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Coronavirus, in Lombardia obbligo di mascherine all’aperto fino al 14 luglio: ecco l’ordinanza

Il Presidente regionale Attilio Fontana ha firmato l'ordinanza che proroga l'obbligo di mascherine all'aperto in Lombardia fino al 14 luglio 2020

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Fonte PixaBay
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  • Coronavirus, in Lombardia obbligo di mascherine all’aperto fino al 14 luglio: ecco l’ordinanza

    L’obbligo di indossare mascherine all’aperto in Lombardia è stato confermato per altre due settimane, con data di scadenza prorogata dal 30 giugno al 14 luglio 2020: questa l’ordinanza appena firmata dal Presidente regionale Attilio Fontana, come riportato da SkyTg24, che segue dunque la linea della prudenza per evitare un’ulteriore diffusione del coronavirus. D’altronde la Lombardia è la regione che da sola, e ormai da giorni secondo i dati di Protezione Civile e Ministero della Salute, conta la metà dei nuovi positivi al COVID-19 seppur i numeri siano in calo anche in quel territorio. Proprio perché non è il momento di abbassare la guardia, e concedere un’altra chance al virus, Fontana ha accantonato (per ora) l’idea di poter stare all’aperto senza mascherine, il che avrebbe contribuito senz’altro alla creazione di nuovi focolai (soprattutto tramite gli asintomatici). ADDIO AI POSTI A SEDERE ALTERNATI SUI MEZZI PUBBLICI: ECCO DOVE

    Le parole di Attilio Fontana

    Abbiamo parlato a lungo con tanti esperti – ha dichiarato alla stampa il Presidente della Lombardia Attilio Fontana – e riteniamo che per una questione di precauzione sia giusto proseguire in questa direzione, visto che i numeri stanno andando bene”. A coprire naso e bocca potrà anche essere non necessariamente una mascherina, ma anche un foulard: l’importante è che sia composta da un materiale abbastanza resistente da contenere eventuali cluster (le goccioline di saliva) e adatto alla respirazione senza che si vada in iper ventilazione, soprattutto a causa del grande caldo estivo. La Lombardia da qualche giorno ha però abolito l’obbligo di indossare guanti all’interno di mezzi pubblici, provvedimento che ha generato qualche polemica ma che è comunque tuttora in vigore.

    Il bollettino coronavirus del 29 giugno 2020

    In Italia le persone complessivamente risultate positive al coronavirus, compresi guariti e deceduti, sono 240.436. Le vittime, in totale, sono 34.744, con 6 decessi nelle ultime 24 ore (ieri 22). Il numero dei morti è il più basso dall’inizio dell’epidemia. Il totale dei positivi, compresi morti e guariti, registra un incremento di 126 casi (ieri 174), di cui 78 in Lombardia e 16 in Emilia-Romagna. A riportarlo è il bollettino quotidiano riportato dal Ministero della Salute. Solo quattro regioni fanno registrare nuove vittime nelle ultime 24 ore: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana. Nelle rimanenti 16 non ci sono stati altri morti. In otto regioni non si registrano invece nuovi positivi: Marche, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria e Molise, così come nella Provincia autonoma di Trento.

  • Coronavirus, crescono i positivi alla BRT Bartolini di Bologna: ecco la situazione

    Non migliora la situazione da BRT Bartolini di Bologna, l’azienda di trasporti italiana in cui nei giorni scorsi si è creato un focolaio da coronavirus che sta preoccupando la città emiliana e non solo: come riportato dal quotidiano Il Resto del Carlino, dall’esito dei tamponi a tappeto a cui si sono sottoposti i dipendenti della sede bolognese è emerso che il numero di positivi al COVID-19 sono ora 107. Si era partiti da poche decine e si è sforato il centinaio di casi tra lavoratori Bartolini (79) e i loro familiari (28). Tutti i dipendenti risultati positivi al, tra persone con sintomi e asintomatiche, sono in buone condizioni ma in quarantena presso le rispettive abitazioni. Non si esclude però un aumento dei casi nei prossimi giorni, una situazione che sta preoccupando le autorità sanitarie locali e a cui si aggiunge il disagio degli stessi lavoratori: vediamo di cosa si tratta nella pagina successiva,

  • Il disagio dei lavoratori Bartolini

    Per la serie “non fare di tutta l’erba un fascio” un dipendente BRT Bartolini della sede Nuova Ferrara ha dichiarato che “in troppi mi trattano come un untore e mi guardano storto solo perché lavoro per Bartolini“. Una situazione effettivamente stressante per tutti i lavoratori aziendali che non hanno contratto il virus ma che vengono in qualche modo “discriminati” dai clienti a cui portano i pacchi. “Stai lontano che voi Bartolini siete tutti infetti” è un’altra frase riportata che un corriere BRT si è sentito dire al momento della consegna di una spedizione. C’è anche da dire che, appunto, i lavoratori dell’azienda italiana tra le più importanti nelle spedizioni di qualsiasi tipo di oggetti hanno ricevuto solidarietà e comprensione dalla maggior parte degli italiani.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca, salute e alpinismo. Musicista semi professionista, batterista e cantante dall'infanzia. Tifoso e appassionato della AS Roma ma anche di serie tv e cinema.

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