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METEO a lungo termine: ennesimo ”upper WARMING”, il VORTICE POLARE cambia ASSE, quali conseguenze sull’EUROPA?

METEO a lungo termine: ennesimo ''upper WARMING'', il VORTICE POLARE cambia ASSE, vediamo cosa potrebbe accadere sull'Europa

METEO a lungo termine: ennesimo ''upper WARMING'', il VORTICE POLARE cambia ASSE, quali conseguenze sull'EUROPA?
Elaborazione grafica a cura del Centro Meteo Italiano
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  • I possibili risvolti sull’Europa dell’ennesimo tentativo di attacco al Vortice Polare

    Vi stiamo raccontando ormai da diversi giorni, se non settimane, come il Vortice Polare abbia trovato un’elevata robustezza tra troposfera e troposfera dando così vita ad un inverno anonimo su tutto il comparto europeo. Questo ha inevitabilmente causato il superamento della soglia dell’indice NAM (North Anular Mode),  che si presenta come una vera e propria cartina al tornasole sullo stato di salute del VPT. Ad oggi non sembrano esserci particolari cambiamenti rispetto a quanto vi abbiamo raccontato, con la trottola che tiene botta a numerosi tentativi di disturbo che arrivano dalla troposfera. Questi, anche denominati warming, si muovono verso la stratosfera attraverso i flussi di calore, cercando così di cambiare le carte in tavola.

    L’emissione odierna del modello americano GEFS propone, nel medio-lungo periodo, una nuova azione dirompente di un UPPER WARMING (così chiamato a causa del suo collocamento, ovvero a ”monte” del VP) ruotandogli intorno e modificandogli talvolta l’asse con cui è posizionato. L’ennesimo di questo inverno: potremmo quasi definirlo un tentativo disperato per modificare le sorti di una stagione decisamente anonima non solo sul nostro paese ma su tutta l’Europa. Quali sono le possibili conseguenze?

    vorticepolare

    fonte immagine: Pixabay

    Il modello americano mostra chiaramente come l’intenso riscaldamento stratosferico ruoti intorno al VPS andandone a modificare in maniera significativa il suo asse. Questo potrebbe andare a favorire, con grandissimo ritardo, l’arrivo di gelo e neve sui settori più orientali del continente europeo e la conseguente formazione di un esteso snowcover. La copertura nevosa sull’est Europa è infatti uno dei principali motori che andrebbe ad azionare la presenza dell’anticiclone russo-siberiano, unica vera forza in grado di rallentare ed eventualmente deviare l’azione della corrente a getto.

  • Ma la situazione in troposfera non cambia, almeno nel medio-lungo periodo

    I principali modelli matematici, tuttavia, almeno nella bassa troposfera non propongono segnali particolarmente significativi di cambiamento. Valori di geopotenziale molto bassi continuano ad essere previsti lungo le latitudini polari, impedendo così alle principali onde planetarie di ergersi verso l’alto e disturbare con maggiore veemenza il VPT. Tuttavia, è anche lecito attendersi da un normale decorso stagionale una o più parentesi fredde (o gelide) sul continente europeo, il cui coinvolgimento sulla nostra Penisola necessiterà di essere valutato emissione dopo emissione.

  • Velocità zonali al di sopra della media, prosegue l’inverno anonimo nell’emisfero nord

    Nel frattempo le attuali analisi delle velocità zonali continuano a mostrarsi ben al di sopra rispetto alla norma, così come le temperature. Il mese di gennaio sta trascorrendo sul nostro Paese in maniera del tutto anonima con valori di temperatura che superano di gran lunga quella che è la media stagionale, in special modo nei valori massimi. Si tratta, in attesa dei dati ufficiali, di uno degli inverni più caldi degli ultimi anni se non degli ultimi dieci anni.

  • Continuate a seguire tutti gli aggiornamenti sul nostro sito web in modo tale da poter tenere sotto controllo tutti gli eventuali aggiornamenti e le novità che proporranno i principali centri di calcolo.

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Brando Trionfera

il 20 Dicembre 2015 ho conseguito la laurea triennale in Scienze Geologiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma, pochi mesi dopo intraprendo l’avventura lavorativa al Centro Meteo Italiano. Negli anni successivi, parallelamente all’operato nel CMI che consiste nell’elaborazione di previsioni meteo grafiche, bollettini e articoli previsionali, continuo a seguire il percorso di studi magistrale in Geologia d’Esplorazione presso la stessa università. Ho conseguito la laurea il 26 Ottobre del 2018 con votazione di 110 e Lode dopo aver raccolto e rielaborato, per oltre un anno, dati sui terremoti nel Molise presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in ambito della mia tesi sperimentale.

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