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Relazione tra cellulare e tumore al cervello? Ecco tutto quello che c’è da sapere

La Corte di Appello di Torino e l'AIRC presentano un ritratto sugli effettivi danni dello smartphone alla salute e i possibili rischi di sviluppare tumori al cervello

epa08106930 A block chain call is demonstrated between two Pundi X smartphones during the CES Unveiled Las Vegas at the 2020 International Consumer Electronics Show in Las Vegas, Nevada, USA, 05 January 2020. The annual CES which takes place from 7-10 January is a place where industry manufacturers, advertisers and tech-minded consumers converge to get a taste of new innovations coming to the market each year. EPA/ETIENNE LAURENT
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  • Relazione tra cellulare e tumore al cervello? Ecco tutto quello che c’è da sapere

    Che usare troppo lo smartphone faccia male alla salute, sotto diversi punti di vista, non è una novità. Ciò che può infastidire è che le varie analisi che circolano riguardo gli effettivi rischi che comporta lo stare troppo al telefono sono condotte (e alterate) dalle stesse compagnie telefoniche, che chiaramente cercano di portare acqua al loro mulino anche a scapito della salute stessa. Partiamo quindi dal presupposto che effettivamente un uso eccessivo dello smartphone (soprattutto le chiamate senza l’uso dell’auricolare) può portare con più facilità allo sviluppo di tumori al cervello. Soprattutto se parliamo di telefoni di vecchia generazione.

    I collegamenti tra i vecchi telefoni e il tumore

    Si può partire da un recente episodio di cronaca: un dipendente Telecom ha perso la vita a causa di un cancro cerebrale che si sarebbe sviluppato a causa dell’utilizzo del telefono (per motivi di lavoro) per almeno 4-5 ore al giorno. La Corte di Appello di Torino ha accolto la richiesta legale di risarcimento della famiglia della vittima, stabilendo dunque che “il colpevole” era proprio il telefono. Questione risolta e che possa fungere da esempio? Non proprio. La stessa Corte di Appello ha fatto presente che c’è una grande differenza tra i telefoni di vecchia generazione, come quello utilizzato dal dipendente Telecom, e i nuovi smartphone che sarebbero più sicuri sotto questo punto di vista. Non si può quindi stabilire con certezza che effettuare chiamate per parecchie ore con un iPhone, un Samsung Galaxy o similari possa favorire lo sviluppo dei tumori cerebrali così come accadeva in passato. E attenzione perché neppure l’AIRC (Associazione Italiana Ricerca Cancro) “se la sente” di affermarlo al 100%.

    La posizione dell’AIRC sul rapporto tra smartphone e tumore

    L’AIRC, riporta LaLeggePerTutti.it, afferma che “il neurinoma dell’acustico può essere provocato dall’uso di cellulari di vecchia generazione”. Tuttavia la stessa AIRC fa presente che l’uso eccessivo dei nuovi smartphone “aumenta il rischio di sviluppare il neurinoma e il glioma“. In mezzo a questo tran tran una cosa però è certa, almeno secondo la Corte di Appello di Torino: gli studi condotti da scienziati indipendenti sono più affidabili (e i risultati sono meno alterati volutamente) rispetto a quelli condotti o finanziati dai colossi della telefonia. Per capire in che modo effettivamente gli smartphone dei nostri giorni agiscono sul nostro cervello bisognerà aspettare una decina d’anni…

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  • Lo smartphone fa male alla vista ma non solo: tutti gli effetti collaterali del telefono

    Lo smartphone è diventato l’oggetto più utilizzato e “desiderato” dell’era moderna, al punto che per alcuni (e non sono pochi) è difficile separarsene anche solo per qualche minuto. Una vera dipendenza che ha delle ripercussioni sulla salute, soprattutto tra i più giovani. E sono diversi i sintomi, sottovalutati, tipici di chi usa molto il telefono, come riporta il sito TecnoAndroid.it.

    La luce blu sul display

    A mettere a dura prova gli occhi è la luce blu sul display: chi utilizza questo tipo di illuminazione sullo smartphone, soprattutto di notte, affatica molto il suo apparato visivo e alle lunghe rischia serie conseguenze per la salute. La luce blu sul display, che è molto intensa, secondo l’analisi riportata da TecnoAndroid.it incide negativamente anche sulla qualità del sonno e sulla vita di coppia.

    Il respiro

    Una ripercussione negativa sulla salute dell’uso eccessivo dello smartphone è poi quella del respiro, di cui in pochi sono a conoscenza: chattare, scrollare i social e quant’altro ci induce ad assumere una postura “gobba” e piegata, il che influisce sulla naturalezza del respiro. In questo caso, specialmente i ragazzi, i polmoni sono spesso troppo compressi e ciò può portare a problemi respiratori.

  • Lo stress e l’autostima

    Il telefono, spiega TecnoAndroid.it, è diventato un po’ il centro delle nostre attività, lavoro compreso: tutto ciò può avere influenze positive, in caso di eventi favorevoli, o negative se si è impelagati in situazioni spiacevoli. Di conseguenza lo smartphone diventa un potenziale generatore di stress, ansia e persino depressione, interferendo dunque con la nostra autostima.

    La memoria

    Uno degli “effetti collaterali” più comuni e diffusi dell’uso eccessivo dello smartphone, così come di tutti gli altri apparecchi elettronici, è quello sulla memoria: usare molto il telefonino riduce la nostra capacità di ricordare le cose, soprattutto a breve termine, e i tempi di reazione agli eventi. Il che è un problema soprattutto se si è alla guida, motivo per cui è severamente vietato utilizzare lo smartphone al volante.

    Le radiazioni

    Ultimo, ma non ultimo, lo smartphone è pericoloso (soprattutto per i bambini) per via delle radiazioni che emana: alcune piccole dosi ripetute di esse, specialmente se si dorme con il telefono accanto e non si disattiva la connessione Wi-Fi, può causare lesioni nei tessuti cerebrali e, nei casi più estremi, la formazione di cellule tumorali nell’encefalo. Attenzione dunque, è bene staccare un po’ gli occhi dal telefono per non avere (alle lunghe, ma non troppo…) seri problemi di salute!

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca, salute e alpinismo. Musicista semi professionista, batterista e cantante dall'infanzia. Tifoso e appassionato della AS Roma ma anche di serie tv e cinema.

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