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Coronavirus, in Toscana arriva l’ordinanza “anti fuga dalle zone rosse e arancioni”: ecco come funziona

Il Presidente della Regione Toscana Enzo Giani ha varato un'ordinanza con ulteriori restrizioni per i "furbetti delle seconde case": ecco di cosa si tratta

Coronavirus, in Toscana arriva l’ordinanza “anti fuga dalle zone rosse e arancioni”: ecco come funziona
La città questa mattina nel primo giorno del nuovo lockdown, Milano, Milano, 6 novembre 2020. ANSA/MICHELA NANA
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  • Coronavirus, in Toscana arriva l’ordinanza “anti fuga dalle zone rosse e arancioni”: ecco come funziona

    La Toscana si muove contro i “furbetti” che provengono da “zone rosse” o “arancioni”: come riportato da IlTirreno.it, il neo Presidente Regionale Enzo Giani ha firmato un’ordinanza in cui si prevede che gli unici a poter entrare in Toscana, provenendo dalle zone rosse o arancioni, sono coloro che hanno il medico (o pediatra) nella città di residenza. Per tutti gli altri, a meno che non si tratti di persone che vivono in una regione definita “zona gialla”, resta vietato l’ingresso nel territorio toscano pena pesanti sanzioni economiche. Questo provvedimento è stato preso per evitare fughe di gente nelle seconde case in Toscana. Ammessi, ovviamente, i rientri per motivi di lavoro, studio, salute o estrema necessità. TORNA L’AUTOCERTIFICAZIONE: ECCO CHI DEVE USARLA E IN QUALI CASI

    Il comunicato della Regione Toscana

    Contenere l’emergenza epidemiologica – recita il comunicato pubblicato sul sito della Regione Toscana – e ridurre i rischi di contagio da Covid-19 e di sovraccarico del sistema sanitario, prevenendo le fughe dalle zone rosse o arancioni. In più territori della Toscana, soprattutto al mare, tante famiglie del nord Italia hanno la seconda casa e c’è chi ha deciso dalla scorsa estate di trattenervisi, lavorando da remoto, oppure vi si è trasferito nei giorni scorsi o sta meditando di farlo. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri dello scorso 3 novembre permette il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza e dunque, con una lettura estensiva, anche nelle case delle vacanze: pure da zone rosse e arancioni“. RISCHIO SCAFFALI VUOTI NEI SUPERMERCATI? ECCO LA VERITÁ

    Zone rosse, arancioni e gialle: ecco perché da domenica potrebbero esserci grandi novità

    L’Italia è ora divisa in tre zone: gialla, arancione e rossa, a seconda del grado di rischio coronavirus. Fra i territori classificati con la colorazione gialla, che in poche parole significa “zona a basso rischio coronavirus”, ci sono però alcune regioni che non hanno inviato i dati aggiornati sulla circolazione del virus. Questa situazione però sembra dover cambiare entro il prossimo weekend, quando i numeri mancanti dovranno giungere al Ministero della Salute e alcune regioni “gialle” potrebbero poter vedere cambiare il loro colore in una tinta più scura e quindi finire in una stretta che prevede regole ben più rigide. CONTE “BLOCCA” NATALE E CAPODANNO: “ESCLUDO FESTE E VEGLIONI”

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  • Una divisione tra le polemiche

    La divisione dell’Italia in tre colori a seconda del rischio non è stata esente da polemiche. Il nuovo Dpcm ha creato nuove tensioni e le Regioni non sembrano darsi pace, con alcune di esse che lamentano di essere state inserite ingiustamente in una condizione troppo dura, che non rispecchia realmente la loro situazione attuale. Una di queste è la Calabria, che è stata inserita nella zona rossa, che prevede il lockdown, ma che avrebbe dati più positivi rispetto a Regioni quali Campania o Lazio, inserite invece nella zona gialla. Tale situazione però potrebbe cambiare a breve. I dati che dovrebbero essere emessi nelle prossime ore, potrebbero portare alcune zone che alla data del 3 novembre sembravano avere dati che non indicavano un alto rischio, potrebbero finire in quel lockdown “morbido” che viene imposto dal Decreto Ministeriale a seguito dell’ordinanza del Ministero della Salute.

    Le Regioni a rischio

    Le Regioni che ad oggi rischiano di più sono Campania, Veneto e Liguria. Queste aree, ad oggi inserite nella zona gialla sulla base dell’analisi dei dati dal 19 al 25 ottobre, a causa di un aggiornamento degli stessi potrebbero presto finire in zona arancione o addirittura rossa. Il Veneto, spiega oggi La Repubblica, è stata posizionata nella zona gialla a causa dell’incompletezza dei dati, ma l’analisi di quelli del periodo 26 ottobre-1 novembre, che si basa su 21 indicatori tra cui il famoso indice rt, potrebbe portare ad una rivalutazione della situazione di rischio. A rischio c’è anche la Toscana. Per quanto concerne invece la Campania, molti hanno storto il naso vedendola posizionata tra le zone gialle, proprio perché lo stesso Governatore De Luca ha spesso denunciato la grande crescita della diffusione del virus e la difficoltà in cui si trovano gli ospedali della Regione. Anche in questo caso, l’aggiornamento dei dati relativi ai focolai, per esempio, potrebbe fare cambiare la sua situazione.

  • Coronavirus, il bollettino di giovedì 5 novembre 2020

    Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 34.505 nuovi casi di coronavirus su 219.884 tamponi effettuati, che portano il totale dei positivi da inizio emergenza a 824.879. I morti sono stati 445, con il totale delle vittime nel Paese che sale a 40.192. I ricoverati in terapia intensiva sono 2.391, 99 in più rispetto al giorno precedente

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Nunzio Corrasco

Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, fin dai primi anni di liceo ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Ho iniziato a svolgere questa attività dal 2011 ed ho avuto la possibilità di collaborare con diversi siti. Mi sono sempre occupato di scrivere notizie relative a tutto ciò che riguarda l'attualità. Esperto nel settore relativo alla salute e in quello scientifico-tecnologico, appassionato di cronaca meteo, geofisica e terremoti. Il mio motto è: “Solo chi è abbastanza folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero”.

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