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Flash: dopo il forte terremoto in Italia, la crosta “si è abbassata”. L’INGV ha diffuso un nuovo comunicato

Pubblicato da Alessandro Allegrucci

Dopo il forte terremoto registrato in Italia nell'agosto del 2016, la crosta terrestre si è abbassata

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Flash: dopo il forte terremoto in Italia, la crosta "si è abbassata". L'INGV sta diffondendo un nuovo comunicato. Fonte foto: latinaquotidiano.it
  • Terremoto nel centro Italia del 2016: la crosta si è abbassata

    La sequenza sismica che è stata registrata nel Centro Italia dal 24 agosto del 2016 è legata all’estensione che coinvolge gli Appennini ed è misurata attraverso la rete GPS in circa 4-5 mm all’anno. La sorpresa, secondo quanto si legge su “9colonne.it“, è rappresentata dal fatto che, grazie alle nuove tecnologie satellitari è stato possibile andare a misurare come il terremoto sia andato a determinare l’abbassamento del volume della crosta terrestre di almeno 7 volte maggiore rispetto a quello sollevato.

    Attraverso l’inSAR si possono misurare i movimenti del suolo

    Secondo quanto spiegato da Christian Bignami dell’INGV, tramite l’utilizzo di dati geodetici e tecniche interferometriche satellitari applicati a immagini radar inSAR “sono state acquisite immagini che hanno permesso l’esatta misurazione dei volumi di roccia mobilizzati durante il terremoto di Amatrice-Norcia“. Applicando la tecnica di elaborazione del segnale – vale a dire l’interferometria SAR (inSAR) – si possono analizzare e misurare i movimenti del suolo. Così facendo, dunque, è stato possibile calcolare gli abbassamenti e i sollevamenti del suolo ed i relativi volumi di roccia mobilitati dai movimenti sismici avvenuti il 24 agosto 2016.

  • Le parole del Presidente dell’INGV

    Analizzando questi dati, secondo quanto affermato dal Presidente INGV Carlo Doglioni, “è stato valutato il rapporto tra volume di roccia in subsidenza e volume in sollevamento“. In questo modo, dunque, è stato possibile trovare nuove conferme sul ruolo della forza di gravità nei terremoti relativi a faglie estensionali. Il prossimo obiettivo sarà quello di dare la caccia ai volumi crostali in cui lungo l’Appennino vi siano zone dilatate, adatte a generare un futuro terremoto.

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Alessandro Allegrucci

Laurea triennale in Scienze Forestali ed Ambientali e Laurea magistrale in Scienze Agrarie e del Territorio. Conoscenze e studi di Geofisica e Terremoti. Nel percorso di studi ho sempre mostrato interesse anche a temi di salute. La mia più grande passione resta da sempre la meteorologia, approfondita poi attraverso la tesi di laurea sperimentale sulle variabili pedoclimatiche in Italia ed un breve master. Amo viaggiare, scoprire nuovi luoghi e in generale sono curioso di conoscere e imparare. I fenomeni naturali, la loro bellezza e potenza sono tra le cose che più mi affascinano al mondo.

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