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Giovedì 17 Giugno
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Etna, il fianco orientale sta scivolando verso est: ecco il motivo

Secondo uno studio di un team di ricercatori il fianco orientale dell'Etna subisce un continuo scivolamento verso est: svelato il motivo

Etna, il fianco orientale sta scivolando verso est: ecco il motivo
Etna, il fianco orientale sta scivolando verso est: ecco il motivo - Foto Wikipedia
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  • Il fianco orientale dell’Etna scivola verso est: lo studio

    Il fianco orientale dell’Etna sta scivolando verso est e tra i binari che guidano il movimento troviamo il sistema di faglie della Pernicana, ovvero il limite settentrionale della porzione instabile del vulcano: è quanto si legge in una ricerca elaborata da un team di ricercatori dell’Università di Catania, dell’INGV – Osservatorio Etneo, dell’Università di Bologna e del GFZ German Research Centre for Geosciences di Potsdam pubblicata sulla rivista Communications Earth & Environment del gruppo Nature. Leggi anche Etna, nuovo parossismo del vulcano: fontana di lava e nube di fumo e cenere. Cosa sta succedendo

    La ricerca sui multipletti: cosa sono?

    Per arrivare a questa conclusione il team di ricercatori ha studiato la sismicità generata dal sistema di faglie dal 2000 al 2019: si è scoperto che la Pernicana genera un numero di multipletti, ovvero terremoti identici a se stessi in termini di localizzazione, meccanismo di sorgente e sismogramma che si ripetono anche a distanza di anni: questa caratteristiche è riscontrabile in altri sistemi di faglie molto attivi, come la faglia di San Andreas in California. Leggi anche Etna, il magma eruttato è ‘primitivo’, un processo di ricarica profonda interessa il sistema di alimentazione del vulcano: cosa sta succedendo?

    Come si comportano le porzioni della faglia

    Come spiegato dai ricercatori, “mediante lo studio dei multipletti e grazie all’integrazione dei dati sismici con dati di deformazione del suolo è stato possibile suddividere la faglia della Pernicana in diverse porzioni che mostrano comportamenti diversi in termini di sismicità e deformazione del suolo. In particolare è stato notato come la porzione occidentale della faglia, prossima ai centri eruttivi sommitali, mostri una notevole segmentazione in profondità. La porzione centrale, invece, è caratterizzata da un’unica netta superficie di faglia, la cui sismicità è prevalentemente associata ai multipletti. La porzione orientale della faglia, invece, è quasi asismica: non mostra praticamente sismicità. Leggi anche L’Etna si risveglia? Segnalata attività vulcanica in incremento, ecco cosa sta succedendo | Il comunicato dell’INGV

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  • Da cosa deriva lo scivolamento

    I multipletti, in termini di accadimento temporale dei terremoti, non hanno periodicità e mostrano un basso grado di regolarità: è per questo, secondo i ricercatori, che lo scivolamento del fianco orientale dell’Etna non deriva da una sollecitazione costante e permanente, come invece si verifica lungo la faglia di San Andreas, ma da fenomeni scatenanti di natura episodica, legati ad esempio alla risalita dei magmi.

  • Il meccanismo dello scivolamento

    È quindi la risalite dei magmi che, pressurizzando il sistema di alimentazione del vulcano, spinge sul fianco orientale e causa lo scivolamento: secondo lo studio, identificare i multipletti e la loro integrazione con misure di deformazione del suolo può aiutare a investigare la dinamica e la struttura delle faglie in dettaglio, sull’Etna ma anche altrove.

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Biagio Romano

Classe '93, napoletano di nascita, interista di fede. Scrivo sul web da quando avevo 16 anni: prima per hobby, poi per lavoro. Curioso di natura, amo le sfide (soprattutto vincerle). Mi affascinano il mondo dell'informazione e quello della comunicazione.

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