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Coronavirus, arrivano delle nuove disposizioni dal Governo: ecco quali e cosa potrebbe cambiare

Lombardia, Piemonte e forse Emilia-Romagna potrebbero riaprire i confini oltre il 3 giugno: ecco la situazione e le preoccupazioni del Sud Italia

Coronavirus
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la videoconferenza tra il il governo, sindacati e industriali, Roma, 13 marzo 2020. Fonte foto: ansa.it
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  • Coronavirus, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna non riaprono il 3 giugno? Ecco cosa succede

    L’Italia è sempre più nel vivo della Fase 2, quella di convivenza con il coronavirus, e nel mirino c’è la data del 3 giugno: a partire da quel giorno, secondo quanto stabilito dall’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, sarà possibile spostarsi da una regione all’altra d’Italia non solo per motivi di lavoro, salute o assoluta necessità. Ma attenzione, alcune regioni non sono ancora pronte per “aprirsi alle altre”. A cominciare dalla Lombardia, l’unica in cui effettivamente i numeri non sono incoraggianti (in ogni bollettino della Protezione Civile almeno la metà dei nuovi positivi è situato a Milano, Bergamo, Brescia e dintorni). Da qui la nuova ipotesi, riportata da Il Giornale, di slittare di qualche giorno (al 10 o addirittura al 17 giugno) la riapertura della Lombardia. Che però non sarà l’unica a rimanere chiusa ancora per un po’… UNA CITTÁ ITALIANA TORNA ALLA FASE 1: ECCO DOVE

    La situazione nelle tre regioni

    Oltre alla Lombardia, infatti, anche il Piemonte è tra le regioni che riapriranno i confini più tardi rispetto alle altre. In questo caso si tratta di una certezza perché il Presidente regionale Alberto Cirio ha già dichiarato pochi giorni fa che la situazione nel suo territorio non è ancora tale da permettere “scambi interregionali di persone”, sia in entrata che in uscita se non per i motivi già noti. E c’è poi l’Emilia-Romagna, nella quale la situazione è nettamente migliorata rispetto ad inizio marzo ma che potrebbe rientrare tra quelle che apriranno i confini più tardi rispetto alla data stabilita. Siamo comunque ancora nel campo delle ipotesi e la data cruciale sarà il 29 maggio: tra tre giorni saranno resi noti i dati dei contagi da COVID-19 in ogni regione, dopo le riaperture del 18/5, e in base a quelli il Comitato Tecnico Scientifico darà il suo parere sui viaggi interregionali.

    Le preoccupazioni del Sud

    E se al nord è ancora caos per quanto riguarda contagi e movida, la situazione è bollente anche al sud: Sicilia e Sardegna, ma anche Puglia e Campania, come riporta Il Giornale, avrebbero chiesto cautela nella riapertura delle regioni del nord e potrebbero prevedere un periodo di isolamento nel caso di arrivo in massa di persone provenienti da territori particolarmente colpiti dal coronavirus (in particolare Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna). La Sardegna ad esempio chiede che ogni visitatore abbia un “certificato di negatività al virus” per non penalizzare il turismo e distruggere la stagione, oltre che la voglia di vacanze dei visitatori della Sardegna. Per il resto si sta valutando la possibilità di autorizzare i viaggi interregionali solo tra regioni appartenenti alla stessa fascia di contagi (bassa e intermedio-bassa, forse anche intermedio-alta ma dipende dai dati del 29 maggio).

  • Il bollettino della Protezione Civile di lunedì 25 maggio 2020

    In Italia le persone complessivamente risultate positive al coronavirus, compresi guariti e deceduti, sono 230.158. Il totale dei positivi registra un incremento di 300 pazienti, di cui 148 in Lombardia. Le persone attualmente positive sono 55.300. Lo riportano i dati del bollettino quotidiano della Protezione Civile sulla diffusione del contagio. La Regione Sardegna ha comunicato un ricalcolo dei casi positivi a causa di due falsi positivi precedentemente inseriti e oggi sottratti dalla tabella. Le vittime, in totale, sono 32.877, con un incremento di 92 decessi rispetto a ieri, 24 maggio. Le persone guarite nelle ultime 24 ore sono 1.502, per un totale di 141.981. Continuano inoltre a diminuire i pazienti ricoverati in terapia intensiva: sono 541, cioè 12 in meno rispetto a ieri.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca, salute e alpinismo. Musicista semi professionista, batterista e cantante dall'infanzia. Tifoso e appassionato della AS Roma ma anche di serie tv e cinema.

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