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Mercoledì 12 Agosto
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Terremoti, con il lockdown le vibrazioni della crosta terrestre si sono ridotte: ecco perchè

Terremoti, ecco perchè il lockdown ha prodotto anche effetti sull'attività sismica della Terra

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Terremoti, il lockdown ha ridotto le vibrazioni della Terra
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  • La riduzione delle vibrazioni causate dall’attività umana ha facilitato il lavoro dei sismologi: ecco i motivi

    Il COVID-19 ha ridotto gli effetti rumorosi dell’attività umana in quanto meno persone viaggiano nelle città e la crosta terrestre sta vibrando di meno. Gli scienziati hanno scoperto che i dati registrati durante il periodo di quiete potrebbero aiutarci a rilevare terremoti nelle città molto prima. Di solito, le vibrazioni di persone, automobili, treni e autobus che viaggiano nelle aree urbane fanno vibrare la terra così tanto che possono essere rilevate dai sismometri. Questi sensori vengono utilizzati per rilevare i segnali di allarme precoce per i terremoti e studiare il movimento della crosta terrestre. Leggi anche Terremoti oggi in Italia, 25 luglio 2020: le scosse della giornata.

    I rumori della Terra si sono ridotti del 50%

    Una serie di studi, condotti da ricercatori del Royal Observatory del Belgio, ha dimostrato che negli ultimi mesi questo rumore si è ridotto fino al 50%. I dati raccolti da 268 stazioni di ricerca in 117 paesi, hanno evidenziato come il periodo di quiete è iniziato a gennaio in Cina e si è diffuso in tutto il mondo. Con l’introduzione delle misure di blocco, si è viaggiato di meno e le vibrazioni create dall’attività umana sono iniziate a diminuire. Questo prolungato periodo di quiete ha permesso agli scienziati di fare alcune cose che di solito non sono in grado di fare quando l’attività umana è ai suoi livelli normali.

    Le aree maggiormente trafficate hanno tratto enormi benefici

    Nelle aree altamente popolate, il “rombo” creato dall’attività degli esseri umani può ridurre l’efficacia dei sistemi di rilevazione precoce del terremoto. I sismologi spesso devono filtrare le frequenze del suono che di solito sono generate da molte persone che svolgono le loro attività quotidiane al fine di trovare i segni rivelatori dell’imminenza di un disastro naturale. L’aumentare della popolazione a livello globale, ha comportato il fatto che più persone sono esposte a potenziali rischi naturali e indotti. Si prevede che l’urbanizzazione aumenterà in futuro il rumore antropogenico nelle aree esposte, complicando ulteriormente il monitoraggio sismico.

  • Il lockdown ha facilitato il lavoro dei sismologi

    Il documento evidenzia un esempio di come si può rilevare un terremoto prima del solito a Petatlan, in Messico, durante il lockdown. Il rumore è stato ridotto del 40% in città, il che significa che nuovi set di sensori, generalmente assordati dalle vibrazioni della città, hanno registrato dati sull’evento. Gli scienziati stanno cercando di utilizzare questi dati per identificare quale attività provoca il tipo di vibrazione e come questa si diffonde in una città. Possono utilizzare le informazioni del periodo di lockdown del 2020 come base di riferimento che li aiuterà a identificare come i cantieri o le strade trafficate interferiscono con le misurazioni. Da questi studi potrebbero emergere dettagli importanti su come rilevare meglio le vibrazioni potenzialmente pericolose nelle aree urbane.

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Marco Antonio Tringali

Chitarrista per hobby, coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per alcuni siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia grande passione innata per il giornalismo. Amo scrivere di politica, economia (adoro i testi di Stigliz e i saggi di Rampini), salute, attualità e sport. Spero di poterne fare un mestiere in grado di darmi stabilità e certezze. L'idea che ho della vita la condenso in una metafora tratta dal volley: se la vita ti pone davanti ad un muro, affrontalo con le mani alzate...

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