Pancreatite, qual è il primo sintomo che compare improvvisamente

Pancreatite, cos'è e perché non va sottovalutata: sintomi, cause e rimedi per riconoscerla e affrontarla in tempo

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La pancreatite è una seria infiammazione del pancreas che può evolvere in complicanze gravi: ecco il primo sintomo da saper riconoscere

Il pancreas è una ghiandola fondamentale per il nostro organismo: regola i livelli di zucchero nel sangue attraverso la produzione di insulina e glucagone e secerne enzimi digestivi indispensabili per la corretta elaborazione dei cibi. Quando questo organo si infiamma si parla di pancreatite, una condizione che può insorgere in modo improvviso e manifestarsi in forme più o meno severe. Nella maggior parte dei casi la forma acuta si risolve nel giro di una settimana senza lasciare conseguenze, tuttavia in una quota più ridotta di pazienti può evolvere in complicanze importanti con una mortalità che nei casi gravi si aggira attorno al 7%. La pancreatite colpisce prevalentemente persone tra i 40 e gli 80 anni, con un'incidenza di cinque-sei casi ogni centomila abitanti l'anno secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità. Ecco qual è il primo sintomo da saper riconoscere, come riportato da SantAgostino.it.

Il primo sintomo

Il segnale d'esordio della pancreatite è quasi sempre il dolore acuto e improvviso localizzato nella parte alta dell'addome, all'altezza dello stomaco. La sensazione è spesso descritta come una fitta intensa che si irradia verso la schiena e i fianchi, può durare ore o addirittura giorni e tende a peggiorare mangiando, bevendo o assumendo cibi grassi. Anche stendersi in posizione supina può amplificare il fastidio. I tempi di comparsa variano in base alla causa: se scatenata da un pasto abbondante il dolore si manifesta quasi subito, in caso di abuso alcolico può presentarsi anche sei-dodici ore dopo l'ingestione. A questi disturbi si aggiungono spesso nausea, vomito, gonfiore addominale, febbre superiore ai 38 gradi e, quando sono coinvolti i calcoli biliari, anche ittero, ovvero l'ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi.

Le cause principali

Le cause più frequenti di pancreatite sono due: la presenza di calcoli biliari e l'abuso di alcol. I calcoli, formazioni dure che si sviluppano nella cistifellea, possono ostruire il dotto attraverso cui gli enzimi pancreatici raggiungono l'intestino danneggiando il pancreas per mancato deflusso dei succhi digestivi. L'alcol, invece, interferirebbe con il normale funzionamento della ghiandola favorendo una sorta di autodigestione enzimatica, anche se i meccanismi precisi non sono ancora del tutto chiariti dalla ricerca scientifica. Tra le cause meno comuni rientrano lesioni traumatiche al pancreas, effetti collaterali di alcuni farmaci, infezioni virali come il morbillo e complicazioni legate alla fibrosi cistica.


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Come si cura la pancreatite

La pancreatite acuta richiede sempre il ricovero ospedaliero per monitorare costantemente il paziente ed evitare complicazioni. La prima priorità è prevenire la disidratazione attraverso la somministrazione endovenosa di liquidi, idealmente entro le prime 12-24 ore dalla comparsa dei sintomi. Poiché mangiare e bere peggiora l'infiammazione, il paziente viene tenuto a digiuno con supporto nutrizionale adeguato, in modo da dare al pancreas il tempo di recuperare; di norma si torna ad alimentarsi gradualmente entro tre-cinque giorni. Se l'alimentazione per bocca non è tollerata si ricorre alla nutrizione artificiale tramite sondino nasogastrico. Per gestire il dolore addominale acuto possono essere somministrati antidolorifici potenti.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.