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Coronavirus, focolaio in un centro accoglienza nel trevigiano: 133 positivi, i dettagli

Coronavirus, esplode un grosso focolaio in un centro accoglienza a Casier, nel trevigiano: sono 133 i positivi, tutti i dettagli

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Coronavirus, immagine di repertorio fonte ANSA.
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  • Coronavirus, concessi spostamenti in 15 Paesi extracomunitari da luglio

    Sono ormai trascorsi oltre quattro mesi e mezzo da quel 10 marzo, data in cui il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte sottoscrisse un DPCM secondo cui era stata posta la quarantena obbligatoria per l’Italia intera. Dopo l’inizio della fase 2, in vigore dal 4 maggio, a partire da lunedì 18 maggio c’è stata la riapertura di alcune attività, mentre dalla giornata di mercoledì 3 giugno è subentrato un nuovo e ulteriore allentamento delle misure restrittive con liberi spostamenti all’interno del Paese e dell’Ue e l’abolizione dell’autocertificazione. Da mercoledì 1° luglio inoltre, l’Ue ha aperto le frontiere a 15 Paesi tra cui ci sarebbe anche la Cina, ma solo nel caso in cui essa garantisse la reciprocità. Iniziativa alla quale non ha aderito pienamente l’Italia che pone l’obbligo di quarantena per chi arriva da questi Paesi extra-Ue.

    Il virus corre ancora tra i luoghi di assembramento

    Nel periodo di lockdown i principali focolai non si riscontravano nemmeno nelle famiglie, quanto piuttosto nelle case di riposo, che erano difatti l’unico luogo di assembramento legalizzato dai vari DPCM sottoscritti dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Ciò ha determinato quella che era un’età media dei contagi relativamente alta con un tasso di mortalità conseguentemente elevato poiché il virus si è dimostrato più virulento proprio nella fascia di età anziana. Negli ultimi giorni in Italia stanno scoppiano diversi focolai, l’ultimo dei quali è stato individuato in Sicilia in seguito a un matrimonio.

    Scoppia un focolaio in un centro accoglienza del trevigiano

    Nella giornata di oggi inoltre, sarebbe scoppiato un nuovo grosso focolaio, questa volta a Casier una località veneta del trevigiano. Sotto la lente sarebbe finita l’ex caserma Silvio Serena, da diversi anni impiegata come centro di accoglienza per i migranti. Stando a quanto riporta il sito “ilgazzettino.it” sarebbero totalmente 133 i positivi del focolaio, a fronte di un’indagine epidemiologica che ha impiegato 315 tamponi, 293 fatti ai migranti e 22 agli operatori che vi lavorano. I migranti ospiti della struttura non c’entrerebbero nulla con gli ultimi sbarchi a Lampedusa, ma alcuni sarebbero li addirittura da qualche anno. APPROFONDISCI ANCHE IL FOCOLAIO INDIVIDUATO A COSENZA, ARRIVATO A 21 POSITIVI.

  • Situazione epidemiologica del Veneto

    Malgrado un minimo di apprensione nelle ultime ore, la situazione epidemiologica del Veneto rimane tuttavia ancora sotto controllo: dei 112 nuovi casi dichiarati nel bollettino nazionale della Protezione Civile, circa 80 sono proprio di questo focolaio individuato nel trevigiano. I 112 nuovi casi portano tra l’altro il computo totale dei contagiati accertati fin qui nel Veneto oltre quota 20.000 (20.003) tra cui troviamo 17.039 guariti e, purtroppo, 2073 deceduti.

  • Coronavirus, dati aggiornati in Italia al 30 luglio 2020

    Sulla base dei dati diffusi dalla Protezione Civile nella giornata di oggi, giovedì 30 luglio 2020, in Italia i casi di persone attualmente contagiate da Coronavirus risultano essere 12.230 (-382 rispetto alla giornata di ieri). Le persone decedute dall’inizio dell’epidemia sono 35.132 (+3 rispetto a ieri), mentre i guariti/dimessi 199.796 (+765). Le persone ricoverate in terapia intensiva, invece, risultano 47 (+9). In generale, il totale dei casi è di 247.158 (+386 rispetto a ieri).

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Nunzio Corrasco

Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, fin dai primi anni di liceo ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Ho iniziato a svolgere questa attività dal 2011 ed ho avuto la possibilità di collaborare con diversi siti. Mi sono sempre occupato di scrivere notizie relative a tutto ciò che riguarda l'attualità. Esperto nel settore relativo alla salute e in quello scientifico-tecnologico, appassionato di cronaca meteo, geofisica e terremoti. Il mio motto è: “Solo chi è abbastanza folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero”.

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