’alternanza di periodi contrassegnati da espansioni dell’alta pressione delle Azzorre con discese fresche ed instabili provenienti dall’Atlantico e dall’Europa Centrale. Il tempo era quindi prevalentemente caldo e soleggiato al Centro-Sud e sulle Isole, mentre al Nord si succedevano fasi calde ed afose ad altre più fresche ed instabili con temporali che spezzavano la calura estiva. Insomma quella che possiamo definire la classica Estate Azzorriana Mediterranea in cui non mancava il caldo,  ma senza eccessi.

Con Luglio la situazione sinottica iniziò a mutare, seguendo uno schema diventato sempre più frequente nelle ultime Estati; affondi Atlantici progressivamente più occidentali a largo delle coste Iberiche iniziarono a far risalire verso Nord l’Anticiclone Africano, mentre contemporaneamente venne meno l’apporto mitigatore del più moderato Azzorriano. Tuttavia nella prime metà del mese le temperature si mantennero di poco sopra ai 30°C e il progredire del caldo fu in effetti dovuto soltanto alla fisiologica maturazione della stagione estiva.

L'esordio dell'onda di calore: é il 18 Luglio 1983 l'alta pressione inizia a conquistare l'Italia. La mappa rappresenta il geopotenziale a 500 hPa. Fonte: www.wetterzentrale.de

La seconda metà di Luglio portò però ad una drastica svolta, frutto di un’estremizzazione degli scambi meridiani; un affondo Nord Atlantico particolarmente energico portò aria fredda polare marittima ad affondare fino alle Isole Canarie, in prossimità del Tropico del Cancro, dove poi si isolò una depressione che a fasi alterne si alimentò di successivi apporti freddi da Nord. Una simile sinottica alimentò un’imponente risalita dell’alta pressione Africana; dal 17 Luglio 1983 l’anticiclone cominciò a conquistare l’Italia a partire dalla Sardegna per poi rapidamente estendersi a tutte le Regioni. Geopotenziali altissimi e temperature elevate a 850 hPa ( circa 1500 metri) caratterizzarono le ultime due settimane di Luglio. Il caldo che fino a quel momento era stato senza eccessi con temperature tra 30 e 34°C crebbe rapidamente; annunciato e poi accompagnato da venti di Scirocco Africano. Le temperature si alzarono nell’arco di un paio di giorni di oltre 10°C con valori che al Centro, al Sud e sulle Isole Maggiori superarono la soglia dei 40°C. Nell’ultima decade del mese i principali centri urbani di queste aree  segnarono  in molti casi record rimasti ancora imbattuti. In Toscana a Firenze si raggiunsero picchi di 41-42°c, mentre i 40°C vennero oltrepassati in molte altre Provincie della Regione e nelle Marche. Al Sud, Puglia e Calabria raggiunsero picchi superiori a 42-43°C. Ma gli effetti peggiori si ebbero in Sardegna, più vicina ai massimi di geopotenziale; qui per giorni e giorni si superarono i 45°C con devastanti incendi ed accentuata siccità. Le temperature si riportarono nella norma solo con gli inizi di Agosto grazie all’intervento di venti più miti occidentali che posero termine a quell’estremo episodio di caldo.

Le possibili cause:

Oltre allo schema sinottico già descritto,  il verificarsi di intense onde di calore è riconducibile a fenomeni che accadono nella circolazione tropicale come l’attività del monsone sull’Africa Occidentale o variazioni delle temperature superficiali dell’Oceano Pacifico ( il Niño). Nei primi mesi del 1983 sul Pacifico Orientale si verificò un intenso episodio di Niño che alterò pesantemente la circolazione globale e che ha poi fornito l’energia necessaria all’alta pressione Africana per manifestarsi con maggior invadenza ed aggressività del solito. Negli ultimi anni le espansioni dell’alta pressione Africana sono divenute più frequenti e con esso el ondate di vcalore che hanno poi caratterizzato le Estati degli ultimi 10-15 anni; tuttavia nessuna è riuscita ad eguagliare per intensità almeno al Centro-Sud i record di quel Luglio 1983.

A cura di Emiliano Sassolini

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