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Coronavirus, esplode un focolaio in un carcere vicino Trento: 32 contagiati, cosa sta succedendo

Nuovo focolaio di coronavirus nella casa circondariale di Spini di Gardolo in provincia di Trento. Attualmente i reclusi sono 297, oltre 30 i positivi

Coronavirus, esplode un focolaio in un carcere vicino Trento: 32 contagiati, cosa sta succedendo
Foto PixaBay
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  • Coronavirus, esplode un focolaio in un carcere vicino Trento: 32 contagiati, cosa sta succedendo

    Dopo i penitenziari di Alessandria e Terni, il coronavirus entra anche nella casa circondariale di Spini di Gardolo. La responsabile per i servizi sanitari della struttura è la dottoressa Chiara Mazzetti che sta seguendo con grande attenzione la situazione. La dottoressa assicura che sono state rispettate le regole imposte dal Servizio di igiene alla sanità pubblica e quelle dell’Azienda Sanitaria. All’interno della casa circondariale infatti, è stato creato un reparto Covid, già dopo la prima ondata ed è stato anche predisposta una zona per consentire un’adeguata vestizione e svestizione ad operatori sanitari e penitenziari . Si tratta quindi, di una zona filtro già utilizzata negli ospedali e in tutte quelle strutture in cui c’è bisogno di assistenza. Ci sono inoltre, cinque medici che fanno una rotazione su più turni. Di questi tre psicologi e uno psichiatra offrono supporto per gestire il disagio psicologico che già è molto diffuso tra i detenuti e che è cresciuto a causa della paura costante del contagio. Altri consulenti invece, sono esperti nelle dipendenze poiché molti reclusi hanno storie personali di abuso di stupefacenti o di alcool. ECCO DOVE SCARICARE E COME COMPILARE LA NUOVA AUTOCERTIFICAZIONE

    Il sistema di sicurezza sanitaria di Spini di Gardolo

    Il sistema di sicurezza sanitaria della casa circondariale di Spini di Gardolo ha sempre garantito serenità ai detenuti e agli operatori. I 32 reclusi positivi, infatti hanno contratto il Covid-19 mentre erano ancora in libertà oppure nei giorni trascorsi ai domiciliari. È però, molto difficile riuscire a contenere la diffusione del virus all’interno dei penitenziari. La tensione resta comunque alta anche se i detenuti positivi sono tutti asintomatici o paucisintomatici e nessuno ha avuto necessità di un ricovero ospedaliero. Il virus potrebbe comunque diffondersi perché la carica virale può essere molto alta anche per gli asintomatici. I responsabili della casa circondariale hanno quindi, adottato precauzioni aggiuntive per tutelare la salute di tutti. L’attuale protocollo prevede che ogni nuovo arrivato venga sottoposto a tampone e comunque messo in isolamento per 24 ore. Già lo scorso novembre nel carcere di Spini di Gardolo, erano risultati positivi al Covid-19, 6 detenuti ed erano stati isolati. Si è riusciti ad evitare il peggio anche grazie al controllo continuo all’interno della struttura che prevede un tampone al mese per tutti. ITALIA A RISCHIO LOCKDOWN DOPO L’EPIFANIA: ECCO COSA PUÓ SUCCEDERE

    Focolaio a Collepasso: 12 nuovi positivi, ecco cosa è successo in Puglia

    Un rito funebre tenutosi a inizio dicembre avrebbe innescato la diffusione del coronavirus tra gli abitanti del piccolo comune di Collepasso, in provincia di Lecce. La disperazione per la perdita di una persona cara spinge gli individui ad abbassare la guardia e non rispettare il distanziamento sociale attualmente in vigore. Il focolaio scoppiato a Collepasso ha interessato anche località vicine poiché, per salutare per l’ultima volta il defunto, sono accorsi numerosi individui anche dai paesi adiacenti Collepasso. A pochi giorni dalla sepoltura sono risultati positivi ben 12 soggetti, tra i quali la moglie, il figlio e parenti del defunto, creando preoccupazione fra tutti i partecipanti. Le istituzioni locali stanno provvedendo a effettuare tamponi naso faringei a tutti colori che sono entrati in contatto con la famiglia risultata positiva al Covid-19, al fine di ricostruire nel più breve tempo possibile la reale situazione nel salentino. Questo focolaio è stato scoperto perché, a distanza di giorni dal funerale del marito, la moglie del defunto ha avvertito un malore che ha richiesto l’immediato ricovero presso la struttura ospedaliera più vicina. IL MINISTRO BOCCIA ANNUNCIA: “ECCO QUANTO DURANNO LE MISURE RESTRITTIVE”

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  • Covid-19 e funerali: il sindaco di Collepasso impone restrizioni

    Al fine di contenere la diffusione del contagio, il sindaco di Collepasso Paolo Menozzi, ha disposto il divieto assoluto dei cortei funebri e ha limitato l’ingresso al cimitero ai soli parenti stretti della persona defunta. Questa ordinanza, nonostante possa apparire esagerata, si è resa quasi obbligatoria dopo la scoperta del focolaio scoppiato all’interno di Collepasso, proprio in seguito a un rito funebre. I dati che hanno spinto il sindaco a disporre queste misure restrittive avevano confermato che le celebrazioni funebri rappresentano un vero e proprio rischio di assembramento, in un momento storico nel quale è doveroso, da parte di tutti, limitare il più possibile queste situazioni di convivialità. I dati ufficiali riportano complessivamente 23 soggetti positivi all’interno di Collepasso, un piccolo comune di soli 5.896 abitanti. Un ulteriore incremento dei casi positivi porterebbe la cittadina leccesse a essere dichiarata zona rossa. Il primo cittadino ha chiesto la collaborazione da parte di tutti i concittadini, al fine di limitare la diffusione del virus all’interno del paese.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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