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Ansia da Coronavirus, come reagire allo stress legato alla paura di una pandemia

Con l'aumento dei decessi, il crollo dei mercati azionari e le dichiarazioni che gli Stati Uniti non sono preparati a contenere il Coronavirus, i cittadini sono preoccupati.

Ansia da Coronavirus, come reagire allo stress legato alla paura di una pandemia
Coronavirus - Foto Pixabay
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  • Coronavirus e ansia legata all’epidemia possono avere effetti diversi sulle persone e provocare anche psicosi.

    Il virus, probabilmente originatosi tra i pipistrelli è passato agli esseri umani, a livello mondiale ha ucciso circa 2700 persone e contagiato 80.000 individui. Con questi numeri gli esperti sono concordi nel dire che, l’ansia legata al Coronavirus è una risposta comprensibile alla paura dell’incerto, dello sconosciuto. È anche vero però che ci sono individui più vulnerabili di altri, anche e soprattutto per quanto concerne le sindromi ansiose.  Alcune persone infatti sono più predisposte a subire lo stress provocato dall’allarme pandemia perchè già soffrono di questi disturbi che colpiscono prevalentemente l’umore.

    Infatti come qualsiasi altra emozione, condizione di salute mentale o fisica, non tutte le persone reagiscono allo stress da Coronavirus allo stesso modo. Secondo Julie Pike, psicologa alla Chapel Hill specializzata in disturbi dell’ansia, le persone che soffrono normalmente di ansia o disturbi generalizzati dell’ansia sono più predisposte e vulnerabili a minacce potenziali. Questi individui, in assenza di una soluzione chiara quale potrebbe essere il vaccino, si preoccupano e cercano maggiori informazioni nel tentativo di risolvere l’ansia e di sradicare la loro incertezza. Inoltre vanno considerate tutte quelle persone che hanno già avuto un’esperienza traumatica con un’epidemia simile, e possono trovare nel Coronavirus la causa scatenante di una crisi d’ansia.

    La paura dell’ignoto

    Secondo gli esperti, e come sostiene Baruch Fischhoff, esperto in percezione del rischio e psicologo docente presso l’Università di Carnegie Mellon, è naturale avere paura dell’ignoto. Questa paura è ancor più forte,soprattutto in situazioni come queste, dato che non sappiamo dove andrà il Coronavirus. A maggior ragione se è vero che il virus è trasmesso anche da persone che non hanno sintomi. In ogni caso la paura dell’ignoto è un istinto umano innato che ci spinge a proteggerci da eventuali minacce. In alcuni casi però, come col Coronavirus o prima ancora con la Sars, l’Aviaria o l’Ebola questo istinto ci riempie i xenophobia.

    Evitare panico e psicosi

    La prima cosa da fare in questi casi è sicuramente evitare il panico e limitare gli episodi di xenophobia. In queste occasioni infatti è molto facile sopravvalutare le minacce e sottovalutare le nostre capacità di reazione. Inoltre essere tempestati da messaggi o trasmissioni che sottolineano la rapida diffusione del virus e la mancanza di cure efficaci è la classica benzina sul fuoco.

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  • Consigli per limitare e affrontare l’esposizione

    La cosa migliore che possiamo fare è lavarci le mani, e proteggerci come faremmo con qualsiasi altro virus. Inoltre è molto importante evitare il contatto con persone che manifestano dei sintomi compatibili con il virus. Contemporaneamente però è bene avere un’idea generale di cosa sta accadendo soprattutto se si vive vicino ad una zona con alta concentrazione di casi. Tuttavia deve rimanere centrale la volontà nel sostenere le persone che sono più vulnerabili all’ansia o vittime di discriminazione e ricordare che è nella natura umana riunirsi in tempi di crisi.

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Marco Antonio Tringali

Chitarrista per hobby, coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per alcuni siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia grande passione innata per il giornalismo. Amo scrivere di politica, economia (adoro i testi di Stigliz e i saggi di Rampini), salute, attualità e sport. Spero di poterne fare un mestiere in grado di darmi stabilità e certezze. L'idea che ho della vita la condenso in una metafora tratta dal volley: se la vita ti pone davanti ad un muro, affrontalo con le mani alzate...

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