Questo sito contribuisce alla audience di Il Messaggero

Lunedì 6 Aprile
Scarica la nostra app
Segnala

Stai usando lo smartphone al supermercato? Ecco perché rischi sicuramente di spendere di più

Uno studio condotto da ricercatori britannici dimostra che controllare lo smartphone mentre si è al supermercato rischia di far spendere il 41% in più del previsto

spesa smartphone supermercato
Stai usando lo smartphone al supermercato? Ecco perché rischi sicuramente di spendere di più - Foto FreePik
1 di 3
  • Stai usando lo smartphone al supermercato? Ecco perché rischi sicuramente di spendere di più

    Quanti di voi controllano lo smartphone mentre sono a fare la spesa? Non mentite, sappiamo che siete in tanti. Ed ecco una brutta notizia per voi. Star dietro a notifiche, messaggi e social mentre si è al supermercato vi farà spendere di più. Non è una supposizione, è un dato di fatto. A dimostrarlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici, come riportato dalla rivista Focus.

    Lo studio

    Gli studiosi dell’Università di Bath (Regno Unito) hanno studiato i comportamenti di circa 500 persone che usavano lo smartphone mentre erano a fare la spesa: per farlo si sono serviti di occhiali speciali in grado di registrare i movimenti oculari dei soggetti osservati. I test hanno mostrato che controllare più volte lo smartphone durante gli acquisti causa un aumento della spesa fino al 41% in più del previsto. Come è possibile?

    Perché si spende di più guardando lo smartphone

    Quando si fa la spesa senza distrazioni ci si muove “agilmente” tra gli scaffali, comprando solo ciò di cui veramente si ha bisogno (a parte le eccezioni). Se invece ci si distrae con lo smartphone, fa presente lo studio inglese, il percorso al supermercato diventa più lungo, viene meno la concentrazione e si rischia di venir attratti da prodotti sugli scaffali che non pensavamo di comprare. Dunque attenzione, staccate gli occhi dallo smartphone quando siete a fare la spesa… altrimenti a soffrire sarà il vostro portafogli!

    DIGIUNO INTERMITTENTE: ECCO COSA SUCCEDE AL NOSTRO CORPO QUANDO LO FACCIAMO 

  • Ecco qual è la dieta delle zone Blu, le aree del mondo dove si vive più a lungo e si è più felici

    Cosa si mangia nelle cosiddette ‘Zone Blu’ del mondo dove si vive più a lungo ? A questa domanda ha risposto, sul sito ‘Foxbusiness‘ l’autore del National Geographic, Dan Buettner che ha trascorso decenni a ricercare ciò che rende le persone felici e in salute. Fra le Zone Blu del mondo spiccano Okinawa in Giappone, la regione Sardegna in Italia, Ikaria in Grecia, la penisola di Nicoya in Costa Rica, Loma Linda in California, luoghi dove si registra la più alta aspettativa di vita. Fra i segreti elencati da Buettner, un calendario ‘sociale’ ricco di impegni ma anche una dieta bilanciata.

    Il lavoro prezioso svolto da Buettner

    In America – ha dichiarato Buettner a Fox Business – tendiamo a pensare che la salute e la felicità siano qualcosa che perseguiamo, ma i luoghi in cui le persone vivono da molto tempo e le decisioni che vengono prese possono incidere sulla qualità della vita“. Buettner ha collaborato con National Geographic nel 2004 per fare il giro del mondo in giro per trovare i luoghi in cui le persone erano le più sane. Il suo “Blue Zones Project”, un’iniziativa guidata dalla comunità che lavora per migliorare l’ambiente e le routine quotidiane, ha dato dei risultati importanti che meritano di essere divulgati.

    Come si è svolto lo studio

    A Naples, in Florida, lo scorso luglio 110 persone hanno raccolto la sfida delle Blue Zone, dove hanno seguito una dieta a base vegetale con pasti a base di ingredienti come fagioli, lenticchie, ceci e cereali integrali. Il gruppo di persone ha anche rispettato le tradizioni sociali di Okinawa, in Giappone. Ai partecipanti alla Blue Zone Diet è stato chiesto di trovare tre o quattro amici che condividessero gli stessi valori e li hanno sfidati a seguire una dieta a base vegetale per tre mesi.

  • I risultati della ricerca

    Questo progetto si basa sulla convinzione che seguire le regole in gruppo può aiutarci a non fallire e a non perdersi d’animo. I risultati di questo progetto hanno evidenziato che seguendo quelle regole, l’aspettativa di vita è aumentata in media di 1 anno e tre mesi mentre il 67 percento dei partecipanti ha dichiarato di aver stretto nuove amicizie. Il 17% dei partecipanti ha perso qualche chilo mentre il 6% ha avuto una pressione sanguigna più bassa. Tutti elementi che depongono a favore della Blue Zone Diet che prescinde dal consumo di grassi animali ma soprattutto aiuta a stare meglio in società con riflessi benefici per la salute mentale e fisica.

1 di 3

La nostra newsletter! Ricevi gli aggiornamenti e le ultimissime su Meteo e Scienza via mail!

ISCRIVITI ORA!

Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca, salute e alpinismo. Musicista semi professionista, batterista e cantante dall'infanzia. Tifoso e appassionato della AS Roma ma anche di serie tv e cinema.

SEGUICI SU: