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Coronavirus, Boccia: “Soluzione migliore è zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio. No ai cenoni di Natale”

Il Ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia suggerisce la "chiusura" del Paese dal 24 dicembre al 7 gennaio per motivi precauzionali

Coronavirus, Boccia: “Soluzione migliore è zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio. No ai cenoni di Natale”
The semi-desert center of Milan during the second wave of the Covid-19 Coronavirus pandemic, Italy, 06 November 2020.?? The Italian regions of Calabria, Lombardy, Piedmont and Val d'Aosta went into a soft lockdown on Friday as the government's three-tiered system to combat the spread of COVID-19 came into force. These regions have the toughest restrictions under this system after being classed as high-contagion-risk red zones. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO
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  • Coronavirus, Boccia: “Soluzione migliore è zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio. No ai cenoni di Natale”

    Il Ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia sostiene la necessità di abbassare ulteriormente l’indice di contagio da coronavirus. L’occupazione delle terapie intensive è infatti di oltre il 36%, mentre quello dei ricoveri in ospedale supera il 40%. L’attuale Rt di 0.8 non consente quindi di avere una situazione sanitaria che permetta una ripresa totale delle attività il prossimo 7 gennaio. Si discute perciò su quali possano essere le misure idonee per abbassare la curva di contagio. L’ANNUNCIO DI CONTE: “STIAMO LAVORANDO A UN RITOCCHINO DELLE MISURE RESTRITTIVE PER LE FESTIVITÁ”

    La proposta del Ministro Boccia

    Il Ministro Boccia reputa che l’unica soluzione per ottenere un maggiore controllo della situazione sanitaria sia la chiusura totale durante il periodo delle festività natalizie. La sua posizione nasce dalle valutazioni del Comitato Tecnico Scientifico (Cts) che ha infatti più volte ribadito in questa fase la contrarietà a qualsiasi forma di apertura. In una prossima riunione, in cui saranno coinvolte le Regioni, il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, si discuterà del futuro del nostro Paese. L’incontro ha infatti lo scopo di definire gli ultimi accordi per il piano vaccini e valutare l’adozione di misure restrittive per la feste natalizie. A preoccupare le autorità sono i prossimi mesi di gennaio, febbraio e marzo, perché la curva dei contagi potrebbe risalire se non si adotteranno comportamenti responsabili. Inoltre in quello stesso periodo dell’anno si raggiunge anche il picco dell’influenza stagionale, che rischia di complicare ulteriormente la situazione sanitaria. Se si ritiene quindi improrogabile la ripartenza anche della scuola il 7 gennaio, è però importante creare le condizioni per farlo con serenità. Il rischio di una ripresa dei contagi infatti, non sarà scongiurato dai primi vaccini che, di fatto non sono sufficienti ad ottenere l’immunità di gregge. IL MINISTRO SPERANZA: “BISOGNA CHIUDERE, NON RIAPRIRE ADESSO”

    Il Ministro Boccia dice NO al cenone di Natale

    La discussione politica verte quindi sul 25, 26 e 31 dicembre, tre giorni che generalmente sono dedicati alle riunioni tra amici e in famiglia. Il Ministro Boccia sostiene la chiusura totale in quei giorni ma reputa che debbano esserci le stesse restrizioni anche fino al 6 gennaio incluso. Un cenone natalizio esteso a parenti e amici, quindi a non conviventi, è perciò una soluzione da scongiurare. È indispensabile evitare che il contagio diventi nuovamente ingestibile a gennaio, quando invece si punta ad una ripresa totale delle attività. Per fare maggiori controlli sul territorio è stato già mobilitato l’esercito. Tutto è pronto quindi per valutare la soluzione sanitaria più sicura e adottare un provvedimento che sia in grado di evitare che le prossime vacanze natalizie diventino come l’estate scorsa, un’occasione per non avere limiti. Le autorità politiche si interrogano sui provvedimenti da adottare per scongiurare gli assembramenti nei centri delle città per lo shopping di Natale. Un fiume in piena molto difficile da controllare che, nello scorso fine settimana, ha interessato le grandi città sia del Nord che del Sud. CONTE BACCHETTA GLI ITALIANI: “OK ALLO SHOPPING MA SIATE RESPONSABILI”

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  • Coronavirus, il Ministro Speranza annuncia: “Lavoriamo per Italia zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio”

    Questione di ore, al massimo un giorno, e gli italiani scopriranno in che modo dovranno trascorrere le festività natalizie: il Governo è infatti al lavoro, insieme agli esperti del Comitato Tecnico Scientifico, sulle misure restrittive per impedire che il periodo 24 dicembre-7 gennaio si trasformi in un nuovo disastro sanitario e nel motivo principale della terza ondata di coronavirus. Da qui la proposta del Ministro della Salute Roberto Speranza, come riportato da SkyTg24, di rendere l’Italia intera “zona rossa” dal 24 dicembre al 7 gennaio. Si tratterebbe dunque di un lockdown analogo a quello già messo in pratica ieri dalla Germania e con il quale le autorità tedesche sperano di rallentare la diffusione dei contagi. Cosa significherebbe Italia in “zona rossa” fino a dopo l’Epifania?

  • Cosa si potrebbe fare e cosa no

    Se la mozione del Ministro Speranza (e caldeggiata da Comitato Tecnico Scientifico e Istituto Superiore di Sanità) dovesse passare e convincere tutti i Presidenti Regionali e il Premier Giuseppe Conte, dal 24 dicembre 2020 al 7 gennaio 2021 ci sarebbe il divieto di spostamenti non solo tra Regioni e Comuni, ma anche all’interno dello stesso Comune di residenza se non per comprovati motivi di lavoro, salute, necessità o per rientrare al proprio indirizzo di residenza/domicilio (presentati nell’autocertificazione). Con la “zona rossa” si procederebbe poi alla chiusura di negozi, centri estetici, bar e ristoranti (asporto consentito fino alle ore 22 e domicilio a qualsiasi ora); rimarrebbero aperti solamente supermercati, alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccherie negozi di informatica, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Sospese tutte le competizioni sportive salvo quelle riconosciute di interesse nazionale dal CONI e CIP ma consentita l’attività motoria all’aperto e in forma individuale nei pressi della propria abitazione. Chiusi anche musei, mostre, teatri, cinema, palestre, attività di sale giochi, sale scommesse e bingo. I mezzi pubblici, infine, potranno circolare ma con un capienza massima del 50% rispetto al normale.

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Marco Antonio Tringali

Chitarrista per hobby, coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per alcuni siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia grande passione innata per il giornalismo. Amo scrivere di politica, economia (adoro i testi di Stigliz e i saggi di Rampini), salute, attualità e sport. Spero di poterne fare un mestiere in grado di darmi stabilità e certezze. L'idea che ho della vita la condenso in una metafora tratta dal volley: se la vita ti pone davanti ad un muro, affrontalo con le mani alzate...

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