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Città fantasma Friuli Venezia Giulia: tra stato di abbandono e tradizione millenaria

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Da Palcoda a Cja Ronc fino ad arrivare a Pozzis, il fascino del Friuli Venezia Giulia: quando fascino e mistero si mescolano tra loro diventando leggenda

Dimora di grandi civiltà del passato in un tempo che fu, città fantasma disabitate ma che conservano ancora un grande appeal oggi. C’è chi le ama, in quanto luoghi ricchi di tradizione, ma anche chi non ne vede l’utilità considerando che di fatto quando si è in presenza di una città fantasma non si può più parlare di una società né tantomeno di una comunità di persone in quanto viene a mancare il primario aspetto dei rapporti interpersonali. Oggi il nostro viaggio prosegue alla volta del Friuli Venezia Giulia, regione italiana a statuto speciale situata nel zona di Nord Ovest. La posizione geografica, al confine con Austria e Slovenia oltre che con Veneto e Mar Adriatico, insieme alle caratteristiche di un territorio completo nel quale figurano dalle montagne alle coste passando per colline e pianure, ha fatto sì che nel Friuli Venezia Giulia trovassero posto negli anni diverse comunità di persone (le principali realtà etnico-linguistiche, oltre a quella italiana, sono di origine latina, slava e germanica), cosa che ha certamente favorito il sorgere di antichi splendori trasformati oggi in città fantasma.

LE IMMAGINI DI UN’ANTICHISSIMA CITTA RACCHIUSE IN QUESTA GALLERY

Città fantasma in Friuli Veneza Giulia

Città fantasma in Friuli Veneza Giulia, foto youtube

Tra le principali e più suggestive città fantasma oggi conosciute nel Friuli Venezia Giulia troviamo Palcoda Cja Ronc Pozzis. Palcoda rappresenta probabilmente l’apice nella tradizione delle città fantasma in Friuli Venezia Giulia. Borgo rurale di montagna, sito nei pressi di Tramonti di Sotto in provincia di Pordenone, Palcoda è sita a 628 metri di altitudine e per giungere in questo posto abbandonato ma che conserva ancora grande charme, si passa anche attraverso il torrente Chiarzò ne rende ancora più suggestivo questo il paesaggio collocato radicato nelle prealpi Carniche. Territorio ricco di storia e cultura, frequentato già nel Quattrocento da pastori che la usavano come luogo di ristoro durante il loro passaggio quotidiano, ma abitata stabilmente solo a partire dal Seicento. Solo nel secolo successivo Palcoda si trasformò in un vero e proprio borgo nel quale iniziarono a vivere stabilmente le prime comunità che vivevano soprattutto di agricoltura, commercio di cappelli di paglia e allevamento caprino. Palcoda di fatto entrò in crisi nel primo dopoguerra, periodo durante il quale i già pochi abitanti del luogo decisero di cercare fortuna altrove. Negli anni Venti del Novecento, così, il paese venne del tutto abbandonato anche se nel corso della II guerra mondiale divenne posto ideale per il rifugio di alcuni gruppi partigiani.

Cja Ronc è un borgo medievale abitato fino all’Ottocento e poi trasformatosi in una città fantasma. Anche qui troviamo un territorio molto affascinante, dovuto alla sua posizione collinare nei pressi della località Campeis che ne fa un paesaggio veramente suggestivo immerso interamente nella vegetazione. Al centro del paese si erge una piazza che, in tempi passati, fungeva da centro della vita sociale locale. Oggi Cja Ronc si presenta in uno stato di desolante abbandono dovuto anche alla formazione delle diverse frane che negli ultimi anni si sono verificate in questa zona del Friuli Venezia Giulia.

Pozzis è il classico esempio di come un corso d’acqua può valorizzare un determinato paesaggio. Il paese, infatti, è rintracciabile passando attraverso le sorgenti del torrente Arzino, nel comune di Verzegnis. Si tratta, anche nel caso di Pozzis di un piccolo territorio abbandonato da tempo, una città fantasma del Friuli Venezia Giulia disabitata dagli anni Sessanta.


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