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Coronavirus, nuovo vaccino verso l’approvazione: ecco qual è e perché è diverso dagli altri

L'azienda Novavax ha presentato all'Ema la domanda per autorizzare il suo siero anti Covid Nuvaxovid alla somministrazione di massa

Coronavirus, nuovo vaccino verso l’approvazione: ecco qual è e perché è diverso dagli altri
Foto PixaBay
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  • Il vaccino Novavax potrebbe diventare il quinto vaccino anti Covid-19 autorizzato dall’Ema: tutti i dettagli

    Il vaccino è stata la vera chiave di svolta nella lotta contro il coronavirus: solo l’arrivo dei sieri anti Covid-19 ha evitato il prolungamento di lockdown, zone rosse, restrizioni per cittadini e altri problemi (anche psicologici) derivati dalla pandemia. Gli antidoti Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson (così come anche Sputnik e Sinovac nei paesi dell’Est) hanno contribuito alla diminuzione di morti e ricoverati in terapia intensiva in tutto il pianeta. Ad essi potrebbe aggiungersi un quinto vaccino che darebbe una grossa mano nel ridurre ancor di più l’incisività del virus. Si tratta del Novavax che, come riportato da Ansa.it, è in attesa dell’ok dall’Ema (Agenzia europea per i medicinali) per la sua commercializzazione.

    Presentata domanda all’Ema, il verdetto entro due settimane

    Novavax, azienda statunitense del settore farmaceutico-biotecnologie, ha realizzato il vaccino anti coronavirus Nuvaxovid (NVX-CoV2373) e ha presentato ufficialmente all’Ema la domanda di autorizzazione di commercializzazione condizionata dello stesso siero. La palla passa ora all’organo internazionale che, in base ai dati presentati dal colosso americano, dovrà decidere se autorizzare la somministrazione di Nuvaxovid alle varie popolazioni o respingerla. Il verdetto dovrebbe arrivare entro un paio di settimane per quella che potrebbe essere un’altra svolta importante. NUOVA ONDATA DI CASI COVID, GROSSE RESPONSABILITÁ DA PARTE DI UN PAESE EUROPEO: ECCO QUALI

    Le caratteristiche del vaccino Novavax

    Se i vaccini Pfizer e Moderna sono stati realizzati con la tecnologia mRna e quelli Johnson&Johnson e AstraZeneca sono a vettore virale, il vaccino Nuvaxovid (NVX-CoV2373) è a base di proteine ricombinanti contenenti nanoparticelle e ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina Spike del Covid. Questa formulazione utilizza le proteine dell’agente patogeno (antigeni) per stimolare il sistema immunitario, tecnica tra l’altro in uso da circa trent’anni che ha permesso di produrre vaccini contro epatite B e meningite. Una volta somministrato questo vaccino, il sistema immunitario identificherà le particelle proteiche come estranee e produrrà difese naturali tramite anticorpi IgG ed IgM selettivi e tramite la produzione dei linfociti. Si attende dunque il parere dell’Ema per scoprire se il poker di vaccini riconosciuti in Europa e America diventerà un pokerissimo. NOVITÁ SULLA PILLOLA ANTI COVID, ECCO QUALI

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  • La soddisfazione del Ministro Speranza sui vaccini

    Questa fase – ha dichiarato di recente il Ministro della Salute italiana Roberto Speranza – è particolarmente interessante: questa mattina in Italia siamo all’86,79% di vaccinati con la prima dose, oltre l’84% di vaccinati con due dosi, siamo a 3 milioni e 120mila persone che hanno avuto la terza dose. Ieri ci sono state 18mila prime dosi, dobbiamo insistere. Negli ultimi giorni abbiamo fatto circa 130 mila richiami al giorno”. La macchina del Governo, insomma, continua a lavorare per raggiungere un qualcosa che si avvicini il più possibile all’immunità di gregge. Praticamente impossibile vaccinare il 100% della popolazione, in Italia così come in altri stati, ma la risposta dei cittadini in merito alla vaccinazione è stata straordinaria. E il Ministro ha le idee chiare su cosa fare per evitare altre tragedie simili.

  • Cosa c’è da migliorare secondo il Ministro

    Le politiche per la salute – ha aggiunto il Ministro – non possono più essere considerate politiche nazionali ma hanno bisogno di scelte che non possono che essere sovranazionali. Serve più coordinamento europeo. Gli stati nazionali devono avere il coraggio di cedere pezzi di sovranità, tra le lezioni di questi mesi c’è questa. Dobbiamo rafforzare Ema. Altra lezione del Covid è che dobbiamo investire di più nei nostri servizi sanitari nazionali”.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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