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Coronavirus, ecco le regioni che rischiano di passare da “zona gialla” a “zona arancione” o “rossa”

Campania, Veneto e Liguria rischiano di passare da "zona gialla" a "zona arancione" se non addirittura "rossa": ecco cosa può succedere entro poche ore

Coronavirus, ecco le regioni che rischiano di passare da “zona gialla” a “zona arancione” o “rossa”
A view of the city of Verona deserted due to the curfew imposed by the new decree of the Italian Government issued to counter the epidemic of Covid-19, Italy, 06 November 2020. ANSA / Claudio Martinelli
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  • Coronavirus, ecco le regioni che rischiano di passare da “zona gialla” a “zona arancione” o “rossa”

    Il coronavirus si diffonde sempre più velocemente lungo il territorio italiano (e non solo) e la seconda ondata sta mettendo nuovamente in crisi le strutture economico-sanitarie del nostro Paese: l’evolversi della situazione ha indotto il Governo a dividere l’Italia in tre parti a seconda della curva epidemiologica: “zona rossa” per le regioni più colpite, “zona arancione” per quelle in cui l’allerta è medio-alta e “zona gialla” per quelle in cui al momento non esistono rischi di collasso. Ma nella “zona gialla” sono state inserite regioni che, come riportato da SkyTg24, già a partire dalle prossime ore potrebbero diventare “zone arancioni” o addirittura “rosse”. Vediamo di quali si tratta. L’AVVERTIMENTO DI CONTE: “ITALIA IN LOCKDOWN GENERALE SOLO SE LE REGIONI NON RISPETTERANNO LA DIVISIONE IN FASCE”

    Le regioni più a rischio

    Il Ministro della Salute Roberto Speranza, infatti, ha spiegato di recente che entro la serata di domenica 8 novembre il Governo e il Comitato Tecnico Scientifico analizzeranno gli ultimi dati inviati dalle Regioni e potrebbero decidere di prendere nuovi provvedimenti per quelle in cui il virus sta dilagando troppo. Sotto stretta osservazione ci sono Campania (sorprendentemente “zona gialla”), Veneto e Liguria: qui il COVID-19 corre velocissimo e i dati sull’indice Rt sono particolarmente negativi, il che potrebbe indurre il Ministero della Salute a trasformare queste zone da “gialle” ad “arancioni” o addirittura “rosse”. A rischiare, anche se in misura minore, è anche la Toscana. Se ne saprà di più nelle prossime ore. DE LUCA (PRES. CAMPANIA):” AVREI PREFERITO UN MESE DI LOCKDOWN”

    Zona gialla e zona arancione

    Della “zona gialla” fanno parte le regioni Abruzzo, Basilicata, Campania (a sorpresa), Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Province Autonome di Trento e Bolzano, Umbria e Veneto: qui valgono i provvedimenti “base” dell’ultimo DPCM, dunque il coprifuoco dalle ore 22 alle 5, bar e ristoranti aperti dalle ore 5 alle 18 con servizio da asporto fino alle 22 e consegna a domicilio “no limits”, didattica a distanza al 100% per gli studenti di scuole superiori e lezioni a scuola per tutti gli altri, capienza massima dei trasporti pubblici del 50% (eccetto gli scuolabus), centri commerciali chiusi nei giorni festivi e prefestivi così come “sigillati” mostre, musei, sale scommesse e sale bingo e stop ai concorsi tranne quelli per personale sanitario. Nella “zona arancione” rientrano le sole regioni Puglia e Sicilia: tutti coloro che vivono in questi due territori, oltre a dover rispettare tutti i provvedimenti previsti per la “zona gialla”, non potranno uscire dai relativi comuni di residenza se non per motivi di lavoro o salute/urgenza/assoluta necessità (con autocertificazione scaricabile qui).

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  • Zona rossa

    La “zona rossa” infine, come ampiamente anticipato, riguarda Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria: i residenti di queste regioni vivranno esattamente lo stesso lockdown della scorsa primavera, con attività lavorative chiuse (eccetto supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie, tabaccherie, edicole, benzinai, parrucchieri, industrie, artigianato, edilizia e servizi, scuole fino alla prima media, negozi di informatica e prodotti per igiene/casa) e divieto assoluto di uscire di casa se non per comprovati motivi di lavoro e salute o situazioni di urgenza/necessità.

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Nunzio Corrasco

Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, fin dai primi anni di liceo ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Ho iniziato a svolgere questa attività dal 2011 ed ho avuto la possibilità di collaborare con diversi siti. Mi sono sempre occupato di scrivere notizie relative a tutto ciò che riguarda l'attualità. Esperto nel settore relativo alla salute e in quello scientifico-tecnologico, appassionato di cronaca meteo, geofisica e terremoti. Il mio motto è: “Solo chi è abbastanza folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero”.

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